Troppi migranti al confine italo-svizzero. Il governo svizzero sta con Gobbi

Frontieradi CASSANDRA – Gobbi-Italia, due a zero. Dopo la conferma politica alle recenti elezioni della linea del partito di Norman Gobbi, ora arriva un nuovo SI. ma dal governo. La questione non riguarda le affermazioni sulle «inutili» trattative con l’Italia in materia fisco piuttosto che di frontalieri, quanto invece il problema del flusso di elevato numero di migranti in arrivo al confine ticinese.

Le parole pietra dello scandalo erano queste: “Se l’afflusso di rifugiati che giungono dall’Italia continua, dobbiamo chiudere temporaneamente le frontiere, è il solo modo per la Svizzera di esercitare pressione sui paesi che non rispettano i loro obblighi”. Apriti cielo…

Ma nessuna eresia, secondo il governo, come riporta correttamente anche il Corriere del Ticino: “Le preoccupazioni espresse dal nostro collega lo scorso mese di giugno, sull’impatto di questo fenomeno sul nostro Cantone apparivano legittime, anche in ponderazione del fatto che in questi casi è assai difficile prevedere l’evolversi di un fenomeno di una tale portata”.

Questione chiusa. Anzi, perché l’esecutivo sciorina un po’ di cifre dalla Segreteria di Stato della migrazione, tanto da aver comprensibilmente destato qualche timore tra i politici, tra i quali di Direttore del Dipartimento delle istituzioni”.

“Nel secondo trimestre – rileva il Governo come riporta il quotidiano ticinese – sono state registrate 7.384 domande d’asilo, ovvero 2.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2014 e 2.895 in più rispetto al primo trimestre 2015”. Nel centro di registrazione e procedura (CRP) di Chiasso, “in aprile sono state presentate 613 domande d’asilo, in maggio 1.233 ed in giugno 1.766. Nello stesso periodo del 2014 al CRP di Chiasso erano state presentate 495 domande in aprile, 724 in maggio e 981 in giugno”.

Per Gobbi e la Lega dei Ticinesi, insomma, altri semafori verdi.

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