Tra 12 e 15 miliardi di manovra finanziaria: bye bye Italia!

di FABRIZIO DAL COL

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, in occasione di una intervista aveva detto che sarebbe servita una “manovrona”. Intanto, voci governative parlano già di 12 o 15 miliardi, che non sono proprio una “manovrona”, ma dato che non sono ancora chiari gli interventi, noi comuni mortali ci azzardiamo invece a fare una  nostra modesta previsione: la riduzione dell’Iva  sembra ormai archiviata e il 22% di aliquota resterà un dato definitivo, mentre risulta ancora del tutto irrisolta la questione dell’Imu, che come sappiamo è il pallino di  Olli Rehn, commissario Ue agli Affari economici e monetari. Ma cosa potrebbe contenere allora questa nuova manovra finanziaria? e da dove potrebbero arrivare i 12 o 15 Mld che servono a finanziarla? Facile : il taglio pesante alla spesa pubblica e il grande ridimensionamento del personale. Sarà possibile ? Stavolta si, e vediamo come:  intanto all’FMI si pensa  alla crisi italiana, come quella della zona euro, e si sa che non è ancora finita. Ecco quindi perché l’imperativo è quello di presentare una Legge di stabilità quasi inattaccabile, pronta per essere siglata da ambo i rami del Parlamento e in grado di avere la forza necessaria ad approvare quanto sopra. In altre parole, senza più tempo a disposizione, per l’Italia è la prova del nove e con il rischio di default dietro all’angolo. Poi ci sarà da aggiungere la Service tax, che il FMI vuole comprendere come sarà adottata, e dato che dovrà essere uno dei maggiori pilastri delle entrate a livello territoriale per il prossimo anno, nel caso non fosse progressiva, e ben armonizzata, potrebbe rivelarsi un boomerang per l’economia interna, e questo l’ Fmi lo ha già fatto capire.

Alla luce di ciò, ecco che allora è spiegata anche la nomina di Carlo Cottarelli, l’ex direttore del dipartimento per gli Affari Fiscali del Fmi, che avrà il compito di supervisionare la spending review italiana. Cottarelli fungerà così da trait d’union fra Italia e Fmi, un incarico che somiglia molto a quello della troika  (Fmi, Commissione Ue, Banca centrale europea) adottato  per i Paesi sotto tutela di un programma di salvataggio, come Grecia, Irlanda, Portogalloe Cipro. Fino ad oggi il bel Paese ha rinunciato a chiedere aiuti alla troika, e per tale ragione, la stessa oggi non può intervenire senza un memorandum of understanding firmato da Italia e FMI, e anche se il FMI resta impegnato a vigilare attentamente sulle manovre di bilancio italiane, sui  260 Mld di euro di crediti dubbi che l’Italia sostiene ancora di vantare, sulla recessione trasformatasi ormai in stagnazione, sulla pressione fiscale che opprime famiglie e imprese, sulla stabilità politica inesistente, e anche sulla burocrazia che obbliga la lentezza nel pubblico impiego, ecco che la figura di un suo ex funzionario come Carlo  Cottarelli  diventa una sorta di garanzia.  Tuttavia, è evidente che la presenza di Cottarelli nelle stanze del potere avrà una certa rilevanza nella discussione sulla Legge di stabilità. Infatti, che si tratti di un “commissariamento” o no, quello che importa è che i margini per la negoziazione sulle spese pubbliche ballerine saranno sempre più ridotti.

Non sono affatto  dei dettagli e mentre mezza Europa continua a guardare all’Italia come al Paese che più rischia di minare la sopravvivenza della Ue, l’altra metà, ovvero il Regno Unito, l’Ungheria, i Paesi Bassi, e prossimamente anche alcuni Stati più a Nord dove gli europeisti convinti oggi non lo sono più, vede invece nella debolezza dell’Italia il vantaggio di avere  un alleato forte per modificare tutte le politiche dell’unione e anche per ridimensionare l’egemonia tedesca.  Detto ciò, per colpa dei politici italiani, l’Italia sarà costretta a subire la nuova manovra finanziaria fatta dalla Troika  e così, volente o nolente, il Bel Paese se ne va … a quel paese. Siamo nelle mani di una classe dirigente politica che si è macchiata e si sta macchiando del più orribile crimine che in tutte le civiltà, presso tutte le etnie, in tutte le epoche, è sempre stato considerato come l’atto più vile e tragico che si possa compiere: il tradimento della propria comunità e la svendita del territorio della propria cittadinanza allo straniero.

 

 

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3 Comments

  1. Garbin says:

    speriamo si ricordino chi ci sta demolendo di tasse, PD, PDL di berlusconi e il sempre verde Casini +Monti.

    Avranno i settentrionali il coraggio di rivotarli?

  2. eridanio says:

    http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1330835/Legge-di-stabilita–via-l-Imu-ecco-Trise–rincari-su-rifiuti-e-casa.html
    Da libero.
    Gli italiani impareranno a conoscerla presto: si chiama Trise la service tax destinata ad accorpare Imu e Tares e a giudicare dal rincaro effettivo che subiranno le tassa su casa e rifiuti i contribuenti potrebbero odiare la nuova gabella più di quelle che la precedevano.

    Più inquini, più paghi – La Trise, tecnicamente, è un tributo sui servizi comunali e avrà due componenti.
    Una è la Tari, che coprirà la raccolta dei rifiuti urbani.
    L’altra è la Tasi…..

    Si Tasi e paga, mona

  3. pippogigi says:

    I traditori che svendono la propria terra e tradiscono il proprio popolo meritano di fare la stessa fine della Duchessa Romilda di Cividale, palo compreso.
    Ma che gli italiani svendano la loro terra è affar che non ci compete, il problema sono i padani che tradiscono il loro popolo e permettono all’italia di restare ancora un poco a galla a spese del popolo padano. Moriremo prima noi degli italiani, non dimenticatelo….guardate l’Alitalia, per mantenere in vita il posto di lavoro di 14.000 famiglie romane e laziali e gli interessi di campanile di Roma città, cosa stanno combinando a nostre spese.

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