Ucraina, sale la tensione ad Est. Putin: “Atti gravi”. Obama: “Sanzioni”

di REDAZIONE

Cinque militanti filorussi sono rimasti uccisi in un raid delle forze ucraine per riprendere il controllo di Sloviansk, nell’est dell’Ucraina. Ne ha dato notizia il ministero degli Interni di Kiev, secondo cui un soldato è rimasto ferito nell’operazione per smantellare tre checkpoint messi in piedi dai separatisti. Immagini video inviate dalla zona mostrano blindati avanzare verso le barricate cui i miliziani hanno dato fuoco.

In risposta all’operazione antiterrorismo dell’esercito di Kiev nell’est del Paese, la Russia ha avviato manovre militari al confine con l’Ucraina. Lo ha annunciato il ministro della Difesa di Mosca, Sergei Shoigu, citato dall’agenzia di stampa Interfax: “E’ stato dato il via libera per l’uso della forza contro la popolazione civile ucraina. Dovevamo reagire a questo sviluppo”.

Il ministero della Difesa russo, citato dall’agenzia di stampa Itar-Tass, sostiene che oltre 11mila uomini armati di fucili automatici sono impegnati nelle operazioni militari contro i civili ucraini nell’est del Paese. L’operazione che Kiev ha avviato contro i separatisti filorussi sarebbe sostenuta dall’ausilio di 160 blindati, 230 veicoli di fanteria, oltre a numerosi aerei. “La situazione in Ucraina causa seria preoccupazione”, ha detto Shoigu.

L’Ucraina non resta a guardare e chiede alla Russia, basandosi sugli accordi raggiunti nel quadro dell’Osce, di fornire spiegazioni e dettagli sulle manovre militari russe entro 48 ore. Il presidente ad interim ucraino, Oleksander Turchynov, da parte sua chiede al governo russo di mettere fine al “ricatto” contro Kiev ritirando le sue truppe dal confine.

L’intervento dell’esercito ucraino contro il suo stesso popolo nell’est del Paese è “un crimine grave”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin. “Se il regime attuale a Kiev ha veramente iniziato a usare l’esercito contro il popolo – ha tuonato – si tratta di un crimine grave. E’ un’operazione di repressione che avrà conseguenze su coloro che prendono decisioni, in particolare sulle relazioni tra i governi”.

Nella vicina città di Artemivsk, le truppe governative hanno sventato un attacco a una base dell’esercito: nell’azione è rimasto ferito un soldato, mentre gli attaccanti, secondo quanto dichiarato in Parlamento dal presidente ucraino Oleksnader Turchynov, hanno subito “pesanti perdite”. Secondo il ministero della Difesa di Kiev, il tentato attacco alla base sarebbe stato condotto da un centinaio di uomini armati di fucili automatici e lanciarazzi.

Il governo ucraino ha annunciato di aver ripreso il controllo del municipio di Mariupol, nell’est dell’Ucraina, occupato da separatisti filorussi. Alcune persone sono rimaste ferite nell’operazione che si è svolta mercoledì notte.

Il presidente Usa Barack Obama da Tokyo, dove si trova in visita ufficiale, ha dichiarato che gli Stati Uniti continuano a premere per una soluzione diplomatica della crisi ucraina, ma non escludono nuove sanzioni contro la Russia. Il governo americano, ha precisato, sta organizzando i “preparativi” da attuare nel caso in cui l’accordo di Ginevra raggiunto tra Russia, Usa, Unione europea e Ucraina non porti ai risultati promessi. Per questo, ha assicurato Obama, sono state preparate nuove sanzioni.

L’alto rappresentate Ue per gli Affari esteri, Catherine Ashton, parlando della situazione in Ucraina, ha sottolineato: tutte le parti che hanno firmato l’accordo di Ginevra sull’Ucraina “devono garantire che le condizioni siano pienamente attuate, in particolare attraverso la loro influenza sui gruppi armati illegali, per fermare la violenza e la tensione e per farsi consegnare le armi”.

“Le ultime notizie dall’Ucraina orientale – ha continuato – sono molto preoccupanti, in particolare le segnalazioni di rapimenti, torture e uccisioni, inclusi i casi di Volodymyr Rybak e Pavel Kovelko. Un’indagine indipendente e trasparente deve fare piena luce su queste morti e deve portare i colpevoli di fronte alla giustizia”.

Ashton chiede che “tutte le persone ancora detenute illegalmente da gruppi armati nell’Ucraina orientale siano immediatamente rilasciati, che siano giornalisti, dirigenti locali o cittadini. Lancio un appello per la fine delle violenze, delle intimidazioni e e delle azioni provocatorie, come concordato nella dichiarazione congiunta di Ginevra”.

Nel giorno in cui un elicottero di Kiev è stato abbattuto un gruppo di osservatori dell’Osce (sette secondo alcune fonti, tredici seconde altre) sono stati rapiti da miliziani filorussi nell’est dell’Ucraina. Il sequestro, ha riferito il ministero dell’Interno di Kiev, è avvenuto a Slavyansk, dove da diverse ore è cominciato l’assedio delle truppe ucraine ai miliziani separatisti. Un commando ribelle avrebbe fermato il pullman sul quale viaggiavano i sette rappresentanti dell’Osce e i cinque membri delle forze armate ucraine. Dello staff fanno parte tre soldati e un interprete tedeschi, e osservatori militari della Repubblica Ceca e di Polonia, Svezia e Danimarca.

IL 30 APRILE RIUNIONE FMI SUGLI AIUTI A KIEV – Il Fondo monetario internazionale (Fmi) deciderà il prossimo 30 aprile sul pacchetto di aiuti all’Ucraina per evitare il default del Paese. Lo ha annunciato il portavoce dell’istituto con sede a Washington, Gerry Rice. Alla fine del mese scorso, l’Fmi aveva dato un primo via libera ad un prestito compreso tra i 14 ed i 18 miliardi di dollari in due anni a sostegno del nuovo governo di Kiev.

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