Trieste, catena umana di 400 persone intorno al Porto Vecchio

di ROBERTO GIURASTANTE

Lunedì 10 febbraio non è stata solo la “giornata del ricordo” dei diritti di Trieste e della popolazione triestina violati dalle autorità italiane che immesse nel Territorio Libero quale amministrazione civile provvisoria su mandato fiduciario e in esecuzione della Risoluzione n. 16/1947 del Consiglio di Sicurezza lo hanno invece occupato imponendovi la propria sovranità e cancellando tutti i diritti dei cittadini amministrati.

Lunedì 10 febbraio è iniziata una nuova fase nella lotta per l’indipendenza del Territorio occupato di Trieste. Quattrocento triestini erano in prima linea sotto la pioggia incessante a difendere il Porto Vecchio di Trieste ultimo baluardo di quella legalità che lo Stato italiano vorrebbe spazzare una volta per tutte per distruggere definitivamente la città porto mitteleuropea diventata preda di guerra e ostaggio dello Stato dell’antidemocrazia.
Quattrocento triestini hanno formato la prima catena umana che per dieci ore ha presidiato i varchi di accesso al Porto Vecchio aperto illegittimamente dal Commissario di Governo italiano. Una barriera di legalità contro gli abusi del governo delle camorre. Una catena umana che ha visto in prima fila le donne del Movimento Trieste Libera, a testimoniare la volontà di non essere disposti a cedere.
Nel centenario della Prima Guerra Mondiale Trieste ha imboccato la strada   per ritrovare la sua libertà, perduta nel 1918.
In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it/
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6 Comments

  1. Mulon says:

    Risultato !!!denuncie in massa .. Ma tanto i vs capo non di espongono …

  2. Mulon says:

    Di quei 400 non li avete neanche avvisato che la manifestazione non era autorizzata sennò con fischio eravate in 400 … Fatti non parole …

  3. FRANCO says:

    Forza Trieste

  4. sergio says:

    A trieste ci sono circa 230 mila abitanti ……..si sono mobilitati in ben 400 ! ( nei soli primi 100 anni )

    • Dan says:

      …e ringrazia…

      • mv1297 says:

        non vorrei provocarti ma se ti leggessi un po’ di fisica quantistica, forse certi tuoi messaggi potrebbero avverarsi, ma solo ai tuoi occhi.
        il pessimismo e la continua denigrazione di qualsiasi movimento di libertà, che traspare spesso nei tuoi commenti, fanno proprio il gioco di chi ci opprime.
        in parole povere i falliti sono quelli che vedono nero dappertutto, a prescindere.
        la libertà nasce prima dentro se stessi, a qualcuno piace rimanere prigioniero dei suoi preconcetti, fortunato te!

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