La ribellione di Trieste al saccheggio italiano

di ROBERTO GIURASTANTE

Non passa giorno senza che la drammatica crisi economica mieta le sue vittime. E quello che vale per l’Italia, a Trieste conta il doppio. La città porto sta collassando ancora più  rapidamente del territorio che la circonda. Una crisi inarrestabile qui causata dal malgoverno italiano che ha distrutto l’economia e l’ambiente di un territorio avuto in amministrazione con il Memorandum di Londra del 1954. Una semplice amministrazione civile provvisoria tramutatasi in incubo per i cittadini amministrati. Una terra dalle potenzialità di sviluppo enormi in virtù dei suoi punti franchi (unici in Europa) e del suo Porto Internazionale, ridotta alla progressiva ed inarrestabile miseria. Almeno fino a quando rimarrà sotto controllo dello Stato Italiano.

Le cifre parlano chiaro e sono impietose per i triestini piegati da decenni di malgoverno camorrista. Il “super porto” di Trieste sotto la gestione italica ha perso qualcosa come 40.000 posti di lavoro. Le attività industriali e i servizi sono parallelamente crollati. Dismessi gli storici e gloriosi cantieri navali, vanto dell’Impero Austroungarico, portati al fallimento controllato dallo Stato Italiano per favorire le industrie nazionali.
Negli ultimi tre anni la crisi indotta dal Paese occupante ha galoppato al ritmo vertiginoso dei quindicimila posti di lavoro persi tra settore industriale e commerciale. Il 50% delle attività commerciali ha chiuso i battenti o si appresta a farlo sotto il peso di un fisco implacabile che ha serrato la sua stretta mortale in questo periodo di massima emergenza infierendo così sull’economia cittadina agonizzante.  Entro pochi mesi l’emergenza sociale raggiungerà nuovi vertici assoluti sotto la mannaia delle esecuzioni giudiziarie forzate. Il 25% dei triestini rischia di rimanere senza dimora a furia di espropri o di sfratti. Circa duemila famiglie sono già state sottoposte alla “sperimentazione” forzata delle amministrazioni di sostegno, “vanto” del Tribunale di Trieste e rivelatesi nella loro realtà come ulteriore brutale metodo di spoliazione dei beni alle vittime da parte dell’apparato della “giustizia” italiana.
Un esercito di 40.000 persone senza lavoro si troverà presto a non avere più alcun mezzo di sussistenza, mentre l’assistenza sociale comunale è stata abbattuta dai tagli di bilancio.  Disperati ed affamati a cui non è data alcuna speranza se non quella di scomparire per sempre: ecco i nuovi poveri creati dall’Italia a Trieste. Basta girare per le strade della città per rendersi conto del dramma che si sta consumando sotto gli occhi disattenti della politica asservita ai padroni romani. Negozi con le saracinesche abbassate dovunque; mendicanti a chiedere l’elemosina; poveracci che frugano nei cassonetti dei rifiuti per recuperare quel che serve alla  precaria sopravvivenza giornaliera Si tratta di una nuova povertà che colpisce tutti, dai giovani – senza speranza di futuro – agli anziani, privati di una vecchiaia dignitosa. E che distrugge il tessuto sociale della comunità. Una situazione atipica in stato di pace, ma normale in stato di guerra. Perché  Trieste è in guerra: una guerra di annientamento iniziata nel 1954 dall’Italia e che ora viene portata a termine.
A completare la distruzione della città il blocco imposto dalle autorità italiane alle aziende che vorrebbero insediarsi nel Porto Franco Nord (Porto Vecchio) portando ingenti investimenti e garantendo migliaia di posti di lavoro. L’Italia non “tollera” ingerenze nella sua politica di soffocamento del Porto Franco Internazionale di Trieste. I preziosi punti franchi devono essere “soppressi” a favore degli altri porti nazionali e il porto di Trieste urbanizzato e trasformato in una cittadella della speculazione immobiliare per le mafie italiane. Questa la strategia italiana appoggiata dai politici triestini fedeli servitori della Repubblica. Intanto la rabbia e l’esasperazione dei triestini cresce. Scoprire di essere stati derubati  per decenni da uno Stato che ha agito nella assoluta illegalità, annettendosi in violazione dei trattati internazionali la loro città e il loro porto, li rende consapevoli della necessità di lottare ora senza remore: lottare per riconquistare i propri diritti ed affrancarsi dalla schiavitù del regime coloniale italiano. Non si può togliere ad un popolo il diritto di sopravvivere.
LA MANIFESTAZIONE DAVANTI ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
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38 Comments

