Un cittadino su 10 rinuncia alle cure per ticket e liste d’attesa. “Scrivete qualcosa, così si rischia di morire”

costi sanitàdi ROBERTO BERNARDELLI – L’altro giorno alla direttrice del nostro quotidiano è arrivata la segnalazione di una lettrice: il marito sospettava un  attacco cardiaco… Di corsa al pronto soccorso con codice giallo. Fatti gli accertamenti, si esclude fortunatamente l’infarto. L’uomo viene poi dimesso con codice bianco e invitato a presentarsi alla cassa per pagare il ticket.  “Ma si può – scrive la lettrice – 25 euro quando non hai lavoro sono soldi!. Ecco, questo è il quadro chiarissimo. “Scrivi qualcosa per favore – prosegue l’amica – così si rischia che la gente non vada più al pronto soccorso e muoia. Questa è una legge regionale messa da chi ci governa!”.

Ecco qua, due giorni dopo parli di sanità e non sai da quale parte girarti. Di quali grane giudiziarie parlare… Poi, leggi gli ultimi dati scandalosi che rappresentano il Paese reale, non quello delle carte dei giudici e dei conti all’estero di qualche furbetto.

 

L’Italia è sempre più divisa nell’accesso alle cure e quasi un cittadino su 10 rinuncia a curarsi per motivi economici, legati al costo dei ticket, e per le lunghe liste di attesa. La denuncia arriva dal Rapporto 2015 dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità, curato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato.

Vediamo il rapporto lanciato dall’Ansa, così siamo certi che i dati non li abbiamo inventati noi.

“Un cittadino su 4, fra gli oltre 26mila che si sono rivolti al Tribunale nel 2015, lamenta difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie per liste di attesa (oltre il 58%) e per ticket (31%). In particolare sono i residenti in Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Sicilia e Veneto a lamentarsi di attendere troppo per visite ed esami.

Al Sud si riscontra la maggior quota di rinunce (11,2%); al Centro è il 7,4% dei residenti a non curarsi ed al Nord il 4,1%. L’attesa poi non è uguale per tutti: per una visita ortopedica i tempi minimi si registrano al Nord (un mese), quelli massimi al Centro (2 mesi), e per una visita cardiologica con ECG si va dal minimo di 42,8 giorni nel Nord-Ovest al massimo di 88 al Centro.

Ed ancora: per l’ecografia completa all’addome si attende da un minimo di 57 giorni nel Nord Est ad un massimo di 115 giorni al Centro; per la riabilitazione motoria si va dai quasi 13 giorni del Nord Est ai quasi 69 giorni del Sud. In generale, su un campione di 16 prestazioni sanitarie, i tempi minimi di attesa si registrano tutti al Nord, mentre i tempi massimi, in 12 casi su 16, sono segnalati al Centro.

Nel Sud, ed in particolare in Puglia e Campania, i cittadini ricorrono più di frequente agli specialisti privati per aggirare il problema dei tempi troppo lunghi nel pubblico. Anche sui ticket si registrano notevoli difformità regionali: sulle stesse 16 prestazioni i ticket più bassi nel pubblico si registrano prevalentemente nel Nord Est, quelli più elevati nel Sud. Critica l’istantanea scattata dal Rapporto Tdm sull’accesso a cure e prestazioni di vario genere, ma anche sulla prevenzione che ”si fa a macchia di leopardo, con un Sud che arranca e regioni come Lazio e Veneto che fanno passi indietro rispetto al passato”.

Altrettanto diversificato di regione in regione è anche l’accesso ai farmaci innovativi, soprattutto per i tumori e l’epatite C. E nelle Regioni in cui il cittadino sborsa di più, per effetto dell’aumento della spesa privata per le prestazioni e della tassazione, i livelli essenziali sono meno garantiti che altrove.

”E’ ora di passare dai piani di rientro dal debito ai piani di rientro nei Livelli Essenziali di Assistenza, cruciali – afferma Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tdm di Cittadinanzattiva – per la salute dei cittadini e la riduzione delle diseguaglianze. Per andare dietro alla sola tenuta dei conti, oggi alcune regioni in piano di rientro hanno un’offerta dei servizi persino al di sotto degli standard fissati al livello nazionale, ma con livelli di Irpef altissimi e ingiustificabili dai servizi resi”.

E allora, dopo aver letto tutta la cronaca riportata dall’agenzia, ci chiediamo: dov’è l’eccellenza e dov’è il diritto di cura per chi non ha la fortuna di avere un reddito per il quale 25 euro sono superflui?

