DA CASERTA A FOGGIA: TRUFFE A GOGO. POLITICI COINVOLTI

di GIUSEPPE D’ANSALDI

Lo conoscete il libro “Io ti fotto”? E’ uscito in libreria poco più di un anno fa, ma se l’aveste letto sapreste che l’Italia è un paese fondato sulla truffa.

Eccome un esempio, uno dei tanti, seppur clamoroso. Oltre 80 falsi incidenti stradali, con diagnosi e certificati medici scritti senza nemmeno una visita e quasi 300.000 euro di rimborsi versati dalle assicurazioni raggirate.

È la truffa scoperta a Brindisi dalla Guardia di finanza che ha arrestato 17 persone (sette in carcere dieci ai domiciliari) tre le quali un medico ortopedico e due avvocati. Molte di più, oltre 220, le persone indagate perchè coinvolte a vario titolo nella truffa. Una vera e propria organizzazione insomma.

L’operazione è stata denominata «Poncio». I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip Valerio Fracassi su richiesta del procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi. Il medico arrestato è il fasanese Franco Zizzi, gli avvocati sono i brindisini Silvia Bellino, di 38 anni e Gianluca Scuteri, 42 anni ed un praticante avvocato di Fasano. In concorso con gli altri, sono accusati di truffa aggravata e continuata ai danni di varie compagnie di assicurazione, mentre – solo loro – rispondono anche di corruzione, falsità ideologica e peculato.

L’inchiesta, durata un anno, ha scoperchiato quattro diversi gruppi che operavano l’uno all’insaputa dell’altro (a due dei quali è stato contestato anche il reato associativo) e che organizzavano falsi incidenti stradali. L’organizzazione si avvaleva di un nutrito numero di persone, spesso parenti e anche minorenni che, dietro piccolo compenso, fingevano di essere passeggeri di automobili coinvolte nei falsi incidenti. Gli investigatori hanno quantificato in 300.000 euro la somma illecitamente liquidata a favore degli indagati e hanno sottoposto a sequestro preventivo 220.000 euro trovati in casa del medico.

Secondo l’accusa, quest’ultimo, senza mai visitare i soggetti coinvolti negli incidenti emetteva falsi certificati, prescrivendo diagnosi ed assegnando giorni di malattia per consentire ai truffatori di massimizzare il risarcimento. Per ogni pratica riceveva 150 euro. L’indagine, scaturita dalla denuncia di 16 compagnie assicurative che segnalavano incidenti “sospetti”, si è avvalsa di intercettazioni telefoniche ed ambientali e dell’acquisizione di documenti, per lo più falsi certificati medici trovati a casa di alcuni degli indagati.

A Caserta, invece, le indagini dei carabinieri avrebbero consentito di acquisire elementi probatori a carico degli indagati ai quali vengono contestati a vario titolo l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe speculative (aggravata dal metodo mafioso solo per 4 persone), estorsione, falsa testimonianza, falso in scritture pubbliche e private, corruzione in atti giudiziari. Gli investigatori avrebbero accertato “l’esistenza di un sodalizio criminoso composto da soggetti che hanno costituito e gestito un’associazione a delinquere stabilmente dedita con modalità organizzate e attraverso l’attivazione di innumerevoli e distinte controversie giudiziarie civili”. I carabinieri casertani avrebbero accertato ben 76 truffe. Nell’inchiesta sono rimasti coinvolti non solo i 4 avvocati e il medico ma anche i titolari di alcune agenzie di pratiche auto, faccendieri la cui complicità ha consentito al sodalizio di acquisire notevoli incassi illegali. Tra gli indagati compare “Giosuè Fioretto quale autore di una condotta estorsiva perpetrata con chiare modalità di intimidazione camorristica”. Fioretto è il convivente di Emiliana Carrino, sorella di Anna, attualmente collaboratrice di giustizia ed ex compagna di Francesco Bidognetti, uno dei capi storici del clan dei casalesi da oltre 10 anni detenuto in regime di 41 bis.

In questo paese senza più alcuna etica, ormai fottere qualcun altro è motivo di vanto.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. Mario Pantalone says:

    Questo paese è fondato sulla truffa e l’inganno.
    Pensa solo alle pensioni e allo stato sociale. Una enorme bufala, un gigantesco “schema Ponzi” che sposta su figli e nipoti il pagamento delle pensioni versate ai padri e nonni. In mezzo ci stanno i politici e gli arruffatori che hanno rubato e saccheggiato a piene mani, intoccati!.

Leave a Comment