  1. Triestin says:

    Oniun pei c@zzi sui e vederè ke andremo tuti dacordo. Xe un odio, non so se ge xe anke tra i popoli o solo tra aministrazioni de Udine e Trieste. Trieste non ga mai kiesto de eser el capoluogo de un bel niente. Ke diventi pur Udine el capoluogo de kuel ke resta dela inventada FVG (facente parte del stato talian).Trieste e Triestini xe dal ’47 ke non ge ne pol fregar de meno de tuto kuel ke concerni la politica e intralazi taliani – NOI NON SEMO IN ITALIA !!!!

  2. hcinospmis anitsirc says:

    Nonostante le cavallette italiane che negli ultimi 98 anni hanno spolpato la provincia, le prime 3 aziende per fatturato (e quindi per tasse versate) della regione sono ancora di Trieste, 4 delle prime 5, 8 delle prime 20.

    http://issuu.com/esg89/docs/volume_demo_triveneto

    … e allora chi mantiene chi?
    Volete dividere la regione? Per me è ok. Fate pure.
    Ma vi conviene?

    • Salice triestino says:

      La Regione è già divisa, da una parte il Friuli con le sue tre provincie (Udine, Gorizia e Pordenone) ancora sotto sovranità italiana, dall’altra il Territorio di Trieste, giuridicamente sovrano ma occupato dalle autorità italiane, che avrebbero dovuto creare organismi separati per questo Territorio, ed invece hanno pian piano ed illegalmente unificato e paragonato tutto in base a ciò che è in vigore in Italia.

    • GiorgioR says:

      Puoi avere le 5 aziende con più fatturato, ma se dall’altra parte si sommano 100 aziende che, messe insieme, hanno un fatturato maggiore di quelle 5, mi sai dire che cavolo mi frega di quella classifica?

  3. silvia says:

    Nessun astio contro voi triestini, noi friulani non siamo migliori di voi. Quel che e’ stato e’ stato. Un esempio: Pittini delle ferriere nord voleva rilevare la vostra ferriera tempo fa ma i vostri politici si sono opposti. E’ un uomo di grandi iniziative, capacita’e idee ma qui ha trovato porte chiuse per cui ora si sta trasferendo all’estero e noi tutti siamo nel guano.

  4. lucas says:

    saccheggio italiano? Ma non è la città, dopo roma, con il più alto numero di dipendenti pubblici?

    mah…..

    • silvia says:

      eh si, è vero, Trieste ha un sacco di dipendenti pubblici. Noi Friulani abbiamo Roma e Trieste sul gobbo. Non lo dico per cattiveria ma è così

      • Salice triestino says:

        Non per colpa di noi Triestini.
        Io nella diatriba tra Friuli e Trieste, artificiale e creata dai politici, sto col Friuli, ma non perchè sono un traditore, anzi, semplicemente perchè i Friulani hanno ragione. I cari amici Friulani devono avere pietà di Trieste, non rabbia. Trieste oramai è allo sbando, governata da un manipolo di personaggi che tutto vogliono fuorchè il bene della città e del suo territorio, sono asserviti allo Stato Italiano, e combattono contro le nostre esigenze, e contro la nostra storia secolare di amicizia e commerci con i popoli del nostro retroterra slavo-tedesco.

      • Roberto Giurastante says:

