Trieste Libera denuncia: “Siamo attaccati dalla magistratura”

di ROBERTO GIURASTANTE

L’udienza del 17 luglio 2013 nella quale doveva essere discussa la validità del Memorandum di Londra che definisce l’attuale amministrazione civile provvisoria della Zona A del Territorio Libero di Trieste ha avuto quale spiacevole conseguenza un duro attacco del Presidente della  sezione penale del tribunale di Trieste, Filippo Gulotta, contro il Movimento Trieste Libera ed i cittadini che hanno presenziato all’udienza.

Il motivo sono le contestazioni spontanee da parte dei cittadini nei confronti del giudice Massimo Tomassini che sostituendo il giudice titolare (Leanza), che a sua volta aveva sostituito il giudice originario Paolo Vascotto, trasferito di ufficio dopo avere autorizzato la traduzione dall’inglese dello “scottante” Memorandum di Londra, aveva prima rinviato l’udienza (senza motivazioni), per poi all’avvio della stessa dichiarare il rinvio d’ufficio della causa di ben sei mesi (22.01.2014). I numerosi cittadini presenti in aula in rappresentanza delle centinaia che stavano manifestando davanti al tribunale si sono con ciò sentiti presi in giro una volta di più dalla giustizia italiana. Che da un anno e mezzo sta respingendo senza motivazioni e con tattiche dilatorie, come questa, ogni legittima richiesta presentata dai triestini per il ripristino del loro tribunale, quello del TLT, secondo quanto disposto proprio dal Memorandum di Londra del 1954.
Da qui la protesta verbale con cori nei confronti dell’intera autorità giudiziaria italiana che sta occupando al di fuori della propria giurisdizione il tribunale di Trieste. La reazione del giudice Tomassini è stata poi tale da far montare ulteriormente la prima e spontanea reazione dei cittadini sentitisi provocati. Il giudice – senza nemmeno cercare di sedare gli animi – ha chiesto l’intervento dei carabinieri per identificare le persone che protestavano, e si è messo personalmente a riprenderle.
La successiva presa di posizione del presidente del tribunale penale ha inasprito ulteriormente i livelli dello scontro. Gulotta con toni ultimativi ha dichiarato alla servile stampa locale, rappresentata dal quotidiano Il Piccolo, che la misura è colma chiedendo l’intervento delle forze di polizia a difesa del regolare svolgimento delle udienze e contro i cittadini che identificandosi in Trieste Libera chiedono il rispetto dei propri diritti all’autorità giudiziaria.
Gulotta ha pure richiesto l’avvio di azioni penali contro i cittadini presenti all’udienza del 17 luglio, e provvedimenti disciplinari all’ordine degli avvocati nei confronti dell’avvocato Longo, difensore della parte civile, che era intervenuto in udienza  criticando l’operato del giudice Tomassini, che a suo giudizio aveva innescato la reazione delle persone presenti in aula.
Un atteggiamento autocratico quello del presidente del tribunale penale, che dimostra molto chiaramente quanto la situazione sia ormai fuori controllo negli ambienti della giustizia italiana operanti a Trieste. Come denunciato da Trieste Libera al Governo italiano quale amministratore temporaneo della Zona A del TLT e alle Nazioni Unite, “i comportamenti di tali magistrati  e di altri rappresentanti di autorità italiane sono inaccettabili e fanno parte di un’azione di provocazione insistita che sta portando ad un inasprimento della situazione, con rischio sempre più elevato di disordini”. La presenza nel TLT di funzionari dello Stato italiano che agiscono in violazione del mandato fiduciario attribuito al Governo italiano contro i cittadini del territorio amministrato sta generando una situazione esplosiva. E proprio il presidente del tribunale penale Filippo Gulotta ne è tra i principali e diretti responsabili. Prima ancora di esternare pubblicamente il suo astio nei confronti dei triestini non ancora soggiogati dallo Stato italiano, aveva potuto dimostrare cosa egli intende per applicazione della legge e rispetto dei diritti universali.
