Trieste, il prefetto blocca ancora una volta il Porto Franco

di ROBERTO GIURASTANTE

Alla fine è accaduto nuovamente. Nella lenta guerra di annientamento dichiarata dall’Italia contro Trieste non poteva mancare l’ulteriore attacco al suo porto. Con il solito decreto illegittimo (vedi foto in basso) che di anno in anno si rinnova il Commissario del Governo italiano in carica, prefetto Maria Adelaide Garufi, ha confermato la sospensione del punto franco del cosiddetto Porto Vecchio, ovvero nel Porto Nord di Trieste. Questo accade mentre il Governo italiano si sta prodigando per realizzare i punti franchi nel porto di Venezia. Una precisa strategia che porterebbe alla dismissione del Porto Internazionale di Trieste trasferendone di fatto, in violazione del diritto internazionale, le preziose zone franche al porto italiano concorrente. La morte del porto di Trieste significherebbe nuova vita per quello di Venezia, altrimenti destinato ad un ruolo secondario di fronte alla crescita dell’unico concorrente Adriatico.

Si tratta naturalmente di un colpo gravissimo portato alla sempre più precaria economia triestina che si appresta a celebrare un altro anno durissimo sul fronte occupazionale. Altre migliaia di posti di lavoro stanno per saltare, mentre le amministrazioni locali anziché schierarsi a difesa dei propri cittadini sostengono, in accordo con lo Stato italiano occupante, la folle politica della chiusura del Porto Vecchio per trasformarlo in area urbana.

Il decreto del Commissario di Governo porta la data dell’8 gennaio. Ed immediatamente il Comune di Trieste controllato da un centrosinistra a guida PD, che della speculazione immobiliare nel porto ha fatto la propria principale battaglia, ha dato il via alla presentazione del proprio Piano Regolatore che prevede appunto quale pezzo forte proprio l’urbanizzazione del Porto Vecchio. Un’appropriazione indebita sostenuta peraltro trasversalmente da quasi tutti i partiti politici. Un abbraccio fatale nel nome dei soldi che gli investitori del cemento mafioso promettono di riversare nelle tasche della casta politica.

La motivazione addotta dal Commissario di Governo per bloccare il Porto Nord di Trieste esemplifica perfettamente questa situazione di illegalità continuata. Il Punto Franco del Porto Vecchio viene sospeso fino al 31 dicembre 2014 per permettere “attività didattico-formative e museali dell’Istituto di Cultura Marittimo Portuale di Trieste propedeutici all’organizzazione della fiera Expo 2014”. Andando a cercare su internet si scopre che questo “importante” evento riguarda una fiera del caffè che si svolgerà dal 23 al 25 ottobre del 2014 con affluenza prevista di 10.000 visitatori. Tutto qui. Questo il motivo del blocco per il 2014 del prezioso Porto Franco che da solo porterebbe migliaia di posti di lavoro.

Ogni anno l’Italia si inventa una scusa per cercare di dimostrare l’impossibilità di utilizzare i punti franchi di un porto che non le appartiene essendo garantito quale Porto Internazionale al di fuori della giurisdizione di ogni singolo Stato e dell’Unione Europea: quest’anno tocca alla fiera del caffè.

Roma sta così bloccando da 17 anni il Porto Franco di Trieste e lo sviluppo dell’intera Zona A del Territorio Libero di Trieste tenuto sotto il tallone di una amministrazione di stampo mafioso: la sopravvivenza di Trieste e del suo porto significa indipendenza dall’Italia.

In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it/

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5 Comments

  1. Sandi Stark says:

    I porti si fanno dove servono, Trieste ha le sue linee di traffico che oggi fanno il periplo dell’Europa perchè l’Italia ha seguito la politica di costuire porti clientelari dove non servono, come Gioia Tauro e gli HUB di Taranto e Cagliari, già tagliati fuori dai clienti che li hanno usati fino a quando altri Paesi non si sono organizzati con costi più bassi sulle linee naturali di traffico.

    Trieste ha i fondali più alti d’Europa ed è la rotta più breve tra Suez e la Mitteleuropa e tra Gibilterra ed un’altra serie di Paesi.

    Se l’Austria che possedeva sia Trieste che Venezia ha favorito la prima, era perchè guardava alla carta geografica e misurava le distanze.

    Il porto off shore di Venezia è una stupidaggine, potrebbe servire solo per i petroli ma pretendere di mandarvi traffico container significa solo scaricarli a costi più alti di qualsiasi altro porto.

    In Italia non si nega un’opera pubblica a nessuno, ogni posto deve avere il suo porto se porta abbastanza voti e favori delle cosche mafiose.

    Ma il mercato, la geografia e l’orografia alla lunga hanno sempre ragione, chi oggi è contento perchè il CIPE gli finanzia un porto in mezzo al mare, domani si lamenterà perchè vedrà l’ennesima cattedrale nel deserto.

    Il traffico del porto di Trieste è al 90% estero su estero, che vuole la via più breve. Solo dei mentecatti possono pensare che il traffico di Trieste e Koper passi per Venezia, piuttosto fa il periplo dell’Europa ed arriva comunque prima pagando di meno anche se fa 5 mila miglia di mare in più.

    Lasciateci in pace con i vostri cento porti, non vogliamo avere niente a che fare con la vostra mentalità.

    Inoltre, la “concorrenza” tra Trieste e Venezia non è opera nostra, il Conte Volpi di Misurata si fece costruire Porto Marghera per le sue speculazioni immobiliari ed industriali durante la prima guerra mondiale.

    Appena giunti i “liberatori” nel 1918 portarono a Marghera diverse gru del nostro porto, che non ci servivano più perchè grazie all’Italia era diventato deserto. Da 6 mila vapori all’anno, passammo a poche decine.

    In seguito il Conte Volpi che era diventato membro dei consigli di amministrazione delle nostre più importanti società insieme ai vostri Principi ed eroi di guerra, per meglio spogliarle a favore dell’Italia… passò da interventista a fascista, fece le sue speculazioni immobilari ed energetiche, divenne democristiano e costruì la diga del Vajont.

    Ed i nostri nonni emigravano dalla città più ricca dell’Impero… in parte perchè erano stati cacciati dagli italiani, in parte perchè quel minimo di traffico per il nord est veniva dirottato su Venezia.

    Lasciateci in pace, lasciatevi andare via… con l’Italia abbiamo conosciuto solo morte, dolore, emigrazione, odio, miseria, povertà, violenza e distruzione.

  2. Attenzione alla guerra tra poveri, l’italia è specialista in questo, vedi le balle sull’evasione fiscale.

  3. Filippo83 says:

    Guerra dei poveri, pure con informazioni sbagliate… Venezia sta tentando di ampliarsi col porto off-shore, e guarda caso oggi la Serracchiani ha definito “una pazzia” la sua costruzione proprio perché questo affosserebbe Trieste, non le iniquità italiane che sono uguali nel TLT quanto in Veneto!

  4. gigi ragagnin says:

    i triestini cominciano a capire qualcosa ?

  5. fabrizioc says:

    Carino come cerchino di mettere Trieste contro Venezia…dividi et impera…

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