Troppi portoghesi (stranieri) sui mezzi pubblici, ripristiniamo i bigliettai

di MARCELLO RICCIBlocco-traffico-milano1

Non solamente Roma in virtù del ruolo consolidato e non meritato di capitale succhia risorse economiche comunque mai sufficienti, ma simboleggia anche la voracità della lupa del cui latte, secondo la leggenda si nutrirono Romolo e Remo. L’Atac è l’azienda che provvede al trasporto pubblico urbano, ha circa 12mila dipendenti e un bilancio faraonico per la passività, in parte dovuta ai ‘ portoghesi’ che non sono i cittadini del Portogallo, ma quanti usano un servizio senza pagarlo. Non è un problema marginale, non riguarda solo Roma, interessa molteplici realtà cittadine.

Stante il triste momento economico tulle le falle vanno eliminate e l’occupazione incentivata in tutti i modi; si suggerisce, per l’eliminazione totale dei ‘portoghesi’ di porre ad ogni porta del mezzo pubblico, considerando che con l’avvento di una mentalità napoletana, non c’è più distinzione tra porte dedicate alla salita e alla discesa, un addetto che controlla e vende anche titoli di viaggio, come avveniva nel passato. Questo servizio può essere svolto, senza nuove assunzioni, dagli attuali controllori non più necessari, integrati da personale volontario selezionato, ma non assunto, retribuito con una percentuale sull’incasso dei titoli di viaggio venduti da ciascuno durante il turno di servizio.

Non occorre un contratto di lavoro, possono essere inquadrati come prestatori d’opera occasionali e garantiti dall’assicurazione che tutela i viaggiatori. Si teme che la proposta troverà ostacoli non tanto per il profilo giuridico di queste nuove figure, quanto per il fatto che i ‘ portoghesi ‘ sono quasi totalmente stranieri irregolari, o gruppi etnici protetti che dal viaggio gratuito sui mezzi pubblici traggono il pane quotidiano, borseggiando i meno avveduti. Anche sotto questo profilo la presenza dei bigliettai controllori è dissuasiva. Ampiamente tollerati i parcheggiatori abusivi, perché non accettare i bigliettai volontari ?

 

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    buona idea.

    Caro Paolo qua siamo in italia e certe regole che sono elementari all’estero qua non valgono.

    WSM

  2. Paolo says:

    Basterebbe fare entrare tutti i viaggiatori dalla porta d’ ingresso dove si trova l’ autista e poi farli uscire dalle altre. Tutti pagherebbero così il proprio dovuto. In Argentina e Canada, paesi che ho vissuto fanno così. In questo paese si riesce a complicare anche le cose più elementari.

    • Bortolo says:

      Infatti! Però in i-taglia non si può. Per 2 motivi fondamentali. Uno. I poveri autisti non possono essere gravati da un lavoro supplementare non previsto nel contratto collettivo, diritti acquisiti e cazzate bolsceviche varie. Due. Assumere altri accoliti, amici degli amici e chi più ne ha più ne metta a non fare un cazzo come e più di tutti gli altri. In fin dei conti i keynesiani non dicono che più statali ci sono più si alza il pil e più l’economia funziona? Chissà perché i governi si ostinano a non seguire queste regole d’oro. Oltretutto verrebbe eliminata la disoccupazione, proprio come era ai tempi d’oro nella grande Madre Russia sovietica. Zero disoccupazione, uno stipendio decoroso, una casa a spese dello stato. Un paradiso. Peccato che con i soldi non si poteva comprare quasi niente. E non perché i prodotti costassero troppo. Semplicemente perché i negozi erano vuoti. W Breznev!

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