Un cane in famiglia? Prima passiamo dal canile. Stop al traffico di cuccioli

cuoreIn questo recente periodo, i media prestano in modo sempre più crescente molta attenzione ai temi legati al mondo animale, al loro benessere, alla loro difesa. Cani e gatti in particolare sono diventati sempre più parte attiva delle nostre famiglie, svolgono un ruolo sociale e affettivo di primaria importanza. Responsabilizzano i più piccoli, sono sostegno per i più anziani, diventano parte attiva della vita degli adulti. Sono soggetti senzienti, non oggetti accessori.
In questi giorni, proprio in occasione dello scambio di auguri, abbiamo avuto occasione di risentire con piacere alcuni veterinari con con cui abbiamo condiviso un percorso istituzionale presso il ministero della Salute, dalla nascita della task force contro i canili lager fino alle prime fondamentali ordinanze in materia di tutela e benessere animale firmate dall’allora sottosegretario Francesca Martini, ovvero la dr. Gaetana Ferri, Direttore Generale  della DG degli organi collegiali per la tutela della salute, e la dr. Rosalba Matassa dirigente veterinario coordinatriche della Task force.
E proprio per riportare il dibattito mediatico sui cardini della scienza e non del fai da te, abbiamo chiesto alla dr. Matassa di ripercorrere e fissare alcuni principi utili per tutti noi, per far sì che il rispetto del benessere animale diventi sempre più cultura e fatto “assodato”, per non dire scontato, del nostro vivere civile. (stefania piazzo)

di ROSALBA MATASSA – Le vacanze di Natale per molti cani e gatti purtroppo non rappresentano un momento di festa ma, al contrario, sono causa di sofferenza per lo più ignorata o sottovalutata; infatti in queste giornate di festa, tra luci e addobbi, si vedono esposti nelle vetrine dei negozi dolcissimi cuccioli e navigando su internet si può acquistare facilmente un piccolo batuffolo peloso da infiocchettare sotto l’albero.

Troppi dimenticano che il cane e il gatto non sono peluche ma esseri senzienti che come noi provano gioia e dolore quindi, presi dalla frenesia di regalare il tanto atteso animaletto, rischiano di diventare complici inconsapevoli di un vero e proprio sistema criminale di sfruttamento degli animali: Il traffico dei cuccioli.

In Italia, per tutelare gli animali d’affezione e responsabilizzare i loro proprietari, sono obbligatori l’identificazione con microchip e l’iscrizione nell’Anagrafe nazionale di tutti i cani* e dei gatti venduti o ceduti a qualsiasi titolo e di quelli appartenenti alle colonie feline **. Inoltre è vietato allontanare dalla madre i cuccioli di cane e di gatto prima dei due mesi di vita, tranne nel caso di problemi sanitari certificati da un medico veterinario.

Nonostante questi obblighi legislativi nell’anno 2013 su n. 97.859 cani recuperati vaganti nel territorio nazionale ed entrati nei canili sanitari soltanto poco più di 29.000 sono stati restituiti al proprietario perché regolarmente iscritti in anagrafe; quindi una percentuale d’identificazione su base nazionale inferiore al 30%. Tale dato dimostra che l’obbligo d’identificazione e iscrizione dei cani, seppure vigente dal lontano 1991, sia ancora ampiamente disatteso e che la popolazione canina attualmente registrata nella Banca dati del Ministero della salute (Anagrafe Nazionale degli animali d’affezione – AAA), pari a 8.276.326 (Box tabella dati – fonte Ministero salute) risulta essere ampiamente sottostimata.

 

 

anagrafe

 

 

La mancata microchippatura consente più facilmente a coloro che non si assumono la responsabilità del proprio animale, magari prima di partire per le vacanze quando il compagno a 4 zampe diviene solo un “oggetto” ingombrante, di disfarsene condannandolo così a un destino di randagio con tutti i rischi conseguenti per la sua incolumità e per quella delle persone (diffusione di malattie, incidenti stradali, aggressioni). L’abbandono di un animale è un reato punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro (Art. 727 c.p.) ma purtroppo la scarsità dei controlli non scoraggia ancora a sufficienza questi comportamenti illeciti e incivili.

Ancora più terribile è però la sorte di migliaia di cuccioli di razza e delle loro madri che, in vere e proprie fabbriche (le così dette Puppy Mills) nei paesi dell’Est Europa, vengono allevati e poi trasportati in condizioni disumane per soddisfare le mode e l’egoismo umano.

Nel libro “La fabbrica dei cuccioli” (Ed. Sonda) le Autrici, Ilaria Innocenti e Macri Puricelli, scrivono “Il traffico dei cuccioli dai Paesi dell’Est è uno dei business più redditizi che coinvolge migliaia di animali ogni anno e che vede attive vere e proprie organizzazioni transnazionali. I guadagni sono milionari. Alcuni di questi cuccioli sono trasportati in piena clandestinità” e ancora “altri sono trasportati con documenti di viaggio falsi o contraffatti …. Anche per cani e gatti <regolari> però, spesso l’irregolarità sopraggiunge al loro arrivo, quando la documentazione del Paese d’origine viene sostituita con nuova documentazione: nuovi vaccini e nuova data di nascita. I cuccioli diventano così italiani.