        È esattamente il contrario: Trieste ha Roma e Udine sul gobbo. Qui le tasse italiane illegittime colpiscono due volte. Prima i soldi vengono predati dallo Stato centrale romano, poi l’ultimo salasso viene fatto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ovvero Udine. Si pensi che l’Italia e l’illegittima Regione FVG intascano ogni anno in violazione del Trattato di Pace del 1947 diritti doganali e impongono le tasse italiane all’interno del Porto Franco Internazionale di Trieste. Porto che è il principale terminale petrolifero del Mediterraneo. Si tratta di miliardi di euro che vengono rubati ogni anno a Trieste e che qui non tornano. Da decenni. Come ringraziamento Roma e Udine unite chiedono che il Porto Internazionale di Trieste venga declassato e gli vengano sottratti i punti franchi da regalare a Venezia, Ancona, Bari. Appunto perché Trieste non è Italia. E gli italiani lo sanno. Il saccheggio di Trieste significa anche la sottrazione di tutti i beni demaniali fattane dall’Italia e dai suoi organi periferici quali la Regione FVG. Così il patrimonio inalienabile del TLT e’ stato espropriato e iscritto a nome dello Stato occupante. Parliamo di beni per decine di miliardi di euro. Per imporre tutto questo e’ necessario un apparato militare da Stato occupante. Così si spiega la massiccia presenza di dipendenti pubblici a Trieste. Che poi sono Carabinieri, Finanzieri, Polizia italiana, Esercito, Marina. Più i vari gabellieri-esattori dello Stato occupante. Si tratta quindi di presenze necessarie per continuare a parassitare la città porto di Trieste mantenendola in regime di occupazione. E qui a Trieste i cittadini occupati non sono più disposti a tollerare questa predazione continuata dei loro diritti. Ne’ da Roma, ne’ da Udine.

        Mandi

        • silvia says:

          Ah, già dimenticavo la vostra mentalità triestinocentrica. Certo, noi senza Trieste saremmo stati da Dio. Ti ricordo che 50 anni fa Pordenone votò tra Udine Trieste come capoluogo per per diventare in cambio una provicia. Siete voi i parassiti, se la metti su questo tono e siete voi che continuate a mangiare a nostre spese. Ma dài, su, su…Udine col porto internazionale di Trieste non c’entra un bel tubo, vi aspettate sempre la pappa pronta. Noi avevamo Porto Nogaro e voi come vi siete comportati? Ora per la vostra malagestione vi trovate con l’acqua alla gola e date la colpa a noi? Ma per favore…

          • silvia says:

            E fatevi ‘sta Trieste metropolitana e staccatevi da noi, ne saremmo ben lieti ma se pensate che i bisiachi vi seguano, beh, ho dei seri dubbi…

            • Roberto Giurastante says:

              Nessuno parla di città metropolitana… Trieste è un territorio indipendente in base al Trattato di Pace del 1947 in vigore… occupata dall’Italia e sottoposta all’ordinamento italiano in violazione quindi dei trattati internazionali… Noi senza Friuli staremo da Dio… Se i friulani non sono contenti di avere il peso di Trieste sulle spalle perché non contestano l’anticostituzionale legge istitutiva della Regione FVG? Se ritengono di essere tanto forti economicamente perché non rinunciano alle entrate fiscali delle Generali Assicurazioni di Trieste e della SIOT (principale terminale petroli del Mediterraneo, e non rinunciano magari anche al petrolio che proviene dall’odiata Trieste?) per parlare di due imprese “non friulane” che mantengono pesantemente Roma e Udine? Il solo bilancio del Porto Internazionale di Trieste vale più di quello della Regione FVG… Paragonare il porto friulano di S. Giorgio di Nogaro situato nel sito (SIN) inquinato della laguna di Marano al Porto Franco Internazionale di Trieste mi sembra inoltre lievemente azzardato… Ma rispecchia pienamente la politica friulanocentrica che nulla ha a che vedere con la mitteleuropea Trieste…

              • silvia says:

                Ah, si, VOI ci avete mantenuto…gli operosi triestini, certo, certo… beh, se ritenete di essere autosufficienti, liberatevi di noi e ognuno per il suo destino, felici e contenti. Comunque io non ce l’ho con voi ma con questa classe dirigenziale che ci ritroviamo da decenni.

                • silvia says:

                  le faccio un esempio: anni fa il mio ragazzo e alcuni suoi colleghi stavano potando una serie di platani nella zona del passeggio di S.andrea, di domenica. Passa un gruppetto di ragazzi:”Coion de furlani, i lavora anca de domenica, ah ah…”

            • Salice triestino says:

              I Bisiachi non rientrano nel TLT ma sono parte del Friuli storico,

              • Sandi Stark says:

                Non sono parte del “friuli storico” un benemato volatile, il “firuli storico” non esiste, la bisiacheria fa parte storicamente della Contea di Gorizia dove si parlava un friulano diverso, insieme ad altre lingue. Ed i bisachi faranno quello che vorranno perchè i triestini non sono imperialisti come i friulani.

