Turismo culturale: Veneto la meta preferita, poi Lazio e Toscana

di REDAZIONE

E’ la quarta regione italiana tra le destinazioni preferite dai turisti culturali stranieri, la quinta per quelli italiani. La Lombardia ha registrato il 12% delle preferenze tra gli italiani e l’11% tra gli stranieri che nel 2010 hanno scelto una vacanza alla scoperta del patrimonio artistico. «La regione economicamente più sviluppata d’Italia è ricchissima di paesaggi, che spaziano dalle montagne ai fiumi e ai laghi – afferma Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange -. C’è anche abbondanza di arte, che trova spazio nelle abbazie, nei musei e nei palazzi, nelle grandi e moderne città come nei paesini cui si arriva con una sola strada Passato e presente convivono in Lombardia, segno che è l’uomo, con la sua laboriosità e il suo ingegno, la cifra di una terra che guarda avanti guardandosi sempre dentro». Negli ultimi tempi anche gli italiani hanno iniziato a riscoprire le bellezze artistiche di casa, tanto che il turismo culturale interno ha registrato una crescita del 20% in soli due anni, secondo i dati dell’osservatorio di CartOrange, leader in Italia dei viaggi su misura, che ha da poco lanciato “I Viaggi nel Tempo”, un progetto, realizzato con la supervisione di archeologi, dedicato proprio al turismo culturale.

Viaggi nel tempo in Lombardia. «La Lombardia culturale offre spunti interessanti – afferma Romano -. Nel nostro catalogo proponiamo una tappa milanese e una sul lago di Como nell’itinerario dedicato al genio di Leonardo da Vinci, per approfondire le sue scoperte scientifiche. Proponiamo poi un viaggio sulle orme dei Celti, attraverso la civiltà ancora poco conosciuta dei golasecchiani, ammirando i Cromlech italiani e altre testimonianze molto interessanti di questa civiltà».

Dove vanno i turisti culturali in Italia? Gli italiani preferiscono il Veneto (16,5% delle presenze nel 2010), seguito a stretta distanza da Lazio (15,8%) e Toscana (15,2). Tre stranieri su dieci invece vanno in Lazio (33,7%), poi in Veneto (25,2%) e Toscana (17,2%). Molto amata, soprattutto dagli italiani, anche l’Emilia Romagna, che prima del terremoto si collocava al quarto posto con il 14% per gli italiani e al quinto (4,3%) per gli stranieri. «Si tratta di destinazioni “classiche”, con Roma e Venezia in testa – spiega Romano -. Quello che sta cambiando nel settore è proprio il modo di viaggiare: il turista culturale non vuole più visitare tutto quello che c’è da vedere, ma è più selettivo e preferisce un approccio “slow”. Si focalizza solo su quello che gli interessa davvero, magari anche in una destinazione già nota, ma intende capirla e contestualizzarla». Un modo diverso di viaggiare, insomma, per diventare protagonisti della storia e vivere emozioni uniche che rimangono nella memoria. Nel primo semestre del 2011, dei 15,6 milioni di italiani in viaggio, il 38,6% ha scelto località di interesse storico-artistico, sia italiane che estere, che sono state, di fatto, il primo prodotto turistico, in aumento di quasi un punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2010. Nelle città d’arte italiane il 60,2% delle presenze nel periodo più “caldo”, ossia tra luglio e settembre, è italiano, il 39,8% straniero.

Il turismo culturale, negli ultimi 10 anni, è quello che è cresciuto più di tutte le altre tipologie: nelle località di interesse storico e artistico, le presenze di italiane sono cresciute del 17%, quelle di stranieri del 54%. « I dati CartOrange, che è nata nel 1999 e conta quasi 500 Consulenti per Viaggiare in tutto lo stivale, fanno registrare negli ultimi anni un rinnovato interesse verso le destinazioni culturali del nostro Paese, quantificabile in una crescita del 20% negli ultimi due anni – spiega l’ad di CartOrange -. Quello che la gente cerca sono proposte innovative capaci di far scoprire il nostro Paese da un punto di vista diverso, sia scovando i gioielli nascosti sia riscoprendo le destinazioni più note: vuole capire davvero cosa significano certi monumenti o resti archeologici, vuole contestualizzarli e inserirli all’interno di un itinerario tematico per approfondirne la conoscenza. Proprio per rispondere a questa esigenza abbiamo messo a punto il progetto I Viaggi nel Tempo, che prevede percorsi legati da un fil rouge comune e una guida storica che comincia già da casa via web. Prima di partire si possono seguire già da casa delle lezioni sul periodo inerente il viaggio con archeologi o storici che poi accompagneranno anche sul posto».

 

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One Comment

  1. Diego Tagliabue says:

    Per forza! Da altre parti lavorano tutti nel pubblico impiego, ma i musei sono sempre chiusi.

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