Un Grande Nord anche per l’indipendenza della Padania

somaro norddi GIULIO GUSMINI – Qualche giorno fa è stato un giorno importante. Finalmente il segretario della lega ( non più nord) ha gettato la maschera;  ha mostrato il suo vero volto, il suo vero disegno.

Presentando il nuovo simbolo senza la parola nord e senza il sole delle Alpi è riuscito ,in pochi minuti, a distruggere un ideale. Ha tradito l’articolo 1 su cui si fonda lo statuto del suo stesso partito.

Tralasciamo l’enorme incoerenza ed ipocrisia che ha mostrato il segretario con questo gesto.

Ha distrutto un sogno in cui migliaia di Padani hanno creduto e per cui hanno combattuto in più di 20 anni attraverso manifestazioni storiche, gazebo sotto pioggie, e scontri con persone che non accettavano che si osasse mettere in discussione principi patriottardi italianisti inculcati nelle teste in 20 anni di fascismo ed oltre. Togliendo la parola nord  e il sole delle Alpi, non solo ha sputato in faccia a quei militanti che in quell’ideale ci credevano veramente , che avevano fatto dei sacrifici per questo, ma ha anche tradito persone che per questo avevano speso un’intera vita , come Gianfranco Miglio e Gilberto Oneto.

Io, nonostante la mia giovane età, ho lasciato dopo 8 anni di militanza il partito, e come me moltissimi hanno fatto e seguitano a fare, non riconoscendosi più nei valori che oggi promulga. Tuttavia ho ritrovato nel sito “L’Indipendenza” quell’angolo di spazio politico dove poter condividere le mie idee con altri, e quando c’è stata la presentazione del movimento GRANDE NORD l’ho interpretato come un’occasione di riscatto per tutti i padanisti traditi.

Alcune settimane fa mi sono recato all’incontro a Chignolo Po della minoranza della lega , quella che crede ancora nell’indipendenza, e non ho potuto non vedere che il sogno è ancora palpitante nel cuore di moltissimi leghisti che oggi non si sentono più rappresentati. Ora io chiedo ai nostri dirigenti di GRANDE NORD, di intraprende il cammino abbandonato dalla lega fascista di Salvini; di essere sì un partito post-ideologico sindacato del nord, ma di promulgarsi anche a favore di quell’articolo 1 tradito dalla lega. Si torni ad insistere su un tema che è attuale oggi più che mai, in cui la globalizzazione e l’unità europea , hanno portato ad essere ormai obsoleti gli stati nazionali che sono quindi destinati a morire. E’ palese che gli stati-nazione come noi li conosciamo stiano ormai implodendo su loro stessi come dimostrano i casi della Catalogna, della Corsica o della Scozia. E anche la Padania si dovrà aggiungere a questo elenco.

Qualora GRANDE NORD dovesse riprendere la battaglia indipendentista, appoggiandosi anche al quotidiano online “L’Indipendenza” sono sicuro che si troverebbe  praterie elettorali di leghisti delusi e traditi dove sfondare. 

Riprendiamo gli scritti e i simboli messi da parte dalla lega salviniana e nei quali tantissimi Padani ancora si identificano. Il sole delle Alpi come bandiera dello stato Padano, l’inno del Va Pensiero, il progetto di una repubblica federale indipendente e sovrana costituita dalle regioni del nord ( che essendo Padania non include Toscana, Umbria e Marche). Riprendiamo e promuoviamo  gli scritti dei nostri padri fondatori come Miglio ed Oneto.

Io faccio un appello: chiedo ai nostri dirigenti di non avere paura di osare, perché la svolta salviniana ci ha aperto una grande porta. Vi chiedo di creare GRANDE NORD perl’indipendenza della Padania

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12 Comments

  1. L.I.F.E. FEDERALE says:

    Si devono adottare sistemi regional-federali,per rivitalizzare l’Italia.

    Noi della L.I.F.E.quali imprenditori lombardi, intendiamo diffondere lo spirito d’iniziativa, di devozione spartana al dovere, all’onore, alla famiglia, al futuro di lavoro. Per creare il tempo del mutamento risulta un compito arduo, ma dobbiamo sostituire l’apparato di potere statale centralista che ci ha schiavizza e riuscire a proporre l’autonomia regionale su basi federative !

    Riteniamo data la situazione in essere,tracciare il nostro futuro, con la la possibilità di autogovernarci, per creare posti di lavoro, ridurre la pressione fiscale, sviluppare le attività in genere, incentivare l’istruzione e la cultura, snellire la burocrazia,garantire servizi sociali efficienti,migliorare le pensioni a coloro che hanno svolto una vita di lavoro,dare sicurezza a coloro che intendono vivere nella nostra regione, ma rispettandone le nostre leggi,
    ottenendo l’autodeterminazione del popolo dal serraggio di un apparato governativo centralista,controllato da ristrette oligarchie,iniziando dalla Lombardia!

    Noi abbiamo il vantaggio che nell’ambito europeo la storia ha assegnato una posizione di rilievo alla Lombardia, sul piano economico, pertanto lo sviluppo dell’Europa si può ricostruire a cominciare dalle regioni prima che dalle nazioni, nel rispetto del principio di sussidiarietà, solidarietà e di interdipendenza.

    Abbiamo un solo scopo,organizzare questo ruolo al meglio,ed essere messaggeri di una rinascita lombarda, avendo al nostro fianco esponenti politici che condividono l’autodemocrazia,perché non vogliamo illusioni da coltivare, ma certezze da ottenere, avendo una volontà indomita, per raggiungere gli obiettivi di una qualificata regione forte come la Lombardia PER UNA VERA AUTODEMOCRAZIA !

    • Mario Casadei says:

      Io non capisco perché voi credete che l’autodeterminazione sia la cosa che vi farà vivere nel lusso senza pagare le tasse. Perché io sono anni ed anni che leggo e seguo le vicende di chi ragiona come Lei e tutti, ma proprio tutti, parlano solo di tasse che non vogliono pagare come obiettivo ultimo et altissimo di tutta la faccenda. Ma attenti, se la vostra Lombardia o la mia Emilia-Romagna e Marche facessero come in Svezia? Dove hai enormi tasse? A quel punto? Si passa all’anarchia ?

  2. Mario Casadei says:

    Ma perché le Marche (la cui provincia di Pesaro è abitata in toto da cittadini che parlano dialetto Gallo-Italico esattamente come a Bergamo o Reggio Emilia ) non dovrebbe essere inclusa? La Padania non è geografica, ma culturale. Se badiamo alla geografia perché includere allora le regioni alpine (tipo Trentino o Liguria)? Se Lei conoscesse le Marche, la loro storia, la loro cultura, la loro industria e laboriosità cambierebbe idea sull’ultima frase che ha scritto.

    Saluti, un Emiliano-Romagnolo

  3. Rodolfo Piva says:

    Gent.mo Giulio. Condivido in toto il contenuto del tuo articolo. Mi permetto di aggiungere una precisazione a supporto della malafede o, molto più probabilmente, dell’ignoranza del sig. Salvini che, oltre ad essersi dimenticato il contenuto dell’Art. 1 dello Statuto della Lega Nord, si è dimenticato o non ha ben compreso, dopo tanti anni, quello dell’Art. 2. Infatti, nel suo linguaggio corrente continua ad usare, riferendosi al paese Italia, la parola nazione e l’aggettivo nazionale. Il tapino non ha ancora compreso che l’italia è solo e soltanto uno stato ma non una nazione e, qualora fosse una nazione, sarebbe fuori luogo parlare di federalismo, come di tanto in tanto fa, perchè non ci sarebbe nulla da federare perchè l’italia sarebbe già una realtà omogenea ed univoca.

  4. Mario Puigdemonti says:

    ….hanno tradito l articolo 1 ….ma l ha letto invece lo statuto del movimento che sponsorizza? …nessun accenno ad indipendentismo, alla padania ecc…la finalità del nuovo partito è una generica “promozione” delle non meglio definite “nostre terre” con sedi che, udite udite, possono essere aperte su TUTTO il territorio nazionale… ancora più ambiguità della Lega Nord che almeno nello statuto era abbastanza chiara! …almeno ci fosse un chiaro riferimento a rifiutare qualsiasi forma di contribuzione pubblica… ma forse è meglio …così almeno si capisce quale sia davvero la finalità di questo nuovo movimento!

  5. Raffaele says:

    Grande Nord come dice giustamente Giulio Gusmini ha davanti a se un prateria di voti da cogliere, ma deve fare esattamente il contrario di quanto ha fatto la lega.
    Deve cioè vere una sola proposta politica, coerenza e costanza nella proposta e serietà ed onestà nei dirigenti.
    La proposta politica concretamente attuabile oggi, è la MACROREGIONE DEL NORD, già oggi a costituzione invariata è possibile per le regioni che lo vogliano accedere all’unificazione.
    Questo darebbe un’impulso inimmaginabile al progetto Padania.
    Dunque avanti GRANDE NORD siamo in tanti pronti a seguirti.

  6. Riccardo Pozzi says:

    Caro Giulio, io ho purtroppo visto piu’ primavere di te, condivido il tuo sogno ma sono piu’ scettico. Non riguardo al nuovo movimrnto, quanto alla capacita’ dei leghisti delusi dalla svolta salviniana di credere in una nuova ripartenza dell’autonomismo padano. Il mio timore e’ che la delusione sfoci piu’ nell’astensionisno che nella nuova sfida politica. Questo perche’ quelli della mia generazione (baby boom 58-62) tendono a considerare esaurita la spinta innovatrice della rivoluzione leghista ma anche esausta la capacita’ di credere in un’altra lega. Spero ancora che dentro la lega attuale si muova qualcosa nei visceri degli elettori ma anche qualcuno del gruppo dirigente (Fava, Maroni…) . Perche’ il tempo sta per scadere.

    • Mario Casadei says:

      Salve vorrei sapere che ne pensa Lei della regione Marche riguardo alla questione settentrionale.
      Grazie e saluti

      Mario Casadei

  7. mumble says:

    L’intuizione di Bossi fu quella d riunire sotto l’insegna Lega Nord tutti i movimenti e partiti indipendentisti, autonomisti, federalisti, senza optare tatticamente per una soluzione da preferire ad un’altra (macroregione, federazione, cantoni, etc.).
    La soluzione finale doveva giustamente rimanere da definire proprio per avere la massima spinta e forza, riunendo tutti.
    Oggi tutti i movimenti identitari si dividono in mille rivoli proprio per non aver capito la grande lezione di Bossi.
    C’è addirittura chi sostiene che tra Bossi e Salvini ci sia un unico filo conduttore, ed ho detto tutto sul tasso di litigiosità degno di ben latra causa.
    Dunque, bisogna riprendere la lotta di liberazione laddove Bossi l’ha lasciata. Ben venga Grande Nord come seme da cui far germogliare la pianta, tenendo sempre a mente che Roma divide et impera.

  8. giancarlo says:

    Da indipendentista Veneto, da sempre, condivido con Gusmini la speranza di avere un partito del Nord.
    Essendo persona pragmatica però dico che non c’è il tempo per strutturare a dovere un partito con tanto di dirigenti e volontari per le prossime elezioni.
    Dovremmo ,nel frattempo che ciò avvenga, favorire e spingere affinché VENETO-LOMBARDIA-E.ROMAGNA siano favorite nell’ottenere la piena autonomia a statuto speciale e fiscale.
    Potendo esse governarsi al meglio risparmierebbero sicuramente sui servizi ai cittadini senza far mancare nulla e nello stesso tempo potendo contare sui residui fiscali abbassare le tasse ( irpef, iva, carburanti etc..) in modo da rilanciare l’economia a grandi passi ed aumentare il PIL quel tanto da poter successivamente compensare la politica dello sviluppo così attuata.
    Roma deve smetterla di aver paura a concedere fiducia a chi è in grado di sostenere l’economia.
    Capire che le regioni più economicamente strutturate vanno lasciate ” libere ” di agire come meglio credono va anche a favore del salvataggio dell’italia intera.
    Continuare a mortificare il Nord significa andare tutti in malora ed il DEFAULT assicurarlo alla storia.
    Tanto il debito pubblico continua ad aumentare senza risultati lungimiranti, ma solo immediati e aleatori. Quindi perché non tentare una strada che possa liberare tutte le forze e le iniziative imprenditoriali che da sempre le tre regioni citate hanno ma che sono schiacciate da una burocrazia immonda e da tasse ormai assolutamente non più accettabili e sostenibili ??????????
    Una politica sì fatta innescherebbe un circolo virtuoso anche per le altre regioni le quali per poter avere a loro volta l’autonomia dovrebbero prima far vedere di meritarsela cambiando radicalmente modo di pensare e agire. Il Sud è stato per troppo tempo governato e gestito da filibustieri dediti al saccheggio e al mal governo di tali regioni e sarebbe ora di finirla con atteggiamenti pietosi o piagnistei che non portano a nulla. Darsi da fare come si deve e portare tali regioni ad un livello accettabile affinché possano sfruttare l’autonomia che non è un regalo ma una grande responsabilità di gestione con i conti che devono sempre tornare , se non in attivo, almeno a pareggio.
    WSM

  9. alina benassi says:

    lega nord per l’indipendenza della padania per Gilberto per Miglio: sempre…

  10. sergio bianchini says:

    Secondo me si può avere il nord come macroregione autonoma. Questo obiettivo è plausibile e riprende , alla luce dell’esperienza, i desideri che hanno animato il leghismo iniziale.

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