Quale presidente di collegio in un procedimento penale in cui era stato sollevato il difetto di giurisdizione da parte dell’imputato che si era appellato al Trattato di Pace in vigore depositandolo agli atti, Gulotta aveva rigettato senza sentenza l’eccezione dichiarando che:“…l’eccezione di difetto di giurisdizione è all’evidenza priva di qualsiasi fondamento giuridico e che conseguentemente è manifestamente infondata l’eccezione di anticostituzionalità della normativa istitutiva delle circoscrizioni giudiziarie, onde non sussiste alcuna nullità relativamente all’esercizio della azione penale da parte del PM… Ritenuto che il difetto di giurisdizione va dichiarato con sentenza ai sensi dell’art. 20 c.p.p. solo ove il tribunale ritenga di affermarlo, per questi motivi rigetta le eccezioni richieste di cui in premessa e ordina di procedere oltre.” (Rif.: procedimento 4175/09 R.G.N.R.)
Con questa decisione quale responsabile del tribunale Gulotta aveva chiaramente indicato ai suoi magistrati la strada da seguire nei confronti delle richieste dei cittadini di Trieste che si appellano alle leggi vigenti nel territorio amministrato dall’Italia. Una decisione contro legge che ha aperto la strada a tante altre simili e che hanno ingenerato e stanno ingenerando disordine sociale. Perché quando i cittadini si sentono defraudati di ogni loro diritto e spogliati dei loro beni dalle autorità di uno Stato che senza pudore agiscono dichiaratamente in violazione delle leggi, allora “la misura è davvero colma”. Come si fa infatti a dichiarare “priva di qualsiasi fondamento giuridico” una eccezione giurisdizionale la cui base giuridica è lo stesso Trattato di Pace del 1947 (allegato all’eccezione) in vigore per la Repubblica italiana che lo ha ratificato con la legge 3054 del 25.11.1952? Come si fa a rifiutarsi di rendere l’obbligatoria sentenza sul difetto di giurisdizione ai sensi dello stesso codice penale italiano (art. 20 c.p.p.) affermando che non è necessario farla visto che l’eccezione non viene accolta?
E che dire dell’atteggiamento in udienza dei magistrati? Sempre nel sopra riportato procedimento il PM (Pubblico Ministero) Montrone aveva deriso il ricorrente definendo sprezzantemente “folcloristica” e “nostalgica” l’eccezione giurisdizionale in quanto il Trattato di Pace è (secondo lui) una norma di diritto superata avendo più di 60 anni… Come dire che la Costituzione della Repubblica italiana è carta straccia perché è del 1948 (ovvero di un anno più “giovane” del Trattato di Pace)…
Ed è chiaro che le provocazioni e le intimidazioni continuate che si esprimono anche nella forma con i rigetti illegittimi decisi dai magistrati italiani, stanno portando ad una situazione sempre più conflittuale. Di cui non può essere certo fatto carico ai cittadini (ovvero le vittime) derisi, intimiditi, minacciati da una autorità giudiziaria che illegalmente occupa il Tribunale del Territorio Libero di Trieste.
In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it
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11 Comments

