Tunisia: Basma Belaid sconquassa le formalità islamiche

di REDAZIONE

Mercoledi’ scorso e’ cambiata la sua vita quando, dopo avere accompagnato il marito alla porta, ha sentito i colpi che stavano uccidendo l’amore di tutta una vita, Chokri Belaid, avvocato, politico, attivista nella difesa di diritti di tutti. Basma Belaid ha subito capito che il marito l’avrebbe lasciata e, come una reliquia, ha tenuto stretta per ore tra le braccia la tovaglia con cui ha cercato di tamponare il sangue che sgorgava dalle ferite che avevano devastato la testa, la nuca e il petto del marito.

Qualsiasi altra donna musulmana, davanti alla morte del marito, si sarebbe chiusa nel suo dolore, rispettando le tradizioni, sul divano bello di casa ad aspettare gli amici. Ma Basma Belaid e’ forte e gia’ poche ore dopo l’uccisione del marito e’ diventata un’icona per il suo Paese e forse anche per il mondo arabo, con il suo sguardo fiero, incorniciato da capelli grigi, quasi una bestemmia in un Paese in cui uomini e donne ci tengono a mostrare innaturali capigliature fulve. La strada e’ diventata la ribalta per mostrare al mondo che non avrebbe pianto piu’ del lecito, e lo hanno capito tutti quando ha mostrato con orgoglio la tovaglia insanguinata o quando, davanti alle telecamere, ha accusato il governo tunisino di aver ben saputo delle minacce quotidiane che riceveva il marito e di non aver fatto nulla per proteggerlo. Una donna decisa, che e’ andata a ripetere le sue accuse al magistrato che indaga, agli investigatori dell’unita’ anti-terrorismo. Che e’ andata davanti al palazzo dell’Assemblea costituente per chiedere, lei ormai solo una vedova con due figlie piccolissime, che il governo si dimetta davanti all’enormita’ della sottovalutazione delle minacce al marito.

Basma Belaid sta stravolgendo ogni copione: ha partecipato, contro il Corano, all’inumazione del marito, davanti a una ”platea” di centinaia di migliaia di persone; e’ tornata in piazza, stretta in un tailleur rosa elettrico e con la mano levta in segno di vittoria. E’ andata, lei moglie di un eminente avvocato e di un uomo politico nazionale, a fare visita a un’altra vedova, quella di Lotfi Zar, il poliziotto ucciso negli incidenti seguiti alla morte di Belaid, che da oggi dovra’ portare accudire da sola quattro figli, l’ultimo dei quali di pochi mesi. Un gesto che ha squassato i formalismi della societa’ tunisina perche’ a tutti Basma Belaid ha detto che in nulla si sente diversa da un’altra donna, da lei distante anni luce in termini di scala sociale, ma colpita anch’essa dalla violenza politica.

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2 Comments

  1. enrico says:

    Salve,

    scrivo dalla TUnisia dove vivo a 15 anni

    faccio un solo appunto: non e’ il Corano che vieta alle donne di partecipare ai funerali, e’ solo una consuetudine che accomuna Tunisia e altri Paesi islamici. In molti altri le donne partecipano ai funerali come in europa.

    Da ricordare anche che in moltissime regioni d’Italia fino al primo dopoguerra accadeva la stessa cosa: le dnne rimanevano in casa fra loro e gli uomini si occupavano del funerale.

    Credo che la precisazione sia necessaria perche’ assisto sempre di piu’ ad affermazini tendenzialmente orientate alla demonizzazione dell’ Islam.

    Enrico

  2. Albert Nextein says:

    Solo le donne potranno far cadere l’islamismo.

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