Turismo: perdite a due zeri! Ma il settore crociere è in netta crescita

di REDAZIONE

Nessun effetto Schettino! Mentre l’industria del turismo conferma perdite a due zeri in quasi tutti i settori, chi continua a navigare in acque tranquille (anche dal punto di vista economico) è il comparto crocieristico, probabilmente complice anche il ridimensionamento delle tariffe. Persino il colosso Costa – scrive l’Ansa –  Crociere – che si pensava sarebbe stato messo in ginocchio dopo il tragico incidente, quest’inverno, alla Costa Concordia, naufragata contro uno scoglio all’isola del Giglio causando 32 morti – conferma il sold out per tutte le partenze di agosto sulle 32 crociere effettuate nel Mediterraneo e le 17 nel Nord Europa.

In funzione, su queste tratte, sono 5 navi per il Nord Europa ed 8 per il Mediterraneo. L’altro grande gruppo, Msc Crociere, ha reso noto che saranno circa 900.000 i passeggeri che trascorreranno l’estate a bordo delle navi della sua flotta, alla scoperta del fascino del Mediterraneo o delle suggestive località che si affacciano sui mari del Nord Europa. E per la crociera di Ferragosto saranno movimentati 54 mila passeggeri nei porti italiani, registrando il fully booked su tutte le navi da crociera della compagnia. I dati in linea con gli obiettivi di Msc, che prevede una crescita passeggeri su tutta la flotta del 18% rispetto all’estate dello scorso anno.

“La vacanza in crociera viene scelta da un numero sempre più elevato di persone – spiega Leonardo Massa, country manager mercato Italia di MSC Crociere – soprattutto le famiglie, che individuano le nostre navi come un luogo ideale di aggregazione, forte della ricca offerta di strumenti a bordo adibiti al relax e al tempo libero, differenziabili per tutte le esigenze. Una scelta accessibile trasversalmente da chiunque, altro elemento indispensabile alla luce degli attuali timori legati alla decisione di andare in ferie degli italiani, in un periodo economicamente delicato”. La crisi economica non ha quindi fermato la crescita dei volumi nel settore delle crociere ed i dati lo testimoniano: parallelamente, il ridimensionamento delle tariffe, ha di sicuro influito positivamente. Un cambiamento significativo si è riscontrato invece a livello di dinamiche d’acquisto del viaggio, che si sposta sempre più a ridosso della partenza.

A conferma del trend positivo per il settore crocieristico arrivano i dati del portale specializzato ‘Noi Crociere’, secondo il quale per la settimana centrale di agosto le partenze e le richieste d’informazioni fanno registrare in media un aumento rispettivamente del 22% e del 37% in confronto con il resto dell’estate. “Il periodo di Ferragosto è tradizionalmente considerato in Italia quello delle vacanze per antonomasia, quindi nessuna meraviglia se soprattutto in questi giorni si cerchi di passare le ferie nel modo più rilassante possibile. E indubbiamente una delle categorie vacanziere più confortevoli e riposanti in assoluto è quella che delle crociere”, osserva lo staff di ‘Noi Crociere’.

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One Comment

  1. VITTORIO says:

    Fa piacere che ci sia qualche positività nel mare della crisi, almeno si può sperare. Il punto è capire quanta di questa positività ci coinvolga e ci dia prosperità.
    Le 2 società prese in considerazione sono una, la COSTA, in mano americana e l’altra, la MSC, fa parte di un gruppo Italo-Svizzero di cui il business delle crociere è di molto inferiore a quello dei cargo. Esse sono in ITALIA, ma sono società né nazionali né multinazionali bensì SOVRANNAZIONALI e si conosce benissimo la rapidità nello spostare le risorse da un paese all’altro se non si rientra nei loro parametri.
    In compenso in questi anni hanno chiuso o sono fallite PARMATOUR, MAPPAMONDO , EUROTRAVEL, I VIAGGI DEL VENTAGLIO, TEOREMA; è entrata in amministrazione controllata VALTUR ed ALPITOUR è stata venduta a 3 PRIVATE EQUITY FUND.
    Senza dimenticare le varie compagnie aeree, tra cui l’ALITALIA che, il fatto di averla convertita a scapito dei contribuenti agli amici degli amici (decisamente scandaloso), non la salva da non considerarla un fallimento. Ma il dato più rilevante è la scomparsa delle piccole o piccolissime realtà, come le agenzie viaggio, che agli inizi degli anni 2000, per mezzo dei franchising, ebbero un boom, o i ristoranti e piccole pensioni familiari, che strozzate non solo dalle entrate, ma anche dalle pratiche amministrative burocratiche consone per i grandi complessi, hanno chiuso i battenti, aumentando i problemi delle economie locali.
    In questo concambio più che un guadagno, attualmente, è una perdita

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