Trieste Libera, sfilano in trecento contro l’Italia

di ROBERTO GIURASTANTE

Erano in tanti, partiti all’alba da Trieste. Direzione Vienna, la capitale: la madre patria a cui i triestini si rivolgono per chiedere la fine dell’occupazione militare attuata dallo Stato italiano sulla Zona A del Territorio Libero di Trieste.

Almeno trecento manifestanti, dicono le fonti ufficiali. Non era mai accaduto. La manifestazione è stata organizzata da Trieste Libera e segue la recente messa in mora presentata al Governo italiano per la violazione del mandato internazionale di amministrazione fiduciaria ottenuto con il Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954.
Un mandato fiduciario che impegna il Governo italiano ad amministrare Trieste e la Zona A del Territorio Libero nel rispetto del Trattato di Pace del 1947. Assicurandone lo status giuridico di territorio indipendente al di fuori della sovranità dello Stato italiano.
Un mandato completamente disatteso dal Governo italiano che ha invece autorizzato ed agevolato l’annessione di fatto del Territorio Libero di Trieste da parte della Repubblica italiana. Annessione, estesa al Porto Libero Internazionale di Trieste, attuata con una brutale spoliazione dei beni del TLT e del PLT trasferiti di ufficio al demanio dello Stato occupante. In violazione del diritto internazionale e dell’ordinamento mondiale.
Trieste reclama ora i suoi diritti cancellati e chiama la sua “Madre naturale”, l’Austria, per ottenerne il rispetto. Sei secoli di storia riemergono prepotentemente dall’oblio dopo una feroce repressione nazionalistica.  Trieste NON E‘ ITALIA. Trieste è MITTELEUROPA. Trieste E’ LIBERA.
In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it
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12 Comments

  1. Pablo says:

    Pero’ io vorrei vedere i documenti, dove sta scritto che la sovranita’ della Slovenia e della Croazia e’ estesa anche al territorio che la Jugoslavia aveva in amministrazione fiduciaria, vorrei vedere la risoluzione Onu dove si dice esplicitamente che e’ abolito (o modificato) l’articolo 22 del Trattato di Pace. Se ben ricordo Slovenia e Croazia si erano dichiarati Stati successori della Jugoslavia nei Trattati Internazionali, quindi successori nel riguardo del Trattato di Pace, del Memorandum e anche di Osimo. E se il Trattato di Osimo non e’ pienamente riconosciuto come trattato all’Onu, mi sembra difficile che la sovranita’ di Slovenia e Croazia sia riconosciuta anche sulla Zona B. E qualora gli Stati, in modo superficiale, avessero fatto riferimento a Osimo e assegnato la Zona B a Slovenia e Croazia, be, e’ ora che pongano rimedio all’errore che hanno commesso dando la Zona B solo in amministrazione provvisoria. Il TLT va da Duino a Cittanova. La Jugoslavia amministrava la Zona B, due stati suoi sucessori non possono altro che amministrare. Tirino fuori i documenti, perche di balle ce ne stanno raccontano tante a partire dal 1954

  2. Giulio says:

    Se l’Italia non ha la sovranità sulla Zona A, la Slovenia ha la sovranità sulla zona B?

    • Salice triestino says:

      Era così per la Jugoslavia finche è esistita, ma dal momento che Slovenia e Croazia (entrambe hanno un pezzo di TLT) sono state riconosciute internazionalmente (1991-92) nei loro confini e con questi ammesse all’ONU, non è più così.
      Per l’Italia non c’è stato nulla dopo il Trattato di Pace del 1947, nel quale viene internazionalmente riconosciuto il TLT.
      Se la Padania si fosse staccata e fosse stata riconosciuta internazionalmente, la questione sarebbe chiusa anche per noi.

    • in zona B sta alla popolazione svegliarsi e pretendere i propri diritti, esattamente come sta avvenendo nella capitale…

      • Salice triestino says:

        Questo sicuramente, però è indubbio che la Zona B giuridicamente è entrata in sovranità di Slovenia e Croazia col riconoscimento internazionale che questi due Stati hanno ottenuto dopo il loro distacco dalla Jugoslavia, magari senza chiudere tutti gli spiragli per il ripristino totale del TLT, ma sicuramente alterando la situazione di omogeneità giuridica che prima aveva con la Zona A.

        Per cui se gli abitanti della Zona B volessero far parte del TLT, ne sarei ben lieto, ma loro, a differenza di noi abitanti della Zona A, che dobbiamo solamente esigere il ritorno alla legalità internazionale, devono per forza andare incontro ad un processo di secessione, che vedo molto difficile in entrambi i due Stati, pur trovandosi in una situazione un po’ diversa.

        Diversa nel senso che nella parte di Zona B in Croazia, forse si trova più interesse per il TLT, sia tra croati che tra italiani, inoltre la Croazia perderebbe un pezzo di terra irrisorio, considerando che domina comunque su gran parte della costa orientale adriatica.
        Mentre la vedo molto dura in Slovenia. Perderebbe l’unico tratto di costa che possiede, dove si trova anche il moderno porto di Capodistria, nel quale ha investito molti capitali, a differenza dell’Italia a Trieste. Inoltre l’interesse a far parte del TLT, per ora, è basso, non tanto per reale disinteresse, ma per non conoscenza della situazione.

  3. Dan says:

    Ma non erano 2/3 mila gli iscritti a TLT ? Perchè solo la decima parte s’è fatta vedere ?
    Per gli altri era più importante andare al mare ?
    Vittoria o sconfitta non sono traguardi che si raggiungono ma stati di partenza delle cose e soprattutto delle persone.

    • Ines says:

      @ Dan
      Non spare giudizi quando non sai le situazioni delle persone.
      In quanto a 2/3000 iscritti siamo molti di più.
      Per il resto non angustiarti, ma potresti informati, visto che ti piace giudicare allora fallo con cognizione di causa e non per frasi fatte che magari non sono farina del tuo saccoi.

    • La manifestazione si è tenuta a VIENNA.
      Una partecipazione di circa 400 persone è assolutamente strepitosa (e mai vista prima), altroché!

  4. Salice triestino says:

    Complimenti a tutti voi che c’eravate! Trieste è con voi!

  5. Ernesto Furioso says:

    Stato italiano inadempiente e bugiardo come da tradizione,ormai stà sui coglioni a un sacco di gente.
    Ancora un pò e si disintegrerà,poi faremo una grande festa.

    • Simone T. says:

      Sono d’accordo, le iniziative autonome sono molte e dilaganti, con la semplicità del songolo individuo nella massa
      Italia di sto passo va sempre più giù, inevitabile un cambiamento, se prima non invertono la rotta immediatamente, cosa impossivile.
      Un augurio alla prosperità e lieto fine del vostro percorso.
      Simone – Vicenza

      • stefano says:

        simone, grazie per le tue parole. volevo solo precisare che queste iniziative, nonostante si voglia farle passare per indipendentiste/irredentiste,in realtà sono solo la richiesta (supportata giuridicamente) di ripristino della legalità nel territorio di Trieste come da accordi internazionali (firmati e riconosciuti da 19 paesi del mondo) e mai modificati

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