Trieste Libera, il tribunale rinvia l’udienza sul Memorandum di Londra

di ROBERTO GIURASTANTE

Nessuna sentenza, ma un nuovo rinvio al 22 gennaio 2014. Questo l’esito dell’udienza tenutasi in data 17 luglio ed in cui per la prima volta il tribunale doveva entrare nel merito del difetto di giurisdizione assoluto. Partendo dall’esame del Memorandum di Londra, il trattato internazionale con cui la Zona A del Territorio Libero di Trieste ed il suo porto internazionale sono stati assegnati in regime di amministrazione provvisoria al Governo italiano.

Un mandato fiduciario tutt’ora in vigore che vincola l’amministratore al rispetto del Trattato di Pace garantendone l’effettiva esecuzione anche ai fini della tutela della popolazione amministrata. I cittadini di Trieste devono essere quindi governati nel rispetto dei loro diritti stabiliti inequivocabilmente nel Trattato di Pace, e non assoggettati allo Stato italiano ed alle sue leggi, qui inapplicabili. Ed ora il Memorandum di Londra con le sue verità nascoste è depositato in un fascicolo processuale dopo essere stato tradotto dalla versione ufficiale inglese (clicca qui per scaricare la traduzione). Un documento pesante diventato ora prova di accusa determinante contro chi ha cancellato i diritti di Trieste e dei suoi cittadini per sessanta lunghi anni.
L’udienza del 17 luglio è stata movimentata dal comportamento dell’autorità giudiziaria italiana che non aveva comunicato preventivamente il rinvio già deciso. Il Movimento Trieste Libera ha organizzato quindi un a manifestazione davanti al tribunale a cui hanno preso parte centinaia di persone che poi hanno voluto assistere all’udienza.  Ma il giudice Massimo Tommasini, messo in sostituzione del giudice Piero Leanza, a sua volta sostituto del giudice Paolo Vascotto (a cui è stato sottratto il processo dopo la sua decisione di iniziare la valutazione del difetto di giurisdizione), senza alcuna motivazione ha rinviato l’udienza di 45 minuti. Per comunicare poi il rinvio di ben sei mesi del processo  scatenando così le reazioni indignate dei cittadini in attesa da due ore davanti al palazzo di giustizia. Un coro di “vergogna” e di “Trieste Libera” si è così alzato nei confronti degli arroganti rappresentanti dell’autorità giudiziaria italiana. Che cercano di sfuggire alla legalità  intimidendo i cittadini di Trieste.
In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it
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4 Comments

  1. Massimo says:

    mi sembra che l’articolo, pur riportando notizie esatte abbia un po’ troppo dipinto i toni!
    siamo tutti d’accordo che abbiamo le tasche piene (anzi vuote) di pagare le tasse italiane, ma non tiriamo in ballo frasi del tipo “chi ha cancellato i diritti di Trieste e dei suoi cittadini per sessanta lunghi anni.” Queste sono emerite BALLE! perchè negli anni “che furono” fino agli anni novanta i triestini e TLTllini stavano benone e facevamo la bella vita per cui nessuno dei cittadini aveva la ben che minima intenzione di lasciare l’Italia. Per cui evitiamo fesserie, non è che qualcuno ha cancellato i nostri diritti, semplicemente a nessuno di noi fregava nulla. E difatti nei decenni passati il discorso TLT è venuto fuori più volte ma la gente rispondeva “perchè dovremmo se stiamo benone!”. E’ adesso che non abbiamo più soldi che vogliamo andarcene noi da questo stato ladro! E su questo condivido pienamente!

    Ma ricordiamoci che se arriva il TLT molti di noi cittadini dovranno andarsene perchè verranno buttati fuori come prevede il trattato (es. chi lavora presso le forze armate dovrà andarsene da casa sua) e molti altri non hanno diritto a ricevere la cittadinanza “direttamente” per cui dovranno fare domanda all’assemblea provvisoria e c’è il rischio di vedersi “buttati fuori da casa propria”.
    Chi ha appena fatto un muto per comperarsi casa cosa farà? ci abbiamo pensato?
    Io ho qualche dubbio in merito, ma ognuno la pensa come crede!

  2. Dan says:

    Se le cose vanno avanti così per il 22 gennaio sarà successo qualcosa che prendono ufficialmente il trattato di londra e lo useranno per asciugare il culetto al nuovo pupo reale.

    Si spera che quel malaugurato giorno i Triestini passino dalle parole ai fatti

  3. Salice triestino says:

    Mah, Lubiana è molto meno lontana di Roma, non solo come distanza fisica, ma anche culturalmente, e rientra comunque in quell’area centroeuropea, naturale retroterra di Trieste, e con la quale Trieste ha convissuto per secoli all’interno dei territori legati alla Casa d’Austria.

    Un Territorio Libero integrale come fu previsto dalle Nazioni Unite sarebbe una cosa molto bella, ma purtroppo nel 1991-2 Slovenia e Croazia sono state riconosciute internazionalmente nei loro confini attuali, per cui secondo me non c’è più niente da fare, o quasi, per la zona B.

    Che Lubiana sia contraria, così come Roma, questo non può stupire. Con un TLT integrale alla Slovenia verrebbe precluso il mare, perdendo l’unico porto nel quale hanno investito molto.
    Comunque se i cittadini di quella zona volessero riattivare il TLT, ben venga, ma noi occupiamoci prima di tutto alla zona A, che è quella che conta ed è quella che giuridicamente non è stata compromessa a livello internazionale. Poi per la B si vedrà. Il TLT indipendente anche con la sola zona A avrà altri interlocutori su un livello molto diverso di adesso, e non avremo bisogno di alcun insensato contatto con Roma.

    Attenzione inoltre che secondo me alcuni infiltrati, al servizio dell’Italia, tentano di deviare le forze coinvolgendo la zona B, proprio per far naufragare tutto.

  4. @Paolo: nella Zona B del Territorio ci sono persone assai preparate e determinate (sai che funziona più la pratica che la dialettica, da quelle parti…), pienamente consapevoli delle possibilità di sviluppo di un Territorio Libero de ideoligizzato, dopo l’ apocalisse nazionalista dello scorso secolo; la palla è nel nostro campo (ex italiano, ex sloveno ed ex croato), siamo l’ unica entità statutaria al mondo pienamente riconosciuta dalle Nazioni Unite ma di cui sono all’ oscuro ancora troppi dei cittadini che ci vivono, da San Servolo si vedono assai bene Trieste e Koper, Lubiana e Roma sono lontanissime.

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