Tremonti: Da Marx al Market. Il mercato unico dittatura del pensiero unico

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di GIULIO TREMONTI* – È così che all’utopia comunista si è sostituita l’utopia mercatista: from Marx to Market. Da Marx al Mercato. Il mercato unico è diventato la base totalitaria del pensiero unico. È così che prima nell’economia e poi nella società si è impiantata la fabbrica del nuovo uomo post-moderno. Un tipo umano che non solo consuma per esistere, ma che esiste per consumare.

Un soggetto che pensa come consuma e consuma come pensa, per cui i vecchi simboli civili e morali sono sostituiti dalle icone e dalle immagini commerciali. Per cui i jeans e le scarpe sono una divisa e la divisa un sostituto dell’anima, per cui il turismo sublima l’avventura umana, la musica metallica spiritualizza l’esistente, i concerti sostituiscono provvisoriamente la comunità. E via e via e via. L’«uomo a taglia unica» non è solo la forma ideale del consumismo di massa diffuso su scala globale. È l’«uomo normale» idealizzato per primo dal comunismo.
È così che consumismo e comunismo si sono infine trionfalmente fusi in un nuovo materialismo.

La modernità è nel mercato e, dunque, il difensore dei consumatori è il nuovo tribuno della plebe, il supermarket è la nuova “agorà”, le banche sono il sinedrio della democrazia, le élites identificano e sostituiscono «rappresentandola» la volontà dei popoli. Il territorio è dominato dai nuovi totem del mercato.
La realtà è sempre più nell’economia e l’economia è sempre più dominata da un pensiero unico che tende a travolgere, demonizzare, cancellare le vecchie diversità.
tratto da: RISCHI FATALI – edizioni Mondadori – 2005

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