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Turismo straniero: la Spagna cresce e l’Italia perde i pezzi

di GIANMARCO LUCCHI

Aumenta considerevolmente il turismo stranierio in Spagna mentre scende quello interno, secondo i dati resi noti oggi dall’Istituto nazionale di statistica (INE) e dal Ministero del Turismo. A maggio l’INE ha registrato 7 milioni di pernottamenti, il 13,8 per cento in piu’ rispetto allo stesso mese del 2012, con una media di cinque giorni per persona (+1,9%). In ascesa anche i pernottamenti in strutture extralberghiere (+2,4). Dall’inizio dell’anno e’ invece sceso del 10,2 per cento il movimento turistico interno. Su base mensile, il Ministero del Turismo ha rilevato un calo del 3,3% rispetto a maggio dell’anno precedente. I dati confermano che la crisi economica da un lato favorisce l’arrivo degli stranieri, incentivati dai prezzi competitivi, mentre dall’altro costringe gran parte degli spagnoli a ridurre drasticamente i periodi di vacanze e i viaggi.

Non sembra si possa dire la stessa cosa per l’Italia. La tendenza emersa qua e là è ancora negativa, anche per gli stranieri, e non si tratta solo di una conseguenza delle condizioni atmosferiche. La realtà è che il turismo italiano, potenzialmente la prima industria del Paese, da anni e anni continua a perdere terreno e ormai lo stivale è destinato a uscire dai cinque paesi più turistici del mondo, ammesso che non sia già fuori, nonostante un tempo nemmeno troppo lontano fosse al vertice.

La conferma del trend negativo viene proprio oggi da Rimini. La ‘Notte rosa’ che aprira’ la stagione turistica in Romagna questo fine settimana, sara’ “un’overture piu’ carica di speranze piuttosto che di certezze visto che, a causa del combinato disposto crisi dei consumi e del maltempo, le previsioni in chiaroscuro fatte ad inizio anno circa l’andamento turistico del 2013 si stanno purtroppo confermando”. E’ l’assessore al Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli, ad esprimere con queste parole il clima di preoccupazione che si respira in Riviera dove i dati dei primi mesi dell’anno non sono affatto confortanti. Nel periodo gennaio-maggio 2013, infatti, il territorio riminese ha registrato un calo del 6,1% degli arrivi e del 5,9% delle presenze. A determinare tale flessione sono stati soprattutto i 60 giorni tra aprile e maggio che registrano decrementi evidenti, non tanto sul segmento estero, che anzi chiude il parziale dei 5 mesi con + 9% negli arrivi e + 5,5% nelle presenze, con una incoraggiante ripresa del mercato tedesco e un altro salto in avanti di quello russo, ma su quello nazionale, che tradizionalmente rappresenta oltre i tre quarti del totale. Gli arrivi italiani, nei primi 5 mesi dell’anno sono crollati del 10,4%, mentre le presenze incassano una flassione del -11,1%. Tengono i flussi dall’Emilia Romagna, si abbassano quelli della Lombardia e del Veneto.

Anche questo fa parte del declino inesorabile dell’Italia. Pensate che – statistiche in mano al ministero tedesco del Turismo – negli ultimi dieci anni i tedeschi che vengono in vacanza si sono dimezzati. E peggio ancora negli ultimi 20 anni i tedeschi che scelgno l’Italia come meta delle proprie vacanze sono calati del 60%. Dove vanno ora? In Spagna, Turchia, Portogallo, Canarie, in Indocina e in Indonesia. AUF WIEDERSEHEN

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5 Responses to “Turismo straniero: la Spagna cresce e l’Italia perde i pezzi” Subscribe

  1. Nicola 30 agosto 2013 at 12:29 am #

    non è affatto vero che è da anni che è in declino l’industria del turismo italiana, guarda a caso infatti tra il 2006 e il 2011 l’Italia, tra le prime 5 nazioni europee (Germania, Regno Unito, Spagna, Francia, Italia), è stata la nazione che ha avuto il migliore aumento di turisti, mentre Spagna e Regno Unito erano in peggioramento e Germania/Francia aumentavano ma non come l’Italia..
    quindi non diciamo inesattezze

    • gianluca 30 agosto 2013 at 8:14 am #

      peccato che vent’anni fa l’Italia fosse il primo paese turistico al mondo e ora scivola verso il sesto posto

  2. max 29 giugno 2013 at 2:12 pm #

    Buongiorno,piccolo contributo sul perché i turisti europei che negli anni,o decenni precedenti sceglievano il belpaese e invece ora scelgono la Spagna o altri paesi del mediterraneo,semplice i prezzi e i servizi.
    I tedeschi non fanno testo sono un popolo di ebeti per millenni sono andati a Rosapineta(rovigo) solo perché il campeggio il più grande forse d’europa è di proprietà dell’ADAC,ma il mare è una fogna,non consumavano nulla si portavano tutto dalla germania anche la carta igienica già usata,e i rodigini li trattavano come dei re,deferenti e inginocchiati.
    Settimana scorsa sono stato qualche giorno a Toledo stupenda cittadina della Mancha-Castiglia a 70 km da Madrid,tranquilla senza mendicanti di nessun colore e razza ai semafori,servizio taxi con prezzi da bus a Bergamo,cene in ristoranti all’aperto nel centro con vino,acqua,caffè e ammazza caffè 30 euro,birra media in pieno centro storico locale all’aperto 2 euro a birra,Bergamo equivalente di Toledo be qualche differenza nei prezzi è sotto gli occhi di tutti,questa è la differenza,nelle località di mare i prezzi sono ovviamente fuori controllo.

  3. limar 28 giugno 2013 at 10:31 pm #

    Un paio di giorni fa è uscito lo studio 2013 dell’ADAC (l’automobil club tedesco) che analizza le spese extra in 50 località balneari europee. L’Italia si piazza al secondo posto dopo la Danimarca come nazione più cara – http://www.adac.de/infotestrat/tests/urlaub-reise/urlaubsnebenkosten/2013/default.aspx?ComponentId=175670&SourcePageId=32660
    In questa maniera si vogliono attirare turisti stranieri?

  4. Luca 28 giugno 2013 at 4:58 pm #

    La cosa che mi ha sempre stupito è la cronica carenza di turisti stranieri sulle spiagge del sud Italia, e la loro abbondanza sulle spiagge spagnole e del sud della Francia. Chissà se i modi di fare dei nostri “fradèlli del sudde” c’entrano qualcosa…

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