Trieste Libera: “Attacchi della stampa di regime a chi non si allinea”

di ROBERTO GIURASTANTE

L’accusa parte da due giornalisti del quotidiano Il Piccolo e di cui l’ordine dei giornalisti non vuole rendere pubblico il nome. La “Voce di Trieste” avrebbe attaccato i due giornalisti anche a livello personale. Ed in questa azione il giornale “troppo indipendente” si sarebbe associato al movimento Trieste Libera. La “gravissima” aggressione contro la “libera stampa di regime” ha trovato l’immediato appoggio del sindacato dei giornalisti uscito con un comunicato inequivocabile: «Il Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti ha esaminato, nella sua ultima riunione, gli esposti presentati da due colleghi del quotidiano Il Piccolo, in merito agli attacchi, anche di carattere personale, subiti nelle scorse settimane da parte del periodico “La Voce di Trieste”, nella versione cartacea e on-line, e sui profili del social network Facebook riconducibili al movimento Trieste Libera. Il Consiglio ritiene che gli esposti, considerato il materiale a supporto presentato, abbiano fondamento e ha quindi trasmesso gli atti al Consiglio di Disciplina dell’Ordine, esprimendo nel contempo, insieme all’Assostampa del Friuli Venezia Giulia, piena solidarietà ai colleghi oggetto di ingiustificabili espressioni lesive della loro professionalità e onorabilità».

La realtà è naturalmente tutta al rovescio. Il Piccolo è tra i principali responsabili di quella macchina del fango mossa contro il movimento Trieste Libera in associazione con la maggioranza degli organi di informazione presenti a Trieste. E certamente i due “anonimi” giornalisti ne sono tra gli autori. Come confermato dalla loro stessa denuncia.

Un vero linciaggio pubblico nei confronti di un movimento che si batte per quella legalità violata dallo Stato italiano illegittimo occupatore del Territorio Libero di Trieste. Una aggressione mediatica terroristica di stampo fascista fatta di notizie false e tendenziose e con minacce dirette di privazione dei diritti fondamentali e della stessa libertà a tutti coloro che si riconoscono nelle richieste di giustizia e legalità sostenute da Trieste Libera.

Solo un giornale ha preso le difese dei cittadini aggrediti dalla macchina della propaganda di Stato: La Voce di Trieste con il suo coraggioso direttore Paolo G. Parovel. E questa isola di legalità della libera informazione è diventata immediato bersaglio dei servitori dei “poteri forti” che non possono permettere che la verità si propaghi. Non è facile sostenere sulle proprie spalle i diritti di tanti. Che poi magari nemmeno riconoscono il tuo sacrificio. Lo so per esperienza diretta. Chi decide di esporsi lo fa sapendo i rischi che corre, e in un certo senso ha già superato la “paura”. Ma se l’esempio di questi pochi non viene seguito e non porta altre persone oltre la paura non produrrà frutti.

In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it

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7 Comments

  1. Roby says:

    Le robe anonime sono un classico taian.

  2. massima solidarietà a Trieste Libera da BRESCIA PATRIA.

  3. maverick1 says:

    il Trattato del 1945 che istituì Triste territorio libero fu dismesso nel 1975 dove si ratificò che Triste rimaneva italiana, mentre l’Istria e l’Isonzo passavano alla Jugoslavia (cioè la Slovenia). Basta piagnucolare

    • jabba says:

      Conosco un trattato di pace del 1947(non 1945) ancora in vigore,conosco Trieste(non Triste),non esiste alcuna regione di nome Isonzo(esisteva la Contea di Gorizia o Friuli orientale),Osimo fu un accordo di buon vicinato che non dismise nulla,l’Istria è in gran parte croata,nessuno piagnucola e BASTA TROLL!!!

    • Salice triestino says:

      maverick1, è queso il modo i cui conosci la storia? Patetico e grossolano! Giuste le rettifiche di jabba.

  4. renato says:

    C’era da aspettarselo. Quelli sono dei marpioni. La prostituzione è, notoriamente, la più vecchia delle professioni. Voi non dovete lasciarvi intrappolare nelle loro ragnatele. Dedicate invece più tempo ad allargare la base del movimento, a fare più proseliti tra i triestini dormienti, I numeri hanno sempre la loro importanza. Pur riconoscendo la validità dei principi, quando verrà il momento della riscossa potrete contare su una massa critica maggiore, rafforzata anche dal sostegno di altri movimenti indipendentisti. C’è un inglese che non avrebbe mai partecipato ai pasticci/delitti del dopoguerra: fu Tomas Paine, pace all’anima sua, che scrisse “To be free it is sufficient that he wills”. Chi vi ostacola sono omm’ ‘e niente.

  5. luigi bandiera says:

    Gli stati non possono essere democratici. Pena la disgregazione degli stessi.

    Pero’ hanno scritto e firmato certi trattati ma pare che siano stati scritti PER GLI ALTRI e non per loro.

    Perseguiteranno tutti coloro i quali tenteranno la giusta AUTODETERMINAZIONE. L’EVASIONE.

    Poi per quanto riguarda i trattati internazionali, meglio soprassedere: non sono rispettati se a loro fa comodo non rispettarli.

    A questo punto diventa una azione di forza.

    Per avere i DIRITTI INALIENABILI e di AUTODETERMINAZIONE ci vuole peso, molto peso politico. O militare.

    Il mondo e’ in mano a pochi e se non lo vediamo e se non ci badiamo a nulla, vivremo felici e contenti. E’ come essere in un penitenziario, per esempio ad ALKATRAZ. Ti comporti bene..? Nessuna rogna avrai.

    Era meglio quando si stava peggio o no..??

    C’e’ troppo stato in questi stati demokratici.

    continua

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