Trento e Bolzano, divise dal catasto italiano

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di MARIO DI MAIO – In una recente lectio magistralis, il prof. Stefano Bruno Galli ha evidenziato come tra le regioni autonome ce ne siano 3 piu’ “speciali” delle altre. Trattasi di Sicilia, Trentino A.A. e Valdaosta, costituite in data anteriore al ’48, e quindi non suscettibili di revisione costituzionale, come la Sardegna e il Friuli V.G.  Ma c’è di più  come dimostra un problema non ancora risolvibile a Trento: attualmente e difficilissimo aggiornare il libro fondiario (il catasto) della provincia ancora impostato con i criteri asburgici, mentre l’aggiornamento a Bolzano è possibile. Perché?

Perché il trasferimento delle competenze dalla Regione alle due province divenute autonome nasce da un atto amministrativo italiano. Pertanto mentre l’autonomia speciale di Bolzano nasce dall’accordo De Gasperi-Gruber confermato dalla clausola liberatoria austriaca del “pacchetto” Andreotti, posteriore anche alla crEazione della specialità di Trento, questa è tutta italiana, e i criteri catastali italiani sono molto diversi.

La soluzione allo studio per aggiornamento “totale” sembra quella di ritrasferire alla Regione quella competenza specifica e fare emanare un provvedimento valevole su tutto il territorio. Non è escluso ovviamente che nel futuro possano sorgere problemi analoghi perché l’argomento “autonomia” è vasto, complesso e può riservare sorprese, come nel nostro caso.

Ma va studiato, approfondito, e difeso dallo strapotere diabolico del centralismo europeo e “renziano”.

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