Al genero di Galli, un operaio imbottigliatore, 10mila euro mese per volantinare

di REDAZIONE

Il gip di Milano, Chiara Valori, ha disposto il sequestro di tre appartamenti riconducibili a Stefano Galli e a suo genero, nell’ambito dell’inchiesta che vedeva indagato l’esponente della Lega per peculato in relazione a presunte spese illecite con i soldi pubblici. Il sequestro si riferisce pero’ a una nuova accusa, quella di truffa aggravata per l’erogazione indebita di fondi pubblici. Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto, Alfredo Robledo e del pm Paolo Filippini, coi soldi pubblici Galli avrebbe fatto avere una consulenza da 196 mila euro al genero. Soldi assegnati per la ‘valutazione dell’attivita’ legislativa attinente i rapporti tra regione ed enti locali a supporto dell’attivita’ del consigliere Stefano Galli’. Il valore delle tre case sottoposte a sequestrato a fini di confisca ammonta a circa 200 mila euro. Dalle indagini era emerso che Galli aveva pagato parte del matrimonio della figlia con i rimborsi regionali.

Una media di 10 mila euro netti al mese per un’attivita’ di volantinaggio mai superiore alle 20 ore settimanali. A tanto ammontava il compenso di Corrado Paroli, genero dell’ex capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Stefano Galli, incaricato dal suocero di una consulenza capace di fruttargli, tra stipendio base, bonus e premi straordinari, 196 mila euro. Soldi che rappresentano ”un profitto illecito”. Lo scrive nero su bianco il gip di Milano, Chiara Valori, nel decreto di sequestro disposto oggi per tre appartamenti riconducibili allo stesso Galli, accusato di truffa aggravata nei confronti della Regione Lombardia. In pratica Paroli ha percepito 7.280 euro al mese tra il novembre 2009 e il febbraio 2010 oltre a un compenso straordinario di 14.560 euro per il novembre 2009 e 12.600 euro per il febbraio 2010. Inoltre 9.200 euro tra il novembre 2011 e il gennaio 2012 che diventano 10 mila euro dal febbraio 2012 fino alla scadenza del contratto. A tutto questo va aggiunto un compenso straordinario di 20mila euro nel dicembre 2012, tuttavia mai incassato.

Nel provvedimento, il giudice parla di ”danno patrimoniale di rilevante entita’” per le casse della Regione Lombardia ed evidenzia come Paroli non abbia alcun titolo ne’ requisito professionale per ottenere una consulenza sull”’impatto dell’attivita’ legislativa regionale sul territorio di Lecco”, materia questa che in genere viene affidata a un alto magistrato amministrativo. E’ lo stesso Paroli ad ammetterlo in un’interrogatorio sostenuto a dicembre scorso: il genero dell’ex capogruppo del Carroccio spiega agli inquirenti di lavorare ”in qualita’ di addetto all’imbottigliamento di acque minerali presso la Norda spa sin dal maggio 2004 con la qualifica di operaio” e ”con il titolo di studio licenzia media inferiore”. Sempre in quell’occasione, Paroli chiarisce di aver ”offerto al suocero una mera collaborazione saltuaria in attivita’ di volantinaggio”. Attivita’, questa, scrive ancora il gip Valori, ”incompatibile con l’oggetto dell’incarico conferitogli dal consiglio regionale lombardo”. Inoltre, nel corso delle indagini, gli uomini della Gdf hanno accertato che ”la valutazione di congruita’ dei compensi pattuiti per i collaboratori dei singoli gruppi consiliari – puntualizza ancora il giudice nel provvedimento di sequestro – viene di fatto rimessa alla esclusiva discrezionalita’ del presidente del gruppo stesso”. Come dire che e’ stato Galli a stabilire tipo di incarico ed entita’ del compenso per il genero operaio. Da qui la decisione della Procura di Milano di contestare al dirigente della Lega Nord il reato di truffa aggravata ai della Regione Lombardia. Accusa, questa, che si aggiunge a quella di peculato gia’ contestata a Galli nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi regionali per spese private. Perche’, scrive ancora il gip Valori, ”risulta del tutto evidente come la dichiarazione di congruita’ fosse di fatto disancorata da qualsiasi elemento oggettivo e soggettivo, sia in ordine alla preparazione professionale del collaboratore che all’effettiva durata e qualita’ della prestazione (quella, appunto, di saltuario volantinaggio – ndr)”. E anche gli uomini della Gdf nel corso delle indagini ”non ha rinvenuto alcun elaborato o produzione riferibili al Paroli ne’ presso gli uffici regionali del consigliere Galli ne’ presso la segreteria di presidenza ne’ presso l’abitazione di Galli”. Il giudice milanese non manca di mettere in luce la sostanziale assenza di controlli da parte della Regione Lombardia su questo genere di consulenze affidate dai diversi gruppi consiliari: ”La struttura amministrativa – si legge ancora nel decreto di sequestro – per prassi non effettua alcun controllo neppure sul curriculum del collaboratore o sul suo titolo di studio, trattandosi di incarico fiduciario conferito su indicazione dei gruppi”.

