Uelà! Porti chiusi, aeroporti aperti. Manca l’accordo con Berlino, che ci rigira i migranti. Ma governo non te lo dice

export germania

di ROBERTO BERNARDELLI – Propaganda di lotta e di governo! Altro che porti chiusi. Il governo populista che agita i migranti come arma elettorale, ignora la politica estera. L’autarchia salviniana a cosa porta? Ecco qua… Il quotidiano La Repubblica ha fatto vedere quanto il re sia nudo.

 In sei mesi la Germania ha mandato in Italia quasi 1.200 profughi via aereo. Trasferimenti che avvengono a ritmo regolare: sono stati 1.114 solo tra novembre e marzo. Sono i dati forniti da ‘Repubblica’ che ieri ha aperto il quotidiano con un’inchiesta intitolata “Porti chiusi aeroporti aperti, la beffa tedesca”, che sottolinea come la mancata firma  dell’Italia all’intesa con la Germania sui ‘dublinanti’, i migranti cioe’ che secondo le regole Ue dovrebbero essere  trasferiti nei paesi di primo approdo, abbia finito per  penalizzare Roma.

Secondo i dati del ministero dell’interno tedesco, citati da  Repubblica, nel primo trimestre del 2019 sono state 4.602 le  richieste di trasferire profughi in Italia, il 33% del totale  fatte arrivare a tutti i partner Ue. Ma sono aumentate anche le  risposte positive da parte del ministero guidato da Matteo  Salvini: 3.540 tra gennaio e marzo, contro i 2.629 del periodo precedente. Altro che chiusure!
Se ne è fatti inviare di più.

L’inchiesta mette inoltre a confronto i dati con quelli della Grecia di Tsipras che ha firmato l’accordo con Berlino. Sempre secondo i dati del ministero dell’Interno tedesco, il quotidiano  spiega che tra gennaio e marzo, a fronte di 557 trasferimenti all’Italia, verso la Grecia ne sono avvenuti 4.
Ma il governo italiano cosa aspetta a trattare con Berlino? I migranti li respinge dalla porta e li fa rientrare dalla finestra. Mi raccomando, non dite che non avete ancora trattato con la Germania.

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One Comment

  1. Liberi Imprenditori Federalisti Europei says:

    L’ideale è il nostro desiderio dal 1992, ,la concretezza richiede una appassionata partecipazione che difficile riavviare, allora viveva l’orgoglio lombardo, oggi si è assopito,comunque a nostro parere ci vuole lo Stato Federale,ridurre le regioni ,il Parlamento e il Senato, per questo dobbiamo oggi creare un Direttorio Federale,base di partenza!
    Noi non siamo un partito, ma la concretezza degli imprenditori piccoli e medi,significa la vera sostanza dei lavoratori autonomi che non vogliono i saltimbanchi ed equilibristi ,istrionici e voltagabbana della politica,siamo stanchi,stanchi,ne abbiamo i cosidetti….. pieni !!!
    Emrico Ricci
    Delegato L I F E

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