Trieste Pro Patria e socialisti opposti a Trieste Libera

di ROBERTO GIURASTANTE

Il 15 settembre è l’anniversario della nascita del Territorio Libero di Trieste. Un evento importante che il Movimento Trieste Libera ha deciso di celebrare ufficialmente. Si tratta di un appuntamento atteso. Dopo decenni di oblio i cittadini di Trieste e del Territorio Libero hanno finalmente alzato la testa, reagendo con le armi della legalità all’occupazione del loro piccolo Stato da parte dei Paesi confinanti. La manifestazione è stata annunciata da tempo per unire i tanti concittadini dispersi nel mondo. Una manifestazione pacifica per affermare l’orgoglio del TLT e di essere cittadini di una terra “libera”.

La manifestazione che si terrà a Trieste, capitale del TLT, è ovviamente mal tollerata dalle autorità italiane. L’Italia infatti, pur essendo solo amministratrice provvisoria della Zona A del TLT l’ha annessa di fatto imponendovi il proprio ordinamento giuridico, istituzionale, fiscale e militare, comprimendo pesantemente i diritti dei cittadini ed imponendo la cittadinanza italiana senza esercizio del diritto di autodeterminazione.

Di fronte all’esercizio legittimo dei propri diritti da parte di migliaia di persone unite nel nome della libertà, l’Italia ha fino ad ora reagito con metodi “dissuasivi” tipici dei regimi autoritari. Con un limite che è determinato puramente dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea, già attivata dai ribelli triestini sulla “questione Trieste”.

Ma pur potendo contare sul controllo degli organi di informazione, impiegati in una massiccia azione di denigrazione contro il Movimento dei cittadini del TLT, e su un’autorità giudiziaria dedicata sistematicamente alla disapplicazione della legalità internazionale nel territorio di Trieste, il risultato è quello di un consolidamento del fronte di opposizione popolare all’occupazione italiana. Giunge così la notizia che per cercare di intimorire i cittadini del TLT la Questura di Trieste avrebbe pure autorizzato una contromanifestazione nella giornata delle celebrazioni del TLT. “Il 15 settembre, anniversario dell’odioso diktat del 1947 che in spregio al tanto decantato principio di autodeterminazione dei pooli ha decretato l’olocausto delle genti di Istria, Fiume e Zara e l’accerchiamento di Trieste da confini iniqui, assurdi e antistorici…”.

Così si legge nel volantino del Comitato Trieste Pro Patria formato da movimenti dell’estrema destra italiana. Alla contromanifestazione ha aderito anche il Partito Socialista Italiano: unità destra-sinistra sulla “questione Trieste” nel nome del nazionalismo italiano.

Davvero singolare che i “patrioti” italiani abbiano deciso di celebrare l’italianità di Trieste nel giorno del “ricordo” caro ai tanti triestini che aspettano da sessantanni di essere finalmente liberati dal giogo italiano. Davvero singolare che chi è preposto a garantire l’ordine pubblico non si renda conto della miscela esplosiva che sta innescando.

In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it/

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22 Comments

  1. Mulon says:

    Ok l’ONU considera Trieste come parte integrante del territorio italiano chiusa la questione …fine dei giochi …

  2. Mulon says:

    Sig Lanza lotta Trst lo dirà a casa sua TRIESTE ho visto la manifestazione due calcoli li faccio cavatemi i fratelli sloveni ,la minoranza , gli indipendenti veneti quanti rimangono? Poi praticamente tutta il TLT sarebbe quello ? Una mescolanza de popoli e lingue ? Pochini ….

  3. Per segnalare che una delegazione di BRESCIA PATRIA ha partecipato a Trst alla manifestazione del 15 settembre 2013 indetta dal movimento TRIESTE LIBERA.
    http://bresciapatria.wordpress.com/2013/09/17/liberiamo-trieste/

  4. Mulon says:

    Sig Jabba io quando rilasciò commenti non metto profilo di altri quindi ritengo la tua azione più da codardo che da persona civile non che mi frega tanto del tuo gesto quello che sono da privato sono fatti miei come sono fatto tuoi di essere uno che di nasconde dietro un anonimato e farti strada con levtue ideologie da terrorista a me mi conoscono e non ho problemi di metterci la faccia quando vuoi informati …

  5. Mulon says:

    Salice non dire cazzate Fascistoni pagai dai servizi segreti … Erano tutti italiani e contenti anche quelli del territorio libero di allora …voi non rappresentate NIENTE e seguite un profeta che vi sta prendendo in giro !!! È solo un squallido nonché patetico tentativo di persone NON ITALIANE per prendersi Trieste

    TRIESTE e ITALIANA
    SENZA SE SENZA MA !!!

    • Salice triestino says:

      Mulon dice: “patetico tentaivo di persone NON ITALIANE per prendersi Trieste”

      Altro che persone non italiane, attualmente sono le persone che vengono dall’Italia, a comandare qui, a dirci qual è la nostra storia e a che paese dobbiamo obbedire ed appartenere.

      Ci siamo stufati, l’avete capito? E chi vuole riprendersi Trieste sono solo che i Triestini che non ne possono più di voi e delle vostre malefatte, del vostro nazionalismo, delle vostre imposizioni illegali nel TLT.

      • mulon says:

        pensa per te che non sei triestina….

        • Salice triestino says:

          E che ne sai tu? Ci conosciamo forse? Io per fortuna non ti conosco!

          Come fai a dare per scontato che non sono triestinA? Secondo te sono anche femmina? Può essere, io non te lo dico, ma triestino/a lo sono eccome!

          Se te vol proseguimo in triestin, anca se mi no ghe tenio propio, tanto te disi solo monade che nianca un fioluz rivasi a dir.

  6. Sergio says:

    X Filippo 83.
    Pienamente favorevole all’ area lombardia , veneto , tirolo , trieste , trentino e friuli .
    Ma viste le ultime elezioni con l’avanzata dei partiti di sinistra in molte grosse citta’ del nord-est , non cambiera’nulla

  7. mulon says:

    falsi come falso e il suo profeta svegliatevi
    TRIESTE PRO PATRIA e APOLITICA
    per questo tuttti i partiti vengono da noi
    il ns credo e solo la bandiera niente destra niente sinistra

    • JabbaJabba says:

      Giurastante non è un falso profeta,quello che sostiene è legale,siamo ben svegli e consci della realtà che ci è stata lasciata in eredità dalle vecchie generazioni che hanno subito,il vostro “movimento” non è(con l’accento) apolitico ma fascista (quindi,triste a dirlo,strettamente legato alla natura dello stato stesso),i partiti italiani anche se in cuor suo vi appoggeranno non lo faranno mai ufficialmente perchè altro non siete che ultras calcistici,naziskin e picchiatori e se il vostro credo è la bandiera,cioè il mantenimento dello status quo… …vuol dire che vi foraggiano bene o che avete le idee poco chiare.
      Molto triste pensare che l’Italia abbia bisogno di cose del genere per difendere la sua “sovranità”.

    • marco says:

      infatti abbiamo visto quanti eravate…

  8. Wop says:

    Da Wikipedia:
    “La Rivolta di Trieste è la definizione data ai moti triestini del novembre 1953, che vennero duramente repressi dal British Army, agli ordini del generale britannico Thomas Willoughby Winterton. La causa principale della rivolta era il Trattato di pace del 1947 e l’insicurezza della popolazione sul futuro della città e sul possibile passaggio alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, come già era successo a Pola dove il 10 febbraio 1947 l’irredentista Maria Pasquinelli, a seguito della cessione della città di Pola alla Jugoslavia, aveva sparato, uccidendolo, al generale W. De Winton, massima autorità alleata.Un’altra causa della protesta era che il governo alleato guidato da Thomas Willoughby Winterton aveva rimosso il tricolore dal municipio di Trieste per la festa della vittoria del 4 novembre. INOLTRE I MANIFESTANTI CHIEDEVANO CHE IL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE PASSASSE ALL’ITALIA”

    • Salice triestino says:

      Ma quale rivolta popolare! Furono disordini pagati dai servizi segreti italiani! Ormai è noto, si sono aperti gli archivi e questo si sa con certezza.
      I “manifestanti” del ’53 erano null’altro che dei fascistoni ai quali si aggiungevano irredentisti e gente pagata.

    • Sandi Stark says:

      Invece i disordini accadero per motivi politici. Che il TLT sarebbe passato all’Italia era già cosa certa, gli accordi internazionali parlano chiaro. Il grosso problema per l’Italia, è che si sarebbe trovata una città indipendentista, perchè nelle elezioni del 1952 la somma di tutte le formazioni “anti italiane” aveva quasi fatto pari, nonostante i brogli elettorali che avevano privato molti cittadini del diritto di voto e la concessione del voto ai cittadini italiani immigrati dall’Istria, che non avrebbero potuto votare se il Trattato di Pace fosse stato applicato.

      Non a caso seguì il Secondo Esodo triestino, con un numero stimato di circa 30 mila cittadini indotti ad emigrare prevalentemente in Austrialia. E con la città colonizzata dagli esuli, che ricompensavano con il voto la DC ed il MSI, per ricambiare il favore della casa popolare, del lavoro assicurato e diverse altre concessioni che per molti di loro equivaleva ad una notevole crescita sociale rispetto a prima dell’immigrazione. Sicuro, qualcuno di loro morì di freddo nei campi profughi, tanti soffrirono ed i pochi “possidenti” ci avevano rimesso, ma la responsabilità del loro esodo non era certo colpa dei triestini che pagarono per tutti.

  9. La destra triestina non può che essere un mix di immigrati italiani che spaventati dall’imminente separazione si sentano strappare la terra da sotto i piedi, questa paura è comprensibile. La destra che da sempre, profondamente tradizionalista e nazionalista, non si rende conto che l’esperienza italiana, sebbene ancora presente, rappresenta solamente una virgola temporale rispetto alla storia del territorio? Dovrebbero difendere a spada tratta Trieste e il suo glorioso passato. La responsabilità dell’esperienza storica ricade, per ovvi motivi, sui presenti, non lasciamo che gli errori attuali diventino la falce che stroncherà il futuro dei nostri figli.

  10. kagi says:

    Salve vi seguo da molto tempo e ritengo le vostre idee molto interessanti. Penso che l’Italia non abbia mai avuto l’intenzione di sviluppare il nostro territorio anzi. Dopo aver trasferito gran parte delle attività economiche redditizie in altri luoghi, l’amministrazione italiana ha riempito i vuoti con l’assistenzialismo statale che man mano ci sta togliendo senza compensarlo con adeguati investimenti e lasciandoci in braghe di tela. Non parliamo poi del “matrimonio” forzato ed innaturale con il Friuli che ci ha dato il colpo di grazia.

    Mi rimangono tuttavia alcuni dubbi sui quali vorrei confrontarmi con voi:

    1) quale interesse avrebbe secondo voi l’Onu a modificare l’irregolare status quo, confermando l’indipendenza di Trieste in base al trattato di pace, tenuto conto della mutata situazione geopolitica? Ormai non esistono più i due blocchi contrapposti ed uno stato cuscinetto non ha più il senso che poteva avere durante la guerra fredda.

    2) Sarebbe disposta la comunità europea ed internazionale ad “inimicarsi” l’Italia e la Slovenia che sarebbero le nazioni più danneggiate dal TLT a pieno regime?

    3) Facendo riferimento all’interrogazione dell’europarlamentare Matera Barbara http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2013-006306+0+DOC+XML+V0//IT possiamo già intuire gli sgambetti che “la madre patria” ci farebbe nel caso dovessimo veramente diventare indipendenti; se, con la complicità europea, Trieste venisse economicamente isolata estendendo, per esempio, parte delle nostre agevolazioni anche agli altri porti adriatici italiani, sloveni e croati, il nostro potenziale appeal ad attirare traffici ed investimenti verrebbe a mancare o comunque diminuirebbe drasticamente.

    Qual’è la vostra opinione al riguardo? Grazie

    • Shlomo says:

