Turismo, l’Italia disorganizzata e maleducata costa 2 punti di Pil

mare-calabria

Sorridere di più non è solo una forma di educazione per un Paese tra i leader mondiali nel settore turistico ma è anche un atteggiamento che, moltiplicato a tutti livelli, può incidere anche sulla nostra economia. I danni provocati da un albergatore o un cameriere o un receptionist maleducati o, ancora, da chi è demandato a fornire informazioni, ripetuti per decine di migliaia possono essere enormi. Parola di Giulio de Rita, ricercatore del Censis che, in collaborazione con l’agenzia del massmediologo Klaus Davi, ha svolto una inchiesta fra 500 turisti, sulla cultura dell’accoglienza. “Essere più sorridenti – ha calcolato De Rita – potrebbe valere 2 punti di Pil in più”. “Il turismo è qualcosa che si lega anche alle emozioni che è in grado di suscitare, generare e quindi di vendere – spiega lo studioso – Un atteggiamento brusco, un’assenza di gentilezza, un piccolo particolare fuori posto, e un servizio non dato rischiano di mandare a monte l’aspetto emozionale, che è qualcosa di più complesso e delicato, che può incrinarsi da un momento all’altro. Per non parlare degli esiti catastrofici, in termini di marketing, di episodi di truffe e raggiri dei turisti stranieri cui assistiamo regolarmente ogni estate”.

Secondo la ricerca, operatori del settore TURISMO non sono adeguatamente formati nel 57% dei casi. A procurare maggiore danni nella percezione del turista straniero c’è in primo luogo la poca affidabilità dei servizi (quando non le vere e proprie truffe) 57%; in secondo luogo la maleducazione del personale 44%. Segue la mancanza di flessibilità del personale per esempio nel soddisfare esigenze extra (33%). Conta molto la mancata trasparenza nel comunicare i prezzi dei servizi (43%). Il dato curioso è che una accoglienza solare, un tempo tipicamente italiana, predispone a una maggiore disponibilità alla spesa ben il 77% degli intervistati. Ben 68% lamenta una eccessiva ombrosità del personale italiano. In particolare di camerieri (53%), receptionist d’hotel (48%), baristi (66%), operatori degli info center (54). Negativi anche i giudizi su personale di bus e metro (75%). Un po’ più propensi al sorriso i bagnini che raccolgono opinioni negative solo in 22 casi su cento. Non male neanche i vigili, giudicati musoni solo dal 25% del campione. E, proprio a tal proposito, De Rita ha commentato positivamente l’iniziativa dell’albergatore Salvatore Madonna, ceo della catena alberghiera di lusso Soft Living Places, il quale, per venire incontro ai suoi colleghi, ha pensato di creare un video (https://www.youtube.com/watch?v=Mf4PgDxuepM&feature=youtu.be) con consigli su come migliorare in cordialità e accoglienza una catena alberghiera, dando vita così a uno spot finalizzato a promuovere la cultura del sorriso e dell’accoglienza.

“Questo è un mondo dove c’è ancora molta improvvisazione – afferma il sociologo – però, prima di tutto, ci vuole la professionalità. Sicuramente si può insegnare a essere gentili, ma prima di tutto bisogna insegnare a essere albergatori accoglienti, capire come funziona l’accoglienza e lasciar fuori chi non è in grado e chi non vuole fare un po’ di investimento. Una volta formata la professionalità bisogna aggiungere quella capacità di empatia che certamente si può imparare”. L’Italia, continua il ricercatore del Censis, “è il Paese che possiede il patrimonio artistico e culturale più importante del mondo, però da solo non basta. Lasciar parlare da sole le nostre bellezze non basta. Il turista straniero fino a tre-quattro anni fa trascorreva mediamente 4 giorni, oggi siamo scesi a 3 e mezzo. C’è meno motivo di restare perché se non si danno emozioni, la visita è conclusa guardando i monumenti. Siamo quelli che potrebbero puntare sull’emotività – conclude De Rita del Censis – non lo facciamo perché riteniamo che i palazzi parlino per noi”.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. Ric says:

    E visto che la concezione globale pone l’imprimatur dell’economia su tutto in toto allora una considerazione su tutte : ma come sia possibile , senza vergognarsi di se stessi , spendere per una notte per due adulti e un bambino in un ambiente che definiscono “hotel” , (per intenderci non la reggia di Versailles ma un tugurio vestito coi simboli del modernismo , cioè camicia bianca e collo sporco ) la bellezza di 380 € , cioè l’equivalente di circa 760 mila lire , cifra che negli anni settanta mantenevi in un giorno come minimo 90 bambini sani , non extracomunitari del Bergoglio buonasera style , ( per quelli ci vuole di più ) ma figli di operai o ceto medio del nord Italia .
    Questa è la proporzione della vergogna che non scandalizza apparentemente nessuno , come la droga che scorre a fiumi , la stupiditá come costituzione .
    Come si può vivere senza barare ?

  2. Ric says:

    Come puoi vendere cultura se sei un buzzurro arrogante ?
    Potresti almeno “salvarti “ se avessi intimamente attiva la percezione delle tue deficienze e , vergognandotene , faresti di tutti su di te e del mondo che a qualsiasi titolo dipende da te e ti ruota intorno tipo famiglia , personale collaboratori , figliolanze varie etc. ;
    non ti vergogni perché non conosci , non sai , non ti impegni , non sudi , e perciò non ami .
    Contribuiresti in piccolo , ma in grande , con trama ordito di un tessuto , magari non colto , ma adeguato , cioè di per se stesso predisposto ad imparare , migliorando la capacitá del rispetto perchè intimizzato dal processo dell’apprendimento che è disciplina , lavoro , umiltá .
    La sensibilizzazione diviene perciò forma di intelligenza e prima ancora di veicolare, ti trasforma in soggetto empatico e per “magia” con te funziona tutto ; come il barbiere di Siviglia “tutti mi vogliono , tutti mi cercano , figaro qua , figaro la , sono un barbiere di gran qualitá “ .
    Anche la proverbiale fantasia ed introspezione creativa , piatto forte latino , perde la tipicitá romantica corroborante e plus , divenendo bastarda e razzista , per lo stesso principio che favorisce la decomposizione dei principi creativi ed evolutivi perciò degenere .
    Come sempre tutto si ricollega ad una fortissima esigenza di operazione qualifica che , (non illudiamoci con parziali in put ), attraverso visione sistemica , che spiega ed inquieta ma , con perseveranza ed entusiasmo possa coinvolgere in un processo motivazionale migliaia di persone che guardandosi allo specchio , all’alba di ogni nuovo giorno possano avere di che rallegrarsi .
    Del resto la spinta agli ideali veri , cioè quelli che costruiscono civiltá ( non quelli che le distruggono ) , prendono forza da principi basilari e soprattutto dalla consapevolezza di limitatezze umane che con atteggiamento idoneo , volturerebbero in punti di forza .
    Per il momento , ciò che passa il convento è un magma infernale senza cardinalitá , trasversale a tutto , che rende ogni analisi relativistica , perciò inutile .
    Dove sono gli esempi ? Cosa è la famiglia , la societá , lo stato , oggi ?
    Cosa è la morale ? Dove è il limite ?

Leave a Comment