UN INDAGATO AL GIORNO NON CI TOGLIE FORMIGONI DI TORNO

di GIANMARCO LUCCHI

«E la notizia dov’è? In fondo si tratta dell’abituale ‘perquisizione quotidiana’»: usa questa ironia il consigliere regionale dell’Idv, Gabriele Sola, per commentare la notizia dell’indagine per corruzione a carico del consigliere Angelo Giammario (Pdl), i cui uffici in Regione sono stati perquisiti ieri mattina. In una nota del gruppo dell’Italia dei Valori, Sola è tornato a chiedere un passo indietro alla coalizione Pdl-Lega per andare alle elezioni anticipate. «L’intreccio di inchieste che ha per epicentro il Pirellone – scrive fra l’altro – mostra le crepe della struttura portante di quel sistema di potere, architettato da Formigoni, che ingabbia da vent’anni la Lombardia». Secondo l’esponente dell’Idv, «è lampante lo sgretolamento morale di questo sistema e l’imbarazzante epidemia che sta decimando l’istituzione regionale».

Con le accuse nei confronti di Angelo Giammario è salito a 9 (su 80 membri) il numero degli indagati nel Consiglio regionale della Lombardia nel corso della legislatura attuale. Si tratta di episodi non collegati fra loro, frutto di differenti inchieste giudiziarie, ma che nel loro complesso hanno scatenato la polemica politica. Appena ieri l’Aula si è divisa sulla richiesta di dimissioni avanzata dalle minoranze nei confronti dello stesso presidente leghista Davide Boni, che è accusato per un presunto giro di tangenti. Prima di lui sono stati indagati per corruzione anche i due vicepresidenti del Consiglio regionali eletti a inizio legislatura e poi dimessisi, Filippo Penati (Pd) e Franco Nicoli Cristiani (Pdl), oltre al consigliere segretario Massimo Ponzoni (Pdl), arrestato invece per bancarotta fraudolenta. Risultato, 4 componenti su 5 iniziali dell’Ufficio di presidenza sono finiti sotto inchiesta. Nelle fila del Pdl al Pirellone dal 2010 sono stati indagati anche Gianluca Rinaldin (corruzione) e Nicole Minetti (nel caso Ruby, per favoreggiamento della prostituzione). Nella Lega sono invece stati accusati gli assessori Daniele Belotti, in una inchiesta sul tifo violento a Bergamo, e Monica Rizzi, per un presunto dossieraggio ai danni di avversari interni al partito.

Non tutte le inchieste che coinvolgono esponenti del Consiglio regionale lombardo hanno lo stesso peso, tanto che alcuni sono finiti in carcere e altri no. E nonostante il Celeste Governatore continui a ribadire una cosa per altro vera, almeno fino a questo momento, cioè che lui in prima persona non è toccato da nessuna delle inchieste, è pur vero che diversi degli indagati hanno fatto parte delle sue Giunte precedenti o sono stati sui stretti collaboratori come nel caso di Giammario. In altri momenti l’alleato di Formigoni e del Pdl, la Lega Nord avrebbe staccato la spina. Ora, invece, ciò non accade, nonostante solo il 22 gennaio scorso dal palco di Milano Umberto Bossi abbia tuonato contro il fatto che ormai “ne portano via uno al giorno”, minacciando di far cadere la giunta lombarda se Berlusconi avesse continuato a sostenere il governo del “massone” Mario Monti. Ovviamente si è trattato del solito “grido alla luna” per darla a bere a qualche manipolo di militonti e come era largamente prevedibile non è successo un bel nulla. Anzi, proprio il Carroccio, quando nel mirino della procura Milanese è entrato Davide Boni, ha fatto quadrato e ha fatto partire la consegna: il presidente del Consiglio regionale non si tocca, resta al suo posto. Insomma, sempre riaffermando la presunzione di non colpevolezza, ciò che Boni andava predicando per casi precedenti avvenuti sul territorio lombardo (vedi il video pubblicato in altra parte del giornale), cioè la necessità di togliere d’imbarazzo la Lega indipendentemente dall’esito dell’inchiesta, evidentemente non è stato ritenuto valido per lui.

D’altro canto c’è una valutazione politica da fare. Se la Giunta Formigoni cadesse, si andrebbe al voto e coi tempi che corrono non si intravvede chi dei maggiori partiti in campo abbia oggi interesse a misurarsi con le urne: non Pdl e Lega, ma nemmeno il Pd, che ancora si lecca le ferite del caso Penati. E il Celeste può continuare a dichiarare urbiet orbi che la sua Giunta sta governando bene nell’interesse dei cittadini lombardi. Quindi, avanti tutta nel resistere, resistere, resistere. Ammesso e non concesso che, all’ombra del Pirellone e del Formigone, i due grattacieli della Regione, non se ne debbano vedere ancora di peggio.

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4 Comments

  1. valditara says:

    Ma perchè siete così cattivi con Formigoni…guardate che quello più tremendo è Podesta…

  2. Maciknight says:

    Formigoni è come Berlusconi, occorre invocare Sorella Morte per toglierceli dai maroni …

  3. elveciorecio says:

    Pero che bochin pernachiso che ga FaORMICON BEO E BEFARDO, UN BOCHIN CIRIBIRIBIN CHE BEL BOCHIN. e CHE OCIO SPEDUTO MA FFURBO!!! E che color de cera la sera, smunto ma viril (odio viril proprio nol se pol dir ma…). e che orece large,,per sentirti mejo e che naso lungo, per usmarte mejo…

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