Ue: più le pmi sono piccole e più vengono “sfanculate” dalle banche

di REDAZIONE

Più le imprese sono piccole e maggiore è la loro difficoltà ad ottenere un prestito dalle banche. È quanto emerge da un’indagine della Commissione Ue, in base a cui si evince che dimensioni dell’azienda e probabilità di accedere a un finanziamento sono inversamente proporzionali. Non solo. È anche molto difficile per le Pmi più piccole ottenere dalle banche i motivi del rifiuto del prestito, sebbene sia un loro diritto. E, secondo lo studio di Bruxelles, questo va ancora ulteriormente a svantaggio delle imprese perchè così facendo non possono intervenire sugli elementi carenti delle loro domande. A queste, al contrario, sarebbe molto utile ricevere risposte: circa la metà delle Pmi che hanno partecipato all’indagine ha infatti affermato che una chiara spiegazione da parte delle banche sarebbe utile per ottenere finanziamenti futuri.

«La crisi economica e finanziaria ha inciso negativamente sulla capacità del settore finanziario di convogliare finanziamenti verso l’economia reale» e le pmi «hanno ancora difficoltà ad ottenere finanziamenti», per questo, ha sottolineato il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani, «è di vitale importanza rilanciare il dialogo tra banche e imprese». L’obiettivo è una maggiore trasparenza per rendere le imprese più consapevoli del loro diritto a una spiegazione chiara e alla definizione di un grado condiviso di risposta. Secondo la direttiva Ue sui requisiti patrimoniali, le pmi hanno il diritto di avere una risposta scritta quando richiedono un credito bancario, ma molto poco è stato fatto per attuare effettivamente la norma al punto che le stesse pmi e le banche raramente sono a conoscenza della sua esistenza. L’iniziativa per rilanciare il dialogo tra istituti di credito e imprese rientra nell’ultima comunicazione Ue di marzo sul finanziamento a lungo termine dell’economia europea.

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