Nei Paesi d’origine il costo di un cucciolo si aggira sui 50 – 60 euro e, quelli che sopravvivono al viaggio estenuante e alle malattie, sono venduti a cifre di 10 – 20 volte superiori assicurando così un giro di denaro di centinaia di milioni di euro l’anno; secondo la LAV il traffico dei cuccioli è un vero e proprio business che movimenta circa 300 milioni di euro all’anno.

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (FNOVI) nel 2008 ha pubblicato il risultato di un sondaggio, rivolto ai medici veterinari che si occupano di animali d’affezione, dal quale è emerso che nell’80% dei casi non c’è corrispondenza tra i dati riportati nel passaporto e le evidenze della visita clinica; inoltre i cuccioli di cane provenienti dai Paesi dell’Est sono frequentemente affetti da patologie quali cimurro, endoparassitosi, micosi, parvovirosi e rogna. Nel gatto, invece, sono spesso diagnosticate endoparassitosi, infezione delle vie respiratorie superiori, micosi e rogna (Fonte FNOVI, 2008). Si stima che la mortalità sia intorno al 50% tra il trasporto e dopo l’arrivo in Italia.

Il precoce distacco dei cuccioli dalle madri, a 30 – 40 giorni di vita, non solo li espone a rischi sanitari per le malattie proprie della specie ma comporta anche frequentemente la compromissione del loro equilibrio psichico e della capacità di socializzazione con possibili futuri disturbi del comportamento. Inoltre non bisogna dimenticare che la movimentazione illegale di cani e gatti al di sotto dell’età consentita, non regolarmente vaccinati contro la Rabbia, espone il nostro Paese alla reintroduzione di questa grave malattia zoonotica, cioè trasmissibile all’uomo.

Per contrastare più efficacemente il commercio illegale di cuccioli con la Legge 4 novembre 2010, n. 201 è stato introdotto il reato di traffico illecito di cani e gatti: “chiunque al fine di procurare a sé o altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce animali privi di identificazione individuale e di certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno e multa da 3000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque al fine di procurare a sé o altri un profitto li trasporta, cede o riceve a qualunque titolo”. La stessa legge prevede anche l’introduzione illecita di cani e gatti, condotta sanzionata amministrativamente, per coloro che introducono e trasportano nel territorio nazionale cani e gatti senza sistemi per l’identificazione individuale (microchip), privi delle certificazioni sanitarie o del passaporto europeo quando previsto.

In applicazione della L. 201/2010 negli anni 2013/2014 le Forze di Polizia (NIRDA; CFS; Guardia di Finanza; Polizia Stradale; Carabinieri), hanno sequestrato 2.630 cuccioli di cane di varie razze, soprattutto delle così dette razze Toy***.

Tuttavia l’attività di controllo e repressione, da sola, non è sufficiente a prevenire e contrastare questo terribile commercio che miete ogni anno migliaia di vittime sia tra i cuccioli, soprattutto nel periodo prenatalizio, che tra le loro madri mantenute per tutta la vita in condizioni inaccettabili. In allevamenti a conduzione familiare o nelle Puppy Mills, strutture che ne ospitano decine o centinaia in box piccolissimi, spesso con appena il cibo sufficiente a mantenerle in vita, senza cure e l’affetto di una carezza, le fattrici sono sfruttate fino allo stremo per sfornare quanti più cuccioli possibile al fine di soddisfare le richieste del mercato (Fonte Associazione Das Leid der Vermehererhunde – Il dolore delle madri).

La vera lotta a questa atroce barbarie può essere fatta da ognuno di noi rispettando e insegnando il rispetto per ogni essere senziente. Nei canili e rifugi disseminati nel nostro Paese ci sono più di 150.000 cani che aspettano una famiglia e sono molti di più i gatti che cercano una casa che li ospiti.

Se proprio desiderate un cucciolo di razza acquisitelo con consapevolezza, rivolgendovi ad allevatori seri che vi diano tutte le garanzie necessarie, rispettino le disposizioni vigenti, ivi compreso l’obbligo di microchippatura, e vi mostrino senza alcuna reticenza i genitori; eventualmente chiedete consiglio al vostro medico veterinario di fiducia per evitare di incorrere in spiacevoli sorprese che possono comportare poi perdite economiche e sofferenza.

Ricordatevi sempre che l’adozione o l’acquisto di un animale comporta un grande senso di responsabilità e deve essere frutto di consapevolezza e convinzione. Gli animali non sono dei giocattoli, non possono essere messi da parte quando ci fa comodo o, se non funzionano, ridati indietro come degli oggetti.

Se però lo desiderate veramente recatevi nel rifugio più vicino, lì ci sono tanti animali bisognosi d’affetto: farete una buona azione, non solo a Natale.

 

 

 

 

 

*Legge quadro14 agosto 1991, n. 281 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo – D.P.C.M. 28 febbraio recepimento dell’Accordo 6 febbraio 2003 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy

**Accordo 24 gennaio 2013 in materia di identificazione e registrazione degli animali d’affezione

***“La fabbrica dei cuccioli” (Ed. Sonda)

 

 

 

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