  1. fulvio says:

    L’ Italia è un paese civile e democratico e pluralista sta facendo l’ impossibile il disumano per aiutare popoli che scappano dalla guerra. Non si riesce a dare tutto a tanti ospiti inattesi ! Chi non sisente Italiano e non si trova bene in questa terra che dà la possibilità di vivere, altri paesi non te lo permettono e sono più rispettati !!!!!! Chi non si sente Italiano e ripudia la bandiera Italiana il Tricolore … ANDATEVENE nessuno vi tiene i confini sono aperti e nemmeno vi chiedono i documenti. Per tre denari svendete la vita di tutti merdosi fetecchioni ANDATEVENEEEEEEEEEEEE

  2. Simone T. says:

    Forza Trst!!
    Sono con voi, anche se solo moralmente.
    Lo stato itagliano ha sempre più paura, le notizie vengono nascoste sempre più, ma ormai siamo al limite e il tempo a loro disposizione è sempre meno.
    Le vostre conquiste fanno eco negli indipendentisti e nel mio caso danno sempre maggior sicurezza sulle vie inraprese, varie, ma che portano tutte all’unico obiettivo di rimettere in sesto e con buon senso l’amministrazione dei territori.

  3. mv1297 says:

    http://www.cognomix.it/mappe-dei-cognomi-italiani/GULOTTA
    http://www.cognomix.it/mappe-dei-cognomi-italiani/TOMASSINI
    http://www.cognomix.it/mappe-dei-cognomi-italiani/LEANZA
    http://www.cognomix.it/mappe-dei-cognomi-italiani/VASCOTTO

    Andate a vedervi le origini di quei quattro funzionari italiani menzionati nell’articolo. Guarda caso quello che è stato trasferito d’ufficio è friulano………. gli altri? Scopritelo da soli.

    Se questa non è dittatura!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Fratelli friulani, sarebbe ora che pensiate anche voi a come farvi indipendenti.

    Buon lavoro

  4. Dan says:

    Come ampiamente previsto lo stato abusivo italiano non riconoscerà mai con le buone il territorio libero di trieste così come il risultato di qualsiasi referendum per l’indipendenza, che si tratti di quello veneto, piuttosto che lombardo o sardo.

    Tutti coloro che mirano all’indipendenza devono prendere atto che trattando non arriveranno mai a niente.
    Servono azioni forti, serve la delegittimazione non teorica ma materiale con l’espulsione fisica dalle cariche di controllo di tutti i galoppini dell’invasore.

    Serve da parte di tutti i gruppi indipendentisti la presa di coscienza che è venuto il momento di coinvolgere la totalità della gente avviando azioni informative ad alta penetrazione sul territorio (leggasi volantinaggio e non solo) abbandonando quel manto elitario che spesso viene associato all’idea delle associazioni con le loro assemblee viste in qualche modo come chiuse ai più.

    Non ha senso continuare a perdere tempo organizzando convegni e cene, studiare carte bollate o fare altre scemenze sui generis: la parola d’ordine dev’essere coinvolgere la gente.

    Volantini chiari, capaci di esporre pochi ma semplici concetti di buon senso a difesa della gente del posto e dei loro interessi.
    Due persone parlano, si lamentano di qualcosa: intervenire all’interno del discorso e far capire da dove nasce la stortura, dall’occupazione, quindi esporre la cura.
    Chi non è d’accordo, chi non è convinto fargli gli auguri per quello che gli rimane prima che i parassiti romani pasteggeranno pure con quello.

    Trattandosi di una vera e propria separazione non ci si può riempire la bocca solo di slogan ma serve avere pronta un’organizzazione realmente capace di subentrare almeno fino al momento in cui viene creata una nuova e legittima assemblea costituente.
    Meno “Viva San Marco”, che fa tanto tifo calcistico, meno “facciamo come la svizzera” e si studi da subito un modello realmente applicabile sul territorio di riferimento.

    La gente comune ragiona secondo l’adagio “sai quello che molli ma non sai quello che trovi”. Questo frega sul nascere la stragrande maggioranza dei tentativi di cambiamento perchè non si è mai studiato a fondo come concretizzarli e non si può stare ad aspettare il famoso shock economico di casaleggio per far sbloccare la situazione: quel giorno potremmo essere diventati a tutti gli effetti una provincia di bruxelles e potrebbero essere sconvolte troppe cose per poter pensare allora di metterci una pezza.

  5. Ernesto Furioso says:

    Il paese di pulcinella.
    Non fatevi intimidire e andate nelle opportune sedi internazionali,tra l’altro l’italia farà l’ennesima figura di …….!.

    • Dan says:

      Le stesse che hanno dichiarato illegale la siae. Peccato che questa continui ad esistere ed a farsi mantenere.

      • Ernesto Furioso says:

        Se lo stato non rispetta le regole,perchè le devono rispettare i cittadini?.
        A questo punto gli anarchici hanno ragioni da vendere.

        • Dan says:

          Gli anarchici avrebbero avuto sempre ragione se avessero avuto il buon senso di non comportarsi come dei parassiti nei confronti di tutto e tutti.

  6. gigi ragagnin says:

    cosa vi aspettavate da un gulotta qualsiasi ?

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