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14 Comments

  1. Ettorini says:

    Lo ha fatto per un operaio? Allora è un rosso infiltrato non uno dei nostri! Feu di ball!!!

  2. Lucano says:

    MA PADANIA IS NOT ITALY?????

  3. francop says:

    Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo spergnecco.spergnecco>>>>>>>>>>>>>>>>> °

  4. francop says:

    anch’io anch’io………hahahahahahahahahahahahahahahah.

  5. Mauro Cella says:

    Un dittatore africano una volta disse “Se vuoi proprio rubare, ruba poco alla volta e in modo discreto perché se sei avido e ti arricchisci troppo rapidamente, verrai preso”.

    Il “sistema Lombardia” sembra non conoscere questa frase. Decine di migliaia di euro che cambiano di mano come le figurine a scuola tanti anni fa non sono esattamente la definizione di “ruba poco alla volta ed in modo discreto”.

    Forse ciò che ha tratto in inganno i vari protagonisti di questa triste vicenda è stata l’illusione che il “sistema Formigoni”, su cui tutto sembrava scorrere come acqua sul Teflon, reggesse in eterno. Forse, molto semplicemente, hanno agito come semplici predoni cercando di razziare quanto più possibile in breve tempo, consapevoli, a livello inconscio, che la festa non sarebbe durata a lungo.

    Ciò che è certo è che Maroni ha davanti a sè una prova durissima. Per dimostrare agli elettori (che al di fuori della Lombardia hanno punito la Lega in modo durissimo) che il vento è cambiato e non spingerli verso le braccia di Grillo o quanti altri ne seguiranno le orme, deve smantellare completamente il “sistema Formigoni”, vincendo le resistenze di chi con quel sistema si sta ancora arricchendo o spera di arricchirsi.

    Ce la farà?

  6. Flit says:

    Il braccio armato dell’Umberto !
    Il tagliatore di mani !
    L’alabarda spazzinale che si è abbattuta su sezioni, amministrazioni, brave persone che facevano “ombra” a qualcuno !
    Il commissario senza macchia e senza paura, in Regione dal 1990 !

    Non è stato ricandidato, quindi tutto a posto !

    La Lega ha le mani pulite, anzi: è vergine:

    ‘na lavàda e ‘na sugàda….la par gnanca duperàda !

  7. lory says:

    Galli fai schifo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. elio says:

    Uso politico della legge. Per me è innocente fino al quarto grado.

    • Flit says:

      Poveretto !
      Quei disgraziati dei tuoi e suoi “nuovi” capi non l’hanno ricandidato !
      Gente senza scienza, coscienza e riconoscenza !
      Come fa un adamantina gonade come te a seguirli ancora ?

    • Giovanni S. says:

      Magari fino al ..nono, perché è un celtico di razza pura !

    • Giovanni S. says:

      Magari fino al ..nono, perché non e’ un ” pelasgico” ma è un celtico di razza pura !Come gli onestissimi Bossi ed i suoi familiari, Boni, Pini, Robusti, ed il ” grande” Maroni che, da Ministro e capo dei servizi segreti, non sapeva-non vedeva-non sentiva..

  9. alberto says:

    Questo si che è un vero leghista!

    • Aquele Abraço says:

      Un vero idiota, più che altro.
      La pratica (deprecabile) delle consulenze facili, di largo uso tra i politici di tutte le bandiere per stornare risorse pubbliche e particolarmente diffusa in altre parti d’Itaglia, non pensavo potesse essere attuata con questi livelli di stupidità. Sarà ricordato (ironicamente) come l’Arsenio Lupin della politica che rubava per il bisognoso genero, umile operaio, addetto all’imbottigliamento di acque minerali.

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