Tra questa destra e questa sinistra, vedo solo l’espatrio

di GIANFABIO CANTOBELLI

Lo straniamento civile prodotto dalla latitanza della politica e dall’avvento del cosiddetto “governo tecnico” (poi rivelatosi un governo politico a tutto tondo, per altro eterodiretto dal protagonismo anticostituzionale della presidenza della repubblica e funzionale agli interessi delle plutocrazie bancarie) approda ad una campagna elettorale dai toni surreali, devastata dalla peggiore demagogia, drogata da un nuovismo farlocco (figlio della furba sceneggiata piddina delle “primarie” a vincitore precostituito e della farsa delle “liste pulite”) e condizionata dalla fosca prospettiva di nuovi – pesanti quanto inutili –  pestaggi fiscali in nome dei disonestissimi feticci ideologici dell’  “equità”, dell’ “europa” e del “bene del paese” (scelga pure il lettore l’ordine) di volta in volta evocati per giustificare l’esproprio forzoso del reddito individuale ad uso e consumo dello spreco istituzionale “pubblico”. Consegnatici, con criminale leggerezza, alla trappola teutonica del “fiscal compact”  verremo chiamati a votare per un parlamento sostanzialmente privato di potere decisionale, vincolato ai diktat delle euroburocrazie autoreferenziali, popolato da “personaggi in cerca d’autore” espressione della “società civile” (altro feticcio semantico assai caro ai demagoghi di destra e sinistra) destinati a diventare a breve le obbedienti (e lautamente retribuite) truppe cammellate dei vari capataz di camera e senato.

Ovviamente sul palcoscenico di questo teatro dell’assurdo non potevano mancare le consuete inchieste ad orologeria della peggiore magistratura del continente, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine per cui passiamo oltre.  Inutile dire che nel frullatore impazzito del “dibattito elettorale”  vengono quotidianamente gettate ogni genere di stupidaggini quasi che, a fronte del disastro incombente  di un sistema paese collassato da troppo stato e troppe tasse, le priorità siano quelle di dare la cittadinanza agli immigrati, consentire alle coppie omosessuali di potersi “sposare” (magari pure in Chiesa…..) ed adottare (orrore!), oppure istituire “il salario minimo garantito”,  sogno dei fancazzisti di professione di tutte le età.  Ancora più ridicoli e cialtroni si rivelano, poi, coloro che, in pieno delirio dirigistico (stile piano quinquennale sovietico), si illudono di poter creare  “posti di lavoro”  per decreto e blaterano di improbabili ricette keynesiane e di ulteriore espansione della spesa pubblica da finanziare   (che ve lo dico a fare?) coi proventi della “lotta all’evasione”  illusorio pozzo di San Patrizio da cui trarre carburante per far volare verso la catastrofe gli aeroplani ubriachi della follìa socialista che infetta entrambi gli schieramenti in (finta)  contesa.  Già, perché, alla fine dei conti, quelli che si fronteggiano temo siano solo due grandi partiti della spesa pubblica che, magari, battibeccano su qualche “tema etico”, ma che restano ontologicamente incapaci di dare un calcio ad un sistema fallito costruito su sacche di privilegi, statuti dei lavoratori, solidarietà fasulle, arroganze togate, mistificazioni  ecologiste, rapine fiscali “progressive”, irresponsabilità diffuse, sinecure, titoli di studio “con valore legale”, costituzioni “nate dalla resistenza”,  diritti senza doveri,  ordini professionali, baronìe universitarie,  integralismi europeisti e politicantismo arraffone e vaniloquente.

Tra una “destra” incapace di scelte coraggiose e prigioniera del personalismo berlusconiano,  una sinistra pencolante tra il grigiore bersaniano e le deliranti supercazzole del parolaio con l’orecchino di Terlizzi ed un “centro” funzionale alla sopravvivenza politica di vecchi dinosauri della politica ed al compiacimento  della vanesia ambizione dell’ “asceso” Monti non vedo alternative se non quella di un consapevole e definitivo espatrio.

 

 

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7 Comments

  1. Nicola Busin says:

    Complimenti Cantobelli, uno specchio purtroppo esatto della nostra drammatica situazione scritto con la giusta ironia. Lo sto vivendo con i miei amici qui in Veneto. Come a fine ‘800 serpeggia purtroppo la convinzione che l’unica soluzione sia andare a costruire un altro Veneto da qualche altra parte del mondo. Lo stato italiano e i politici italiani sono diventati come un cancro. Ultima speranza avere la nostra indipendenza. WSM

  2. luigi bandiera says:

    Destra, sinistra e pure il centro sono un tutt’uno, sicuramente: UNI e INDIVISIBILI. Vale a dire KOMUNISTI..!

    Ed e’ come la si intenderebbe dimostrare..!

  3. toscano redini says:

    Sole alla valle sole alla collina
    Su questa terra non c’è più nessuno
    Addio, addio, amore… Io vado via…
    Amara terra mia, amara e bella…

    così va meglio?

  4. toscano redini says:

    Ma perché invece di espatriare noi non proviamo a fornire di foglio di via l’italia? e accompagnarla alla frontiera?

    Ceterum censeo italiam delem est. Amen.

  5. toscano redini says:

    Ma perché invece di espatriare non si prova a cacciare l’italia?
    Ceterum censeo italiam delendam est. Amen.

  6. gigi ragagnin says:

    la lega fa parte integrante dell’itagliaseddesta.

  7. Massimo vaj says:

    Cavolo! Un simile critico se mette la lente d’ingrandimento sulla Lega che fa? Una strage?

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