                • Salice triestino says:

                  Certo, fa parte della Contea di Gorizia e Gradisca, che per secoli veniva chiamata “Friuli austriaco”. Sandi, mi stupisci, non devi cadere in queste trappole.
                  Leggiti qualsiasi enciclopedia scritta dal tempo che fu e fino agli anni ’20, e troverai che Gorizia è sempre definita “città del Friuli austriaco appartenente alla Contea principesca di Gorizia e Gradisca”. Cercatele con Google Books e colma questa tua lacuna storica e lava via i residui che ti sono rimasti dal concetto italiano fuorviante di “Venezia Giulia”.
                  In epoca austriaca Gorizia era sempre considerata come una parte del Friuli, ma in maniera spontanea e senza alcun problema, proprio perchè era risaputo.

                  Il Friuli storico esiste sì, ed è la somma di:

                  – Friuli ex-veneto (quindi le attuali province di Udine e Pordenone, con i dodici comuni tra Livenza e Tagliamento in provincia di Venezia)

                  – Friuli ex-austriaco (l’attuale provincia di Gorizia)

                  Tutto ciò esclusi i 3 comuni ex-carinziani di Tarvisio, Malborghetto e Pontebba Nova.

                  • Sandi Stark says:

                    No me dispiasi, el “Friuli Storico” se te va sui siti dei furlanisti, MF eccetera ma anche della diocesi de Udine, corrispondi con l’antico “Patriarcato”, che saria la “Patria dal Friul”.

                    E saria parecchie robe da dir sul Patriarcato, che iera vassallo del Sacro Romano Impero e che gaveva avù el 95% dei suoi Patriarchi, de origine germanica.

                    Ma indiferente, mi no meto naso nella genesi dei popoli che ne circonda come che fa lori disendone che semo “Italia”, “Padania”, “Venetia”, “Friul” eccetera.

                    Se un popolo xe contento de darse un mito fondativo, xe cavoli suoi. Però no sopporto i imperialisti e come te gaverà capì i nazionalisti perchè la mia tradizion xe multinazionale, multietnica e multireligiosa.

                    E no me sta ben che i “furlanisti” volli metter le man su un territorio multietnico e multilinguistico come la Contea. I gaveva zà fato nel 1921: la Filologica Furlana iera alleata dei fassisti e i scriveva che uno dei loro scopi era de debellar i “slavi” che abitava da secoli le stesse terre, in pase e senza problemi (la gente iera bilingue, trilingue, quadrilingue….) prima che rivassi i ‘taliani, e i furlani che no ga mai avù dubbi con chi schierarse, cioè con chi ghe dà la possibilitià de ingrandir el suo Campanil, anche se la contropartita finale xe sempre stada a loro danno. Esempio: la Serenissima e l’Italia.

                    Se no i vol metter le man su terre che no ghe competi, per mi i fazi quel che i vol.

                    E a proposito de la Filologica no posso dimenticarme che uno dei loro Guru, cioè Isaia Ascoli, xe sta quel che ga tentà de dimostrar che ierimo furlani prima che triestini, e quel che gaveva inventà la “Venezia Giulia” e anche la “Venezia Tridentina”. Ma te dirò de più, la stessa roba el gaveva fato coi istrioti, che el pretendeva de “furlanizzàr” e con tutti i ladini, che secondo lui iera eredi diretti de l’Antica Roma.

                    Ocio mulo, che tra Friul e Italia xe sempre stà un doppio filo, anche se el Reggimento Furlan del Lombardo Veneto iera stà uno dei più valorosi. I xe fatti cussì, i se schiera sempre col più forte e quel che ghe permetti de meterghelo nel boficie ai vicini. Storicamente intendo, e la Storia tendi a ripeterse.

                    • silvia says:

                      ma lasci perdere Isaia Ascoli. Per quanto riguarda la Filologica si era adeguata al fascismo solo per soppravivere e diffondere continuare a diffondere la cultura friulana (vigliaccheria? opportunismo? Non lo so, faccia lei…io direi soppravivenza), altrimenti sarebbe stata cancellata fal fascimo che oltrtutto italianizzò un sacco di cognomi sloveni e tedeschi, sopratutto nel goriziano. In ultima, noi non vogliamo l’egemonia sulle vostre terre, lo so che siete una realtà multietnica, multireligiosa e multireligiosa. Anche qui in Friuli ci sono diverse realtà linguistiche ed etniche(Resiani, Sauriani, sloveni della Benecia, ecc.che fanno parete del comprensorio udinese).

