Ue, la Commissione dà i numeri: Italia a crescita ridotta

di REDAZIONE

Come ogni anno, i governi italiani iniziano con annunci trionfalistici, che poi si sgonfiano con l’andar del tempo. Ci risiamo. La Commissione europea rivede al leggermente al ribasso le stime sulla crescita dell’Italia. Il Pil italiano crescerà dello 0,6% quest’anno e dell’1,2% l’anno prossimo, dopo il -1,9% registrato nel 2013. In precedenza (le stime del 5 novembre), l’aumento del Pil era dato allo 0,7% nel 2014 e all’1,5% nel 2015. Secondo la Commissione il deficit pubblico sarà sempre sotto il 3% del Pil, raggiunto nel 2013, con un’ulteriore riduzione al 2,6% nel 2014 e al 2,2% nel 2015; avanzo primario strutturale “stabilizzato” al 4,5% del Pil nel triennio 2013-2015; e debito pubblico ancora in aumento quest’anno, con picco al 133,7% del Pil (rispetto al 132,7% del 2013) per poi finalmente avere un inizio di discesa nel 2015 con il 132,4%. Sono i dati più importanti relativi all’Italia delle previsioni economiche d’inverno della Commissione europea, pubblicate oggi a Bruxelles e a Strasburgo, dove saranno presentate alla stampa dal commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn.

La Commissione prevede un picco quest’anno anche per la disoccupazione, in aumento al 12,6%, (dal 12,2% dell’anno scorso), con un’inizio di riduzione, al 12,4%, nel 2015. Secondo le previsioni, inoltre, l’aumento dei prezzi rallenterà ulteriormente, ma non ci sarebbe rischio di deflazione: il tasso d’inflazione è stimato infatti che scenda allo 0,9% quest’anno, per poi tornare nel 2015 all’1,3%, lo stesso livello del 2013.

Sul debito pubblico, la Commissione osserva che il picco previsto per il 2014 (133,7% del Pil) incorpora il pagamento del debito commerciale arretrato delle Pubbliche Amministrazioni (per un valore complessivo pari all’1,6% del Pil), e le entrate (pari allo 0,5% del Pil) dovute alle privatizzazioni, mentre il lieve calo previsto per il 2015 sarà determinato “dall’alto avanzo primario e dalla crescita nominale del Pil”. Il pagamento del debito arretrato delle P.A. ha aumentato di quasi l’1% la spesa primaria nel 2013, dopo una riduzione dell’1,5% nel triennio 2010-2012, stima ancora la Commissione, aggiungendo che, tuttavia, “le finanze pubbliche hanno beneficiato del calo d’interessi sui titoli di Stato”, con una spesa per il Tesoro che è diminuita dal 5,5% del Pil nel 2012 al 5,3% nel 2013.

L’Esecutivo Ue si aspetta che nel 2014 “la spesa pubblica per gli interessi si stabilizzi”, e che “l’avanzo primario continui a migliorare portandosi al 2,7% del Pil”. In ogni caso, conclude la Commissione, “si prevede che il moderato aumento anno su anno della spesa primaria sarà più che compensato da un aumento delle entrate correnti in linea con l’aumento del Pil”.

E anche la ripresa del mercato del lavoro è in ritardo in Italia rispetto al generale recupero dell’economia. Secondo la Commissione europea l’occupazione segnerà una ulteriore flessione nel 2014, seppure solo marginale dopo il netto calo dello scorso anno. Tuttavia la disoccupazione dovrebbe registrare un lieve miglioramento dopo il picco del 12,8 per cento toccato lo scorso novembre. Nel capitolo sull’italia inserito nelle previsioni economiche invernali, l’esecutivo Ue stima una disoccupazione 2014 al 12,6 per cento, dal 12,2 per cento del 2013, mentre nel 2015 si attesterà al 12,4 per cento. L’occupazione invece, dopo il pesante meno 1,8 per cento dello scorso anno segnerà un più 0,1 per cento nel 2014 e un più 0,5 per cento nel 2015. In questo quadro resteranno contenute sia le dinamiche salariali che le pressioni sui prezzi al consumo. Bruxelles prevede una inflazione allo 0,9 per cento quest’anno in Italia e all’1,3 per cento nel 2015.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. Paul Brembilla says:

    quelli del governo sono sempre stati propaganda al pari delle “gloriose” armate di “mossuliniana memoria”

  2. Albert Nextein says:

    Numeri farlocchi.
    Diffidenza assoluta.

Leave a Comment