LA RAI E’ “COSA LORO”. METTETE UN TROTA PRESIDENTE!

del DIRETTORE

Le ostilità le ha aperte l’altra sera Roberto Maroni, dichiarando che la Rai andrebbe privatizzata. Se così non fosse, però, allora la Lega rivendica la presidenza del Cavallo morente, in quanto quella è una posizione di garanzia che tocca a un partito di opposizione. Subito si è scatenata la gara a individuare il nome del possibile candidato. Un bossiano o un maroniano? Giovanna Bianchi Clerici promossa da consigliere a presidente o qualche altro coniglio spuntato dal nulla, o magari il momentaneamente appannato Marco Reguzzoni, che sembra intruppato nelle retrovie in attesa di compiere un nuovo scatto in avanti? Si potrebbe rispolverare il mitico professor Albertoni, o perché non pensare al Trota, uno che studia economia in qualche misteriosa università londinese e magari ha già preso un master in comunicazione e televisione (complice il magico Belsito, che le cronache raccontano essere abile nei taroccamenti) e noi manco lo sappiamo? Ovviamente le nostre sono solo congetture, anche un po’ scherzose. Ma nel teatrino della politica italica mai dire mai, la realtà può sempre superare la fantasia.

Tornando seri, qualche giorno fa avevamo previsto che la Rai sarebbe stato il terreno dove i partiti, relegati in un angolo dal governo tecnico, avrebbero tentato di far valere la propria forza. Facile profezia. D’altra parte da sempre l’azienda televisiva pubblica è “cosa loro” e non vogliono certo mollare l’osso, anche quando si schierano per la privatizzazione, sapendo benissimo che non si metteranno mai d’accordo per venderla a pezzi ai privati. A chi poi? coi tempi che corrono e con la scarsa capacità di investimento dei gruppi italiani c’è poco da scegliere.  Intanto registriamo altre schermaglie sulla privatizzazione rilanciata da Maroni. «La Rai ha bisogno di una bella cura dimagrante e di tanta responsabilità, quindi andiamo avanti con la privatizzazione. È sufficiente che l’azionista di maggioranza, il ministero dell’Economia, applichi la legge. Nel caso poi, vista l’ondata di liberalizzazioni più millantate che realizzate, si voglia partire dal decreto semplificazioni il Parlamento potrà votare i nostri emendamenti per la privatizzazione della Rai in tempi brevissimi». Lo ha dichiarato Davide Caparini, responsabile della comunicazione per la Lega Nord e segretario in commissione di Vigilanza.

Privatizzare la Rai ? «C’è già una legge, la Gasparri, che prevede una parziale privatizzazione. Se i partiti decidono, basta applicarla. L’importante è non rievocarla in modo superficiale e demagogico sulle spalle dei lavoratori o di chi paga il canone». A pensarla così è invece  il capogruppo Pdl in commissione di Vigilanza Rai, Alessio Butti, che commenta anche la dichiarazione dell’ex ministro dell’Interno Maroni: «Io personalmente non ho nulla contro la privatizzazione, ma sottolineo che bisognerebbe prima rivedere il significato di servizio pubblico e di canone. E faccio notare che un conto era l’analogico, altro conto è privatizzare qualcosa di digitale con una offerta televisiva esponenziale». Quanto alla rivendicazione della presidenza Rai da parte dell’esponente del Carroccio, il parlamentare Pdl ha detto: «È strana questa politica lottizzatrice di Maroni. Il presidente deve avere due terzi della commissione di Vigilanza. Deve essere un presidente condiviso. Forse Maroni non ha letto bene la legge. Il suo mi sembra il modo peggiore di procedere. Il presidente deve essere di garanzia e super partes. Non lo dico, ma la legge (secondo la legge il presidente del Cda viene scelto dal ministero dell’Economia, ma la sua nomina diventa effettiva solo con il parere favorevole di due terzi della Vigilanza). Forse Maroni si confonde con la presidenza della Vigilanza Rai che va per prassi all’opposizione, anche se il presidente deve essere comunque eletto» dai membri della stessa commissione.

«Noi siamo contro la privatizzazione della Rai e siamo per la garanzia del servizio pubblico». È una bocciatura secca quella del capogruppo Idv in commissione di Vigilanza Rai, Francesco Pancho Pardi, che, conversando con alcuni giornalisti, entra nel merito: «Dovrebbe essere, però, un vero servizio pubblico e non il servizio privato che la Rai ha fatto a Berlusconi per vent’anni, anche quando governava il centrosinistra». Quanto alla dichiarazione fatta ieri dall’ex ministro del Carroccio, Roberto Maroni, il parlamentare replica senza esitazioni: «Se la Lega vuole la presidenza del cda Rai chiedendo, quindi, di essere trattata come opposizione, in quanto opposizione deve mollare la presidenza delle commissioni di Camera e Senato che aveva ottenuto come maggioranza».

