Maroni: Pontida si farà il 7 aprile 2013 a ridosso delle elezioni

di REDAZIONE

Il tradizionale raduno di Pontida quest’anno slitta al 2013 e si farà il 7 aprile, giorno dello storico giuramento del 1167, fatto dai comuni lombardi contro il Barbarossa. Lo ha annunciato il segretario federale della Lega nord Roberto Maroni, dopo aver presentato la sua “squadra”, i responsabili degli undici dipartimenti che formeranno “il cervello della potentissima Lega”. “Capiterà a ridosso delle elezioni politiche – ha spiegato Maroni – e per questo sarà un appuntamento ancora più significativo”. Nella riunione del Consiglio federale che si è svolta oggi, la prima dell’era Maroni, è stato stabilito anche che la Festa dei popoli padani si farà il 30 settembre a Venezia o in un’altra località veneta. “Sarà preceduta dagli Stati generali del nord il 28 e il 29 – ha detto Maroni -. Una due giorni di dibattiti e confronto tra la Lega e il mondo esterno sui temi della questione settentrionale, che per noi è la questione della Lega nord”. Il neo segretario ha spiegato che l’iniziativa prevede “dibattiti e confronti con le parti sociali e associazioni”, che porteranno alla “definizione del nuovo manifesto, i punti programmatici che verranno illustrati il giorno successivo alla festa dei popoli padani”.

Il Consiglio Federale della Lega Nord, ha deliberato le nomine dei nuovi responsabili dei Dipartimenti e delle Consulte che formeranno l’Ufficio Politico Federale. Giacomo Stucchi, deputato del Carroccio, è stato nominato responsabile dell’ufficio politico federale; la deputata leghista Maria Piera Pastore sarà responsabile del dipartimento Federalismo-Autonomie-Comunità locali; a Gianni Fava sarà affidato il dipartimento sviluppo-competitività-innovazione tecnologica; di Fisco-Finanza federale-servizi pubblici locali si occupera Massimo Garavaglia; di Welfare-Occupazione-Sicurezza sociale e salute si occuperà Massimiliano Fedriga; Guido Dussin guiderà il dipartimento Infrastrutture-Ambiente-Competitività territoriale; Manes Bernardini quello di Sicurezza-Giustizia-Immigrazione; Giovanna Negro quello di Agricoltura-Pesca-Alimentazione; il dipartimento Famiglia-Nuove Generazioni-Futuro sarà guidato da Martina Emisfero; di Trasporti-Porti e politiche del Mare si occuperà Adriano Ragni; Davide Caