Trieste Libera, il 9 ottobre al Tar il ricorso contro le elezioni italiane

di ROBERTO GIURASTANTE

Mercoledì 9 ottobre alle ore 10 al T.A.R. del Friuli Venezia Giulia approda il ricorso di cinquantasette cittadini di Trieste che chiedono l’annullamento delle ultime elezioni regionali in quanto in violazione del diritto internazionale e nonostante la denuncia presentata da centinaia di triestini direttamente ai seggi in occasione dello svolgimento forzato delle stesse il 21 aprile 2013.

Più di 1.000 triestini presentandosi ai seggi quali cittadini del Territorio Libero avevano dichiarato di non potere votare alle elezioni regionali per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia poiché la Zona A del Territorio Libero di Trieste, e precisamente i suoi Comuni di Trieste, Muggia, Duino-Aurisina/Devin Nabrežina, Sgonico-Zgonik. Monrupino-Repentabor e S.Dorligo-Dolina vi risultava aggregata alle province italiane di Udine, Pordenone e Gorizia in violazione del Trattato di Pace del 1947, del mandato amministrativo provvisorio internazionale ottenuto dal Governo italiano con il Memorandum di Londra del 1954, e chiedevano che in base all’articolo 21 comma 3 del Trattato di Pace venisse loro garantito il diritto ad esercitare il voto per legittimi organi rappresentativi del Territorio Libero, tra i quali non rientra e non può rientrare un’amministrazione regionale dello Stato italiano, qual’è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in quanto a ciò non espressamente né legittimamente delegata.

Tale richiesta per il “ripristino” della legalità è rimasta senza risposta da parte del Governo italiano investito quale amministratore provvisorio fiduciario della questione. Di conseguenza i cittadini di Trieste si sono mossi avviando il ricorso al TAR e citando in giudizio lo stesso Governo italiano inadempiente. Che tramite il proprio avvocato di Stato costituendosi ha già dichiarato di non riconoscere più la validità del Memorandum di Londra del 1954, e di considerare quindi Trieste ed il suo Porto Internazionale come territorio sotto la sua sovranità. Ed ora la parola ai giudici del TAR. Per quella che si annuncia fin dall’inizio come una causa con inevitabili risvolti internazionali.

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One Comment

  1. pierino says:

    il tar potrà solo confermare le ‘eresie’ dell avvocato di stato italiano. a qual punto cosa (e se) risponderà l onu ?
    gli altri stati conivolti nel tratato di pace , sono stati tirati in mezzo?

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