Il genocidio armeno fa saltare ancora i nervi alla Turchia

di REDAZIONE

Resta alta la tensione tra Francia e Turchia sulla questione del cosiddetto genocidio armeno, il massacro di armeni che risale all’inizio del secolo scorso e che Ankara si rifiuta di riconoscere come genocidio. Dopo aver portato quasi a conclusione l’iter legislativo per rendere reato la negazione del genocidio, Parigi ha deciso di introdurre il controverso evento nei libri di storia e geografia dei licei. Una decisione che ha scatenato l’ira di Ankara, che ha emesso una nota ufficiale di protesta.

La nota è stata prodotta dall’ambasciata turca a Parigi, nella forma di lettera indirizzata al ministero francese degli Esteri e a quello dell’Istruzione. Lo scritto fa un esplicito riferimento ad alcune pagine dei nuovi libri adottati nei licei francisi, in cui si descrivono in maniera dettagliata le uccisioni e le persecuzioni di armeni intorno al 1915, parlando a tal proposito di genocidio. Solo lo scorso dicembre, quando ancora Nicolas Sarkozy era il presidente della Francia, la Turchia aveva annullato ogni appuntamento economico, politico e militare con Parigi, dopo che il parlamento francese aveva approvato una proposta di legge che prevedeva il carcere per chi nega il genocidio.

A luglio, in una conferenza stampa congiunta, il ministro francese degli Esteri, Laurent Fabius, aveva escluso che la procedura legislativa possa arrivare a termine e l’omologo turco Ahmet Davutoglu aveva annunciato l’apertura di un nuovo positivo capitolo nei rapporti bilaterali. Ora la tensione torna a essere alta. Nella lettera alle autorità francesi, Ankara chiede che siano sottoposte a un esame più attento le fonti che portano a parlare di genocidio. In particolare, la lettera mette in dubbio l’autenticità di un telegramma del ministro ottomano Talat Pasha, che disponeva l’uccisione sistematica e deliberata degli armeni. I testi francesi fanno riferimento a questa fonte. Paventando un nuovo inasprirsi dei rapporti tra le due nazioni, l’ambasciata turca ha anche fornito una sua ricostruzione dei fatti del 1915.

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4 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Invece qua da noi il nostro genocidio, perche’ di genocidio si tratta sebben culturale e ecc., non er’ nemmeno immaginato.

    E’ semplicemente IGNORATO.

    Cosi’ lavorano i TALIBANI, peggio di ADOLFO sono.

    La verita’ di cui la giustizia la avremo mo un di’..?

    Salam

    • luigi bandiera says:

      Vedete mo, Adolfo uso’ i forni crematoi e le camere a gas.
      Vero kriminale kax.

      I talibani usarono e usano le KST..!

      Risultato e’ identiko se non peggio quello delle KST perche’ Adolfo proprio cenere faceva, mentre i talibani hanno quel tornaconto che ha manodopera da sfruttare.

      E, secondo i trattati non sono KRIMINALI..!!

      Che trattati che si fanno a loro PRO.

      Vero o falso..??

      Meditate almeno a Pasqua…

      At salüt

  2. Albert says:

    E’ chiaro che deve essere la vigliacca europa a muoversi e fare sì che il genocidio armeno sia riconosciuto senza se e senza ma.

  3. Dan says:

    La francia muore dalla voglia di scatenare un conflitto con i fiocchi in buona metà del medio oriente

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