Truffe verbali. Ma quanto ci stufano i discorsi dei politici

sb10063543m-001di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – Stufo di continuare a sentire parole senza senso , mi è venuto in mente di analizzare logica e contenuti dei discorsi dei politici, per cercar di capire la struttura e l’origine di quelle che considero truffe verbali.

Ne ho sentiti tanti, di discorsi a vuoto, ho capito poco, mi sono abbondantemente rotto a sentire inconcludenti tiritere.

Ho fatto l’analisi tenendo ben presenti,anzitutto, un paio di regole sempre valide.

Per i credenti:

Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno. (Mt 5, 17-37)

 Ed una regola analoga per i non credenti:

Colui che potendo esprimere un concetto in dieci parole ne usa dodici, io lo ritengo capace delle peggiori azioni.

(Aforismi di G. Carducci)

 

Alla luce di questi assunti c’è da rimanere terrorizzati. I politici, nel parlare , adottano l’esatto contrario. Vediamo subito una prima suddivisione del modo di operare dei suddetti.

Teniamo tuttavia presente che se ad un qualsiasi politico chiedi: “che ora è?” cerca subito di spiegarti come è fatto un orologio non avendone lui compreso nel modo più assoluto, il meccanismo di funzionamento.

E ancora.

Il mai compianto Aldo Moro si era innamorato di un concetto “convergenze parallele” , probabilmente udito a caso da una conversazione altrui e non capendo assolutamente nulla della logica espressa dalla geometria di Riemann, lontana anni luce dal suo livello culturale.

Analogamente il concetto di “variabile indipendente” ha fatto innamorare Luciano Lama il quale lo ha utilizzato solo perché “suonava bene alle orecchie”.

Più in generale i politici quando parlano sono preoccupati più del suono delle parole che dei concetti.

 

-discorso diretto di un politico

Il politico, in Parlamento o in qualsiasi altro luogo se viene invitato a parlare o chiede lui la parola si comporta come segue.

Assegnato il tema, dopo una brevissima introduzione inizia subito a divagare attraverso frasi oscure e ambigue al fine di evitare, in ogni caso, di poter essere smentito.

Non dirà mai: “ domani sarà bel tempo”, ma dirà: “domani,  che potrebbe anche esser bel tempo, forse sarà,  probabilmente, brutto tempo anche se potrebbe non apparire decisamente brutto “.

Con una concatenazione logica di questo  tipo ,anche se posto davanti ad una registrazione del suo discorso, avrà sempre ragione, ma, comunque vadano le cose, è già pronta una risposta polivalente:” sono stato frainteso !”

 

-discorso di un politico in risposta ad una interrogazione o a una obbiezione

Questa seconda possibilità, per il politico, rappresenta un situazione ben più difficoltosa. Difficoltosa perché la domanda che gli è rivolta lo “incanala”.

Comunque ha inventato tre soluzioni ad hoc:

-rispondere come se avesse ricevuto una domanda o una obbiezione su un altro argomento, con un candore da educanda.

Esempio tipico. Argomento: cosa fare per frenare o comunque gestire l’immigrazione. Risposta: innescare una serie di querimonie sui poveri che fuggono dalle guerre anche se , la maggior parte di loro non fugge da nessuna guerra.

O anche. Argomento: cosa fare per la legittima difesa? Risposta: essere compatti ,fiduciosi anche se , per caso, si viene ammazzati, ma evitare il far west.

-non rispondere affatto, facendo un altro discorso, come se la discussione iniziasse con lui

Esempio tipico. Argomento : accusare il governo Renzi di non fare nulla ORA per la “legittima difesa”. Risposta: già quando governavano B. e la Lega è stato emesso un provvedimento che non risolve nulla e che, comunque, viene regolarmente applicato dalla magistratura.

Comportandosi così come se il PD fosse perennemente all’opposizione.

-rispondere solo in parte ignorando i punti chiave posti dall’avversario.

Argomento: che fare per abbassare le tasse? Risposta : le tasse sono già state ridotte e, comunque funziona già il jobs act.

 

Il tutto condito con un mare di aggettivi e di inutili sinonimi. Per loro più aggettivi usano e più sinonimi , più hanno la convinzione di apparire colti.

Volete fare un controllo indiretto? Semplice! Fatevi venire in mente una qualsiasi conversazione su un qualsiasi argomento tra voi e altre persone.

Capiterà spesso  di sentire alcune delle seguenti frasi:

“hai ragione, non ci avevo pensato!”

“fin qui hai ragione , ma sul resto non sono d’accordo”

“ti sei dimenticato di tenere presente che…..”

Ecc.ecc,ecc

Avete mai sentito pronunciare queste frasi da un politico in una qualunque discussione ? Mai! Loro si arrampicano sui vetri , ma vogliono avere ragione sempre, completamente ed in ogni caso poiché “possiedono le verità”. Questo significa solo una delle due cose : ignoranza, malafede. Senza possibili alternative. O magari anche tutte e due le caratteristiche.

E allora? Direte voi.

Bisogna che i politici vengano eletti una volta sola, così non imparano i trucchi del mestiere e , anche se li imparassero non riuscirebbero a servirsene, perché non rieletti.

Infine,  ricordiamocelo bene , gli accorgimenti da loro denominati “fare politica” sono solo ignobili trucchi volti esclusivamente a mantenere la poltrona.

 

 

 

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1 Commento

  1. Michele says:

    Bravo Gianluigi, hai avuto un bel “pelo” nel seguire ed annotare tutti gli svolazzi laterali di questi nostri ingordi parassiti inconcludenti!
    Tempo fa avevo fatto anch’io un elenco delle loro “frasi celebri”, quelle tirate fuori dal casseto quando venivano pizzicati dalla magistratura con le mani nella marmellata.
    Le avevo suddivise in quattro tipologie: “Negazione dell’evidenza”, “Ammissione della colpa… altrui”, “Captatio benevolentiae”, “Buoni propositi”.
    Per chi vuol ridere (magari amaramente): http://lespediente.blogspot.it/2012/04/alieni-in-casa-loro.html

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