      Il punto è proprio questo. Ammesso che sia praticabile raccogliere 50-60.000 firme da mandare all’ONU (sappiamo che tanta gente non vuole l’Italia ma tanta di questa gente non vuole compromettersi, per paura di perdere il lavoro o la pensione), A Trieste, parliamoci chiaro, tranne i discendenti degli immigrati “italiani”, tutti gli antenati dei triestini attuali hanno vestito la Feldgrau nella Prima Guerra Mondiale, istriani compresi. Chi sarebbe lo stato sponsor del materiale distacco di Trieste dalla penisola?Gli Stati Uniti?La Germania-Baviera?O l’Austria che non conta un fico secco a livello diplomatico (basti pensare alla raccolta di 20.000 firme in Sudtirol, pardon Trentino-A.A. per la doppia cittadinanza e ha bastato una protesta di Frattini per un rapido dietrofront austriaco.) A meno che non sbarchi la VI Flotta è difficile immaginare un distacco consensuale e pacifico come tra Cechia e Slovacchia. Trieste è una miniera d’oro a cielo aperto volutamente mai sfruttata appieno in 100 anni di storia italiana per non indebolire i porti e città limitrofe. Ci sono delle rendite di posizione altissime (leggi depositi bancari) che hanno sempre fatto gola e ne faranno in futuro (introiti fiscali sicuri). Ci rendiamo conto cosa vorrebbe dire veramente Porto Franco a Trieste? La Singapore del Mediterraneo e quindi collassare l’economia portuale italiana. La gente farebbe a pugni per imbarcare a Trieste e non ci sarebbero mani per lavorare e allora sì che ci sarebbe la famosa calata degli slavi tanto temuta e le case sfitte come d’incanto diverrebbero abitabili e allora sì che Trieste diverrebbe quella città di 500.000 abitanti sognata da Illy.

      • Filippo83 says:

        E cosa dovrebbe dire Venezia, prima umiliata dagli austriaci (che puntavano su Trieste), e poi dagli italiani (che da sempre puntano su Genova)? Invece che puntare su chi vive a sud del Po e nella metropoli torinese, che beninteso avrá pure anche virtú civiche ed economiche, ma che almeno al 70% non ne vuol sapere di staccarsi dall’Italia; forse era meglio ricercare un’alleanza di veneti, lombardi, tirolesi e triestini.

        • Sandi Stark says:

          Signor Filippo, sa una cosa che ci hanno insegnato gli austriaci? Che i porti si costruiscono dove ci sono:

          – le linee più brevi sulle direttrici internazionali

          – alti fondali e condizioni orografiche favorevoli

          – fattori strategici atti alla difesa da eventuali aggressioni.

          Invece gli italiani pensano che ogni cittadina costiera debba avere un porto, che questo debba fare concorrenza a tutti gli altri e che si costruiscono porti ovunque compresa Gioia Tauro della rurale e montuosa Calabria e su isole artificiali come il prossimo porto di Venezia. Fregandosene dei costi degli scavi, delle palificazioni, dei dragaggi, dei collegamenti e dell’entroterra.

          Sappiamo benissimo che la rivoluzione del 1848 di Venezia era fondata più sulla rivalità con il porto di Trieste che per altri motivi. Infatti i nostri cittadini rispondevano ai vostri che potevano fare quello che volevano, ma che loro stavano più che bene con l’Austria.

          E sappiamo cosa fece il Conte Volpi quando si fece realizzare finalmente il Porto di Marghera dagli italiani, ci ricordiamo ancora quando ci rubò delle modernissime gru per attrezzarlo nel 1919. Ricordiamo anche che da un giorno all’altro, ossia prima e dopo la 1° Guerra Mondiale, il nostro porto divenne deserto. E le navi iniziarono a fare il periplo dell’Europa, con il boom dagli anni ’60 in poi, quando espose il traffico Container.

          Ma sappiamo anche che i nostri più illuminati economisti dicevano che Trieste sarebbe morta sotto l’Italia, fin dalla metà del 1800.

          Tanti sostengono la teoria che Trieste fu conquistata per eliminare la concorrenza ai porti italiani. Forse la concorrenza portuale no, perchè il traffico di Trieste è internazionale, ma la concorrenza della cantiersitica e del “sistema integrato navale, finanziario ed industriale”, quella si, certamente. Con i favori del del “Porto Franco” e della mancanza di tasse che avrebbe agevolato le nuove industrie negli anni ’50 poi… Dio ci scampi. E di questo atteggiamento italiano, esiste documentazione ufficiale.

          Il sottoscritto pensa anche che in Italia si fanno ampliamenti portuali non dove servono, ma dove ci sono voti e contropartite mafiose in tangenti.

          Vera una, l’altra o tutte le varie ipotesi, mi creda che gli eredi dei triestini originali prima delle pulizie etniche itlaiane, sono concordi nel pensare che l’Italia è la più grande maledizione della città.

          E benedicono il 30 settembre del 1382, quando la città fece atto di dedizione all’Austria per sottrarsi alle angherie veneziane. Altrimenti la città non esisterebbe, ci sarebbe forse un paesino non più grande di Caorle.

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