                    • Salice triestino says:

                      Son d’accordo con ti, ma te prego, visto che te scrivi sempre robe giuste, legio sempre volentieri quel che te scrivi, ecc. fidite, dame una chance, documentite in questo senso, e no pensar che de drio ghe xe qualche friulanista esasperado, fidite. El Friuli austriaco jera l’intera Contea de Gorizia e Gradisca, varda sule vecie enciclopedie e sui libri de epoca austriaca.
                      Non xe che mi appoggio i friulanisti, però Gorizia xe sempre stada considerada parte del Friuli.
                      E anche a Monfalcon, che come te sa sicuramente, fin a prima de Napoleon jera un enclave veneziana circondada da territorio austriaco, i Veneziani della Serenissima tacava editti in giro per le strade dove i parlava sempre de “questa parte del Friuli”. El confin naturale col Friuli xe proprio el Timavo, che varda caso dopo xe diventa confin del TLT, e questa xe una coincidenza magnifica.
                      Il Friuli xe una region che per motivi storici se ga visto a gaver una dualità politica per secoli (de là Venezia, de qua Casa d’Austria).
                      Ovvio che Gorizia e il suo territorio ga un’identità diversa, ma a livel de regioni storiche, alla fine se se riconduci comunque al nome “Friuli”. E il territorio de Trieste (la città-region de Trieste) xe una lingua de terra che sta in mezzo al Friuli e all’Istria e che alle spalle ga la Carniola (o se te preferisi al maschile “Cragno”, che ghe ga dado el nome ale famose luganighe).

                      Ciao!

            • Sandi Stark says:

              Non speri che cadiamo nel trannello della “Città Metropolitana”, che starebbe sempre sotto il giogo della Regione, quindi di Udine.

          • Sandi Stark says:

            Non dica idiozie, Pordenone votò per staccarsi da Udine, non certo per scegliere tra Trieste ed Udine.

            • silvia says:

              non le dica lei, per favore…

              • Sandi Stark says:

                E come avete trattato le vostre minoranze etniche e linguistiche? I sauriani hanno la possibilità di imparare le filastrocche tradizionali a scuola, un’ora la settimana e niente di più. Gli abitanti delle Valli del Natisone sono ormai italianizzati e diventanti antisloveni. L’antico spilimberghese che era simile al sauriano è scomparso. La Kanaltal è ormai friulanizzata ed italianizzata. Il sito della Provincia di Gorizia è trilingue, il vostro è bilingue. C’è una scuola bilingue a San Pietro e questo è tutto. I toponimi del cividalese e tanti cognomi testimoniano un certo passato, ma la Lega Nazionale di Cividale unita a certi friulanisti, non fa che tuonare contro il “pericolo slavo”. Un vostro intellettuale leghista, afferma che le sue ricerche storiche confermano il pericolo slavo. I vostri “friulanisti” affermano che Gorizia è friulana, non “anche friulana” ma “solo friulana”. Che fine farebbero i cittadini bilingui e trilingui? Che ne sa di tutele linguistiche, la Provincia di Udine? Che ne sa di iniziative transfrontaliere? Guardi le statistiche culturali: numero di biblioteche, percentuali di lettura dei quotidiani… la Contea e Trieste sono ancora più avanti di voi ma voi, nonostante 95 anni di dominio. Siete (o forse eravate) più ricchi per via dello sviluppo industriale e della tradizionale laboriosità, ma anche per l’estensione territoriale; noi siamo Province piccolissime ed abbiamo poche industrie. Avremmo un Porto Internazionale ma voi, invece di considerarlo una ricchezza comune da sfruttare per il bene di tutti, lo usate solo per incassare le tasse portuali e sognate di costruire Porti friulani a San Giorgio ed a Monfalcone. Abbiamo interessi divergenti ed inconciliabili, dobbiamo prendere strade diverse pena la nostra distruzione.