Visto? Subito a buttare lì una valanga di distinguo. E anche se quella della Lega appare più una provocazione che una scelta convinta, si capisce subito che nessuno, nel teatro della politica, vuol mollare la presa su quella enorme vacca da mungere (i Cavalli ancorché morenti non danno latte!!!), da sempre spremuta e rispremuta da tutti i partiti. Giù le mani dalla Rai, la Rai è “cosa loro”.

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7 Comments

  1. Cantone Nordovest says:

    Progetto RAI in seno al PDL : step 1) distruzione di valore – step 2) privatizzazione

    Ricordiamo lo scandalo di giugno 2011 giugno : i consiglieri del CDA RAI in quota al PDL evitarono di riunirsi per NON approvare il palinsesto della prox stagione 2011-2012 !!

    Intanto la SIPRA , la concessionaria pubblica x la raccolta pubblicitaria , aspettava aspettava aspettava …

    Roba da fare una CLASS ACTION .. ma NON contro la RAI , altrimentii si fa esattamente il loro gioco .

    Che è portarla al fallimento … e venderla , magari così se la compra un trafficante di droga del cartello di Medellin attraverso una società-veicolo di Antigua .

    O qualcun altro della famiglia B.

  2. giorgio says:

    Mi piacciono i termini ” sceneggiata e messinscena” di Luca68.
    La Rai è solo una piccola parte di un Sistema molto grande.

  3. berg says:

    1- Perchè privatizzare la rai? forse per regalarla al padrone-presidente Berlusca o all’amico Caparini?…o magari ad entrambi in società? Non sarebbe meglio chiuderla? visto che quello che viene spacciato per “servizio pubblico” in realtà è solo una serie infinita di tg e programmi inguardabili…certo dispiace per tutti i tecnici e quelle persone che lavorano dietro le quinte, ma non di certo per quell’accozzaglia di “vip’s” strapagatio che imperversano a sparare cazzate a tutte le ore in tutti i programmi.
    2- Concordo con Luca68, la contrapposizione barbari sognati vs cerchi magico è solo l’ennesima bufala leghista in ordine di tempo. Sicuramente i militonti si dividono e si accapigliano tra loro parteggiando per una delle due fazioni. Intanto i “capi” e tutti quelli seduti su una comoda poltrona se la ridono, si accordano, tra loro e con i padroni pidiellini, per spartirsi i “posti buoni” e per stabilire risarcimenti soddisfacenti per tutti quelli che dovranno fare qualche passo indietro.
    E’ proprio vero che le rivoluzioni dall’alto sono solo delle solenni fregature.

  4. Rabarbaro gnorante says:

    Ma questa testata è di Caparini e Maroni?
    Dott. Macchi il suo cognome tradisce le sue origini varesine/maroniane.

    • gianluca says:

      Mi chiamo Marchi e non Macchi, ovviamente lei confonde apposta. Caparini e Maroni sono gli ultimi che hanno parlato sulla questione, così come Butti e Pardi che sono citati nel pezzo.
      dir

  5. Luca68 says:

    cadreghe, poltrone, sgabelli, inginocchiatoi, tappetini, divani, perfino qualche water andrebbe bene ai leghisti pur di sedervicisi sopra e pensare di avere un posto “che conta”… Comunque è vero che la Lega è unita. Nel tentativo di mettere le mani in pasta ad intrallazzi vari sono unitissimi e marciano come una Falange, poi è quando devono dimostrare un pò di coerenza che sbracano un pò… Io sono un convinto sostenitore che persino lo strappo Maroniani- Cerchisti sia in realtà un bella sceneggiata ad uso e consumo dei malpancisti, per illuderli ancora che ci sia una sorta di risorgimento interno al partito una volta che (se mai lo farà…) Maroni ne prenderà le redini… Ma in realtà sono tutti proiettati a fare quello che fanno da sempre. Fare i pifferai magici e continuare a tentare di non perdere i contatti col potere romano in attesa di qualche miracolo elettorale. Tutti parlano di questo dualismo
    politico…non pensate possa essere solo una
    messinscena? Pensateci bene… Gira e rigira è solo un modo per tenere nella rete i sempre più sconcertati “militonti” ed elettori. Si dice in fondo che tu tenga del Milan o dell’ Inter conti poco…vai sempre a riempire San Siro…o qualcuno pensa davvero che Maroni, il Capitan Tentenna, abbia in mente davvero una Lega diversa? Questi sono la VERGOGNA delle popolazioni padane! Dire..in effetti lo slogan ” Rai, di tutto, di più” gli si addice

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