SINDACATI, TRE MILIONI DI TESSERE FARLOCCHE

di REDAZIONE

Sindacati, i conti non tornano. A denunciarlo è la Confsal che, esclusa dal tavolo del governo sulla riforma del mercato del lavoro, malgrado sia la quarta confederazione sindacale d’Italia (1,8 milioni di tesserati nel pubblico e nel privato), ha deciso di denunciare a gran voce il grosso imbroglio delle iscrizioni: sarebbero infatti 3 milioni le persone in più che figurerebbero nelle dichiarazioni «gonfiate» delle altre organizzazioni sindacali.

Confsal ha così deciso di convocare ieri la stampa per esporre i suoi numeri e il suo ragionamento: partendo da numeri incontrovertibili, quello dei pensionati sindacalizzati certificato dall’Inps in 7.694.048 unità (di cui quelli della stessa sigla che solleva il polverone, di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono 4.907.363), quello dei pensionati Inpdap (2.785.800, di cui 427.517 con tessera) e 347.195 appartenenti ad altri elenchi si ottiene la cifra di 5.682.075.

Però le 5 confederazioni, insieme, ne «vantano» 6.957.126, con una percentuale di scarto che, nel caso dell’Ugl «raggiunge quota 91,08%».

A questa somma «fantasma» di 1.275.051 pensionati, se si aggiunge un altro dato lievitato (desunto dalle dichiarazioni sulle iscrizioni dei lavoratori del settore privato, che nel complesso ammontano a 23 milioni 903 mila), ovvero un milione 965 mila, si arriva ad un totale di oltre 3 milioni 240 mila finti sindacalizzati. Per Marco Paolo Nigi, segretario generale della Confsal, per fermare questa «autocertificazione al rialzo, utile ad accreditarsi presso la pubblica opinione e le istituzioni» basterebbe adottare nel comparto privato il sistema di misurazione già presente nel pubblico impiego, «dove il 14% dei lavoratori è nostro iscritto.

Per il resto anche Cgil, Cisl, Uil e Rdb sono rappresentate, mentre l’Ugl non lo è, perché non raggiunge il 5% necessario per partecipare alle trattative». Finora, nonostante i ripetuti appelli, il ministero del welfare non ha convocato la sigla autonoma per discutere della revisione del mercato del lavoro, però ha aperto le porte a quella contro cui Nigi punta l’indice senza reticenze, guidata da Giovanni Centrella. «Evidentemente qualcuno ha bisogno di farsi pubblicità» ribatte il numero uno dell’Ugl, respingendo al mittente le accuse («la nostra rappresentanza e rappresentatività sono capillari sul territorio»), e getta polemicamente un sasso nello stagno: «Quanto ai numeri del pubblico impiego, ci auguriamo davvero che qualcuno si prenda la briga di andare a vedere ciò che l’Aran dichiara».

di Simona D’Alessio

FONTE ORIGINALE: http://www.italiaoggi.it

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. mecole says:

    circa 1 milione di iscritti e due milioni di simpatizzanti…della Rizzi

  2. rita says:

    Scusate ma il famoso Sindacato Padano quanti iscritti ha?

Leave a Comment