                • silvia says:

                  quando parla di voi si riferisce al popolo friulano o alla classe politica friulana? No, perchè se è per la seconda le do pienamente ragione riguardo alle minoranze. Noi come gente comune non contiamo un tubo, ma lo stesso dicasi anche per i vostri rappresentanti. O no? E non sminuisca Monfalcone per favore, hanno tutti i diritti per essere un porto di prim’ordine. Ora c’è crisi dappertutto, per noi e per voi, e allora? Tutta colpa nostra? Ripeto, perchè dà la colpa a noi comune gente friulana? Siamo nelle vostre stesse condizioni. E non mi parli della Lega che ha governato questo territorio, sono abbastanza giovane ma so tante cose su di lei (Diu nus vuardi, come si dice nella mia lingua)…

                  • Sandi Stark says:

                    Se Monfalcone era il posto giusto per fare un porto, l’avrebbe fatto l’Austria. Invece vi fece cantieri. Ci sarebbero anche 4-5 motivazioni tecniche indiscutibili per spiegare che Monfalcone può essere un porticciolo e niente più ma vista la presunzione che i porti debbano essere come le zone industriali che si possono fare ovunque per raccogliere consensi elettorali… meglio lasciar perdere.

      • Sandi Stark says:

        El livel de balle che conta certi furlani xe inimaginnabile.

        Dipendenti della Sanità: 5 mila
        Dipendenti del Comune: 3 mila
        Dipendenti della Regione: 700 (divisi tra le 4 province)
        Dipendenti della Provincia: 350
        Dipendenti dell’Università: 2 mila
        Dipendenti del settore portuale: 12 mila

        E gavevimo anche 20 mila dipendenti dei cantieri, che no gavemo più grazie all’Italia. E quasi altrettanti de l’Industria, che no gavemo più grazie all’Italia.

        Però Udine ga lo “statuto speciale” solo grazie a Trieste e Gorizia che ga perso territori grazie alla guerra scadenada da l’Italia.

        E adesso i volessi lori el Statuto Speciale, conquistar Gorizia, Grado e la Bisiacheria.

        Xe per questo che i ghe tien tanto a Gorizia, i sa che senza TS e GO i perdessi l’autonomia in 5 minuti.

  5. paolo says:

    beh, 60 anni di copertura della legalità non si possono cancellare in un momento! Per adesso la maggioranza dei Triestini é informata (questa era una manifestazione, la vera informazione si sta facendo con tutti i mezzi legali e, non ultimo, il passaparola!) e si sta mobilitando. Lo Stato Italiano è attacato da tutte le parti con azioni mirate e sopratutto LEGALI! Sia sotto il profilo delle leggi internazionali ma sopratitto delle leggi italiane!
    per maggiori informazioni, vi consiglio di andare a vedere il sito http://www.triestelibera.org, oppure sulla pagina Facebook Movimento Trieste Libera.
    Saluti da Trieste

  6. Dan says:

    Certo che con quel modo di esporre i fatti (un tizio che legge a mitraglia una sentenza senza un proclama circondato da tizi con la testa bassa ) ne attira di interesse. Scommetto che quelli usciti dal pam durante la messa avranno creduto di tutto e si saranno incuriositi ancora meno.
    Spero almeno che abbiano distribuito un bel po’ di volantini riportanti in modo chiaro le loro rivendicazioni altrimenti campa cavallo

  7. silvia says:

    Ma intanto la Serracchiani ha stanziato fondi per la cura a gratis di immigrati irregolari e loro consanguinei ( zii,nonni, ecc.) Mentre qui molti cittadini sono costretti ad attendere mesi e mesi per una visita specialistica. Sempre peggio. Ma tant’e’ ce la siamo voluta e ce la teniamo, vero cari friulgiulianesi?

    • Sandi Stark says:

      Arrangiatevi, voi li avete voluti, gli itaiani, voi gli avete aiutati nel 1915, voi ci avete combattuto contro. Siete pazzi delle Frecce Tricolori e degli Alpini, nei vostri giardini ci sono ancora le bandiere sbrindellate del 17 marzo del 2011 perciò tacete, curatevi gli italiani e non protestate.

      • Silvia says:

        Ma lei dà i numeri, ma è mai uscito da Trieste una volta in vita sua?

        • Silvia says:

          Ma la smetta , mio trisavolo é morto per una granata italiana. Non ce l’aveva contro gli austriaci. E’ stato costretto per forza, prelevato dai carabinieri. Ma cosa vuole? Anche noi stavamo bene con L’Austria. Ma si faccia curare, va, che é meglio…

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