Trieste Libera: gli italiani vogliono soffocare il porto

di ROBERTO GIURASTANTE

La prova generale si è avuta il 18 novembre con il “discusso” voto del Consiglio provinciale. L’approvazione del nuovo P.R.P. del porto di Trieste aveva trovato per la prima volta la rigorosa e concreta opposizione di un Consigliere provinciale, Fabio Longo, che ne contestava l’adottabilità in quanto strumento urbanistico della Repubblica Italiana in contrasto con il Trattato di Pace del 1947 che determina lo status giuridico immodificabile del Porto Franco di Trieste quale area “al di fuori della giurisdizione di ogni Stato”.

Fabio Longo per la sua legittima azione legalitaria a difesa degli interessi di Trieste e del suo porto era stato immediatamente isolato e contro di lui era stato avviato un procedimento di espulsione da parte del suo stesso partito (Italia dei Valori).

Dopo questa prima dimostrazione di forza contro legge lo stesso P.R.P. è approdato al Consiglio Comunale di Trieste, dove di politici disposti a seguire le orme del coraggioso Fabio Longo per schierarsi dalla parte del Diritto e dei cittadini non si è vista nemmeno l’ombra. Ed ecco così che il 2 dicembre un Consiglio Comunale arroccato a difesa delle posizioni della partitocrazia triestina svenduta a Roma ha votato – pur essendo incompetente in materia – all’unanimità a favore di uno strumento urbanistico italiano viziato comunque da nullità assoluta.

Il segnale è chiaramente e squisitamente politico, ma non può essere dimenticato dai cittadini del Territorio Libero che lottano per la legalità. Questi 38 consiglieri comunali sono anch’essi triestini ma schierati a difesa dell’italianità di Trieste, e quindi dell’occupazione abusiva attuata in violazione dell’ordinamento internazionale dalla Repubblica italiana.

Un’occupazione per nulla indolore attuata predando il patrimonio pubblico del territorio amministrato, imponendo tasse e balzelli non dovuti, impoverendo i cittadini obbligandoli ad emigrazioni forzate, e devastandone l’ambiente a furia di discariche e con ogni sorta di inquinamento. Di questa politica pluridecennale di spoliazione/distruzione del bene pubblico e di soppressione dei diritti del popolo occupato, fa parte anche l’ultimo attacco contro il Porto Internazionale di Trieste. Che le autorità italiane vorrebbero definitivamente dismettere forzandone una impossibile conversione urbanistica nella parte settentrionale previa eliminazione dei preziosi punti franchi, che da soli rappresentano un vera miniera d’oro inesauribile di cui non è mai stato effettivamente consentito l’utilizzo dall’Italia per non danneggiare i traffici dei propri porti.

La politica italiana per Trieste è chiara: soffocarne il porto (pericoloso avversario per quelli italiani) e consegnare definitivamente la città alle mafie internazionali. Ed è in questo progetto ad ampio respiro portato avanti negli ultimi sessanta anni grazie alla collaborazione di schiere di servili politici triestini al soldo del Paese occupante che deve essere inserita anche l’ultima performance anti Porto della casta della partitocrazia all’ombra del colle di San Giusto: tutti insieme, appassionatamente. Contro il proprio popolo.

L’8 DICEMBRE MANIFESTAZIONE PER IL PORTO LIBERO DI TRIESTE

*In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it

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2 Comments

  1. Salice triestino says:

    Anche Letta si sta adeguando agli obblighi internazionali: http://www.youtube.com/watch?v=5nbkPFi1ToA

  2. corrado says:

    A nome di Brescia Patria piena solidarieta’ a tutti i Triestini che stanno lottando per cacciare l’abusivo occupante italiano.
    La vostra lotta e’ sacrosanta, niente ha piu’ valore della propria autodeterminazione e della propria Liberta’.
    Trieste Libera!

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