*Presidente Indipendenza lombarda

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4 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Ho avuto modo di sperimentare le liste da alcuni anni e diro’ che e’ da capogiro.
    Ti dovresti inventare di essere ammalato tra sei dieci mesi per avere la visita subito.
    Fortuna sono visite di controllo e cosi’ salti come il canguro (a proposito di canguri).
    Per il ticket e’ come una visita privata dato che la sanita’ si paga durante il periodo di lavoro. Somma e somma e insomma ti svuotano le tasche.
    I medici e i dottori in generale te li trovi e nella struttura pubblica e negli ambulatori privati che se prima erano 100.000£ oggi sono 100€ e quindi il doppio. Fortuna che sono intellighenti se no chissa’ cosa succederebbe… al prezzo di una visita intendo.
    Quindi il problema e’ che c’e’ una fascia di cittadini che arraffano il piu’ non posso e gli altri che subiscono: peggio delle rapine in casa l’e’.
    Non se ne esce perche’ chi fa le regole none’ solitamente il peone anche malato, ma sempre loro e quindi dal tempo dei Luigi 1 2 3 13° e avanti ad oggi minga l’e’ cambiato qualcosa. Si, forse si: i personaggi.
    A un ex onorevole che mi ha chiesto quale proposta ho da fare in alternativa gli risposi: demolire tutto per ricostruire, proprio come si fa con un vecchio casolare caduto in disgrazia e in piedi per miracolo: e’ anche un paricolo tenerlo li’ in piedi dato che puo’ crollare da un momento all’altro.
    Risposta: ah..!
    Lo stato e status trikolurito non puo’ reggere anche se tutte le TiVi ci dicono che siamo il belpaese, la culla… e vanti cosi’ a prenderci per il kulo.
    Vede mare e siti logistici… non frena il consumo sfrenato del pubbliko… e pretende tasse sempre dai soliti poveretti: conferma che il palazzo poggia da sempre verso il basso..?
    RE: SI..!
    Ma l’importante e’ la rosa… dei gay e delle galline…
    La difesa del cittadino nemmeno per sogno e anzi, si battono contro chi vuole difendersi dai BRIGANTI, DAI RAPINATORI, DAI SASSINI e dai MANTENUTI.
    Toh, kax e’ -la banda dei quattrooo-..!!!
    Non saranno mica quelli che ci governano per caso..??
    Se fosse cosi’ sarebbe un disastro in tutti i sensi.
    Pensiamo a quanti li’ pronti a derubarci… e entrando scassinando porte e finestre; e entrando col la busta che il postino ci porta… oppuire con altre via o scorciatoie come i carburanti, i cibi e via cosi’ discorrendo..!
    Pero’ siamo un paese civile.
    La faccia tosta che hanno e’ da premio Nobel davvero.
    Mi fermo perche’ potrei continuare all’infinito con questo discorso.
    Ovvio che non ci si puo’ curare, la salute e’ a rischio, con questi andazzi e le bande dei quattro sempre in azione siamo veramente impotenti..??
    AUGURI
    PS:
    vi rammento una mia che recita: la salute e’ l’unico tesoro al mondo, che non e’ mai abbondante e che non sazia mai.
    Difendiamola..!

  2. Fil de fer says:

    L’italia è il paese delle meraviglie.
    Si vuole dare tutto a tutti e così chi veramente ha bisogno non riceve nulla.
    Non si capisce perché coloro che percepiscono stipendi o emolumenti o parcelle etc..etc.. di valore superiore ai 60.000 euro annui lordi debba gravare sulla spesa pubblica e non pagarsi almeno le medicine o le normali spese per cure mediche. Lasciamo da parte le operazioni salva vita o quelle di un certo grado di importanza.
    Mio nonno, sempre lui, mi diceva sempre: Qui in italia, devi fare in modo di avere sempre soldi per poterti pagare il medico, l’avvocato ed il commercialista, altrimenti sei nei guai.
    Oggi non è cambiato nulla e chi ci governa ieri come oggi invece di tagliare sprechi, privilegi e via dicendo, taglia risorse ai Comuni, alla sanità, alle pensioni e via dicendo.
    Ma allora l’enorme massa di tasse varie che paghiamo dove vanno a finire ? Si, me lo chiedo !!
    Quasi 900 opere incompiiute, la mafia l’andrangheta etc.. che imperversano ancora sia al Sud che al centro che al Nord…ma insomma in che stato stiamo vivendo ?!?! Da decenni è così e mi chiedo ancora, ma allora qui la politica è dentro e non fuori alla cesta di mele marcie.?!
    La sanità è degradata ntevolmente nonostante che anche qui nel Veneto abbiamo ancora del personale coscienzioso e si impegna talvolta più del dovuto. Ma nonostante ciò non è più come una volta.
    Forse che gli italioti sono addormentati ? Forse che i politici sono in attesa di disordini pubblici per poter finalmente intervenire e dare la colpa a qualcun altro ? C’è qualcosa che non mi torna più e prima o poi lo scopriremo..ma allora forse sarà troppo tardi per rimediare.
    WSM

  3. max says:

    Le liste d’attesa,sono la più grande truffa messa in atto in Italia negli ultimi 20 anni da quando con grandissima gioia degli italiani,ma soprattutto dei lombardi,la Bindi dava il via libera alle convenzioni con le strutture private,meditate gente.

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