Trasparenza negata sui derivati di Stato, parte la battaglia contro la censura di Stato agli affari che i cittadini non devono conoscere

derivati

Trasparenza negata sui derivati di Stato, ecco la futura battaglia con il Foia. Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar che nega l’accesso a un giornalista sui contratti stipulati dal Mef con 19 banche su strumenti derivati che sono potenzialmente ad alto rischio. Ma non è finita qui: con l’esecutività del Foia la battaglia per la trasparenza pubblica riparte, ecco come.

di Alessandro Longo/agendadigitale

Il Consiglio di Stato, in una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato che i cittadini non possono sapere come lo Stato investe in derivati, strumenti finanziari rischiosi che potenzialmente possono portare a grossi buchi in bilancio. Tuttavia, a differenza da quanto notato da altri commentatori su diverse testate, la sentenza non è la parola fine per la battaglia della trasparenza PA. E’ anzi il momento di un nuovo inizio, che sarà rilanciato quando il Foia, il Freedom of information act, sarà pienamente esecutivo (dal 23 dicembre). Vediamo che cosa ci aspetta. La lettura del testo della stessa sentenza rivela che la partita è tutt’altro che chiusa, in realtà. E’ vero, da una parte il Consiglio di Stato ha confermato nella pratica che il giornalista (Guido Romeo, che all’epoca della richiesta di accesso agli atti era un redattore di Wired) non ha titolo per accedere agli atti, ai sensi della 241/90 (superata dal Foia, che però- come detto- ancora non è applicabile). Dall’altra però revoca il pagamento delle spese giudiziarie, riconoscendo- a dispetto del Tar- che la richiesta non era peregrina. Che la normativa sulla trasparenza è confusa e di difficile interpretazione.

 

Sono le motivazioni alla base della battaglia che la società civile ha condotto per il Foia. Battaglia ancora in corso, in realtà, perché adesso bisognerà fare chiarezza sull’interpretazione delle eccezioni previste sul decreto del Foia e che sarà affidata a linee guida di Anac. L’Open government forum, istituito in estate dalla ministra Madia, servirà anche a questo. Beninteso, tutti i Foia hanno eccezioni (Obama negli Usa ha appena rivisto quelle del loro storico Foia). Tuttavia, il nostro ne prevede una che non c’era nemmeno nella 241/90: la stabilità economica dello Stato.

 

Significa che in nome di questa eccezione lo Stato potrebbe ancora negare l’accesso ai contratti che ha stipulato con 19 banche straniere sui derivati (e ad altri atti simili).

 

Ecco perché la battaglia sulle linee guida Anac è importante. Perché quella della trasparenza pubblica possa considerarsi davvero vinta, in Italia, le linee guida dovranno essere abbastanza chiare, da una parte; dall’altra dovranno ridurre al massimo la possibilità di utilizzo strumentale delle eccezioni per negare i diritti dei cittadini.

Il braccio di ferro riprenderà a settembre. E da gennaio ci sarà il primo banco di prova della nuova trasparenza made in Italy. –

TESTO INhttp://www.agendadigitale.eu/egov/trasparenza-negata-sui-derivati-di-stato-ecco-la-futura-battaglia-con-il-foia_2432.htm

 

 

 

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1 Commento

  1. luigi bandiera says:

    Tema che cade a fagiolo, forse.
    Ascoltando il TG ita1 di oggi alla mezza del mezzo di’, che dava notizia su certi fatti dove la cosiddetta giustizia e’ impegnata nella soluzione di un delitto, pensavo al fatto abbastanza anacronistico quale: i nostri dipendenti sono i nostri giudici e poliziotti se non carcerieri.
    Non vedo logica in tutto questo ed e’ una anomalia tipica della cosiddetta democrazia.
    Cosa volete, gli esimii intellighentis non vedono e non sentono perche’ fotocopiatori per cui detta da me suona di sicuro molto male. Anzi. Passero’ da eretico. Tanto, dico io, sono circondato da eretici e quindi non ho vergogna e non mi sento tanto colpevole: mal comune…
    Vero ne’, i nostri servitori e dipendenti, se volessero ci farebbero fare una brutta fine e grazie a noi stessi: meglio o peggio dei kamikaze..?
    Cado nel ripetermi e appunto ripeto che un re non si fara’ mai e poi mai una legge contro.
    Invece, tse se le abbiamo tutte contro a partire dalla fondamentale.
    Le cosiddette istituzioni sono come un drago a non so quante teste che vive sulle spalle e sul lavoro nostri.
    La gran massa non vede certo anche se composta da tutti Einstein.
    Quindi si naviga alla via cosi’: fin che la barca va la lasciano andare…
    .
    Non pensate mica che serve una SUPER IPER RIVOLUZIONE..?
    .
    Il tutto a livello europeo ma anche mondiale vista la globalizzazione.
    .
    Abbiamo che ci manca qualcosa per almeno sognarla sta kax di Super Iper Rivoluzione (SIR): Si, ci mancano dei Capi tribu’ e degli Stregoni VERI.
    .
    Non invento mai nulla perche’ sta scritto: DA SEMPRE CAPI TRIBU’ e STREGONI hanno governato i popoli…
    .
    Vedete mo la sfiga nostrana: si mandano avanti solo dei grandi CHIACCHIERONI..!
    .
    Qua dalle mie parti quelli che chiacchierano o ciacolano tanto non godono fiducia e non sono considerati in nessun caso.
    Pare che sia caduta questa saggezza per cui vanno avanti, anche senza voto, proprio i chiacchieroni.
    Si impossessano delle istituzioni e, o si fa come dicono loro o si finisce molto male.
    .
    Qualcosa non va secondo me: e secondo voi..?

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