TvSvizzera: per il settimanale svizzero tedesco Die Weltwoche, il Ticino è l’ultimo baluardo contro l’arrogante Italia

Der Tessiner Staatsrat Norman Gobbi spricht anlaesslich der Feierlichkeiten zur Eroeffnung des Kulturzentrums von Lugano, LAC, am Samstag, 12. September 2015. Im Herzen des neuen Kulturpalasts LAC (Lugano Arte e Cultura) am Ufer des Luganer Sees befindet sich ein Konzert- und Theatersaal mit 1000 Plaetzen. Dort sollen schon Klassikkonzerte und Opern aufgefuehrt werden. (KEYSTONE/Ti-Press/Pablo Gianinazzi)

Di Hubert Mooser, Die Weltwoche

Mentre Berna va in pellegrinaggio a Bruxelles, il cantone Ticino resiste con provocazioni centellinate. Suscitando irritazione in Italia. Il punto di vista del settimanale svizzero tedesco Die WeltwocheLink esterno, legato agli ambienti della destra conservatrice.

Agli italiani piacciono le scene teatrali. Quando con l’approvazione del Dipartimento delle finanze a Berna, a inizio aprile il Ticino ha messo in atto un piano annunciato già un anno fa, chiudendo tre valichi di poca importanza, nella lontana Roma l’emozione è salita alle stelle: il ministro degli esteri italiano Angelino Alfano ha convocato immediatamente nel suo ufficio l’ambasciatore svizzero Giancarlo Kessler, per spiegargli che con questa chiusura delle frontiere la Svizzera violava l’accordo di libera circolazione delle personeLink esterno. Dei deputati italiani si sono infervoriti sui canali televisivi e online contro gli svizzeri disubbidienti.

 

Il responsabile del Dipartimento della sicurezza ticinese Norman Gobbi (Lega) ha accolto il fragore proveniente da Roma come sempre: con calma e quasi divertito. “La Svizzera ha informato l’Italia in anticipo e in maniera chiara”, ha dichiarato Gobbi. L’Italia ha quindi reagito con esagerazione.

“Forse cercano semplicemente di distogliere gli sguardi dai problemi nel loro paese”, sospetta il ticinese. Anche a Berna per una volta si dà ragione al consigliere di Stato della Lega. Una mozioneLink esterno della deputata della Lega Roberta Pantani, che ha dato l’impulso a questo progetto pilota, è stata accolta dal parlamento e dal governo federale.

Il Ticino tiene testa all’Italia

In Ticino, si subodora che il teatrino sulla chiusura dei confini sarebbe anche un pretesto per esercitare pressioni sulla Svizzera. Soprattutto da quando il politico della Lega Gobbi (foto Keystone) siede nel governo cantonale, il piccolo cantone a sud delle Alpi tiene regolarmente testa al grande vicino italiano. Il consigliere di Stato ticinese è oggi quasi l’antitesi del governo federale. Qui la presidente della Confederazione Doris Leuthard, che fa causa comune coi tecnocrati dell’Unione Europea. Là Gobbi, che tratta bruscamente davanti a tutti un membro dell’UE come l’Italia. E si continua nello stesso stile: il 10 aprile il parlamento cantonale ticinese ha dato un ulteriore giro di vite. Per l’assegnazione di commesse pubbliche, le aziende locali devono avere la priorità. L’ambasciatore Kessler dovrà probabilmente recarsi ancora alcune volte presso il ministero degli esteri italiano.

La chiusura delle frontiere e la priorità alle aziende ticinesi sono gli ultimi di una serie di provvedimenti con i quali il cantone resiste contro il comportamento a volte arrogante dell’Italia e contro il flusso di frontalieri, aziende e rifugiati proveniente da sud. “Il Ticino è il cantone in cui si percepisce maggiormente l’impatto della libera circolazione delle persone”, spiega Gobbi. Molti ticinesi temono di perdere il lavoro a causa della concorrenza dei vicini lombardi. Negli ultimi anni i numerosi richiedenti l’asilo hanno dato sempre più fastidio nel cantone.

L’Italia è campione del mondo quando si tratta di rimproverare gli altri per il non rispetto dei trattati internazionali. Agli italiani non importa però un accidente di applicare correttamente il trattato di Schengen/Dublino. Al culmine della crisi dell’asilo nel 2015 l’Italia non registrava temporaneamente più alcuna domanda d’asilo. Per la Svizzera, rinviare queste persone nel primo paese d’arrivo era un vero e proprio percorso ad ostacoli. Solo dopo un intervento del ministro delle finanze Ueli Maurer a Roma, la collaborazione in materia d’asilo è iniziata a funzionare meglio.

 

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2 Comments

  1. RENZO says:

    itaglia Vs Confederazione Svizzera…..
    ma non fateci ridere / piangere…
    Alf…ano….. ma dai…. convoca gli ambasciatori africani e non disturbare la civile Svizzera.
    WSM

  2. Paolo says:

    Nel Nord molti posti di lavoro nel settore pubblico vengono assegnati tramite concorso nazionale a persone che risiedono in altre regioni. Questo comporta un’ altro spostamento di giovani che risiedono al nord a cercare lavoro altrove, alla fine di questa girandola si ha un’ enorme spreco di denaro e altro. Quando vivevo a Montreal (Canada) per concorrere nel settore pubblico della città si doveva avere oltre alla cittadinanza canadese anche la residenza nella città di Montreal. Questo comportava un notevole risparmio alla Provincia e una semplificazione nella vita quotidiana dei lavoratori in quanto quasi tutti gli assunti erano già in possesso dell’ abitazione. Occorrono dei bravi politici per avere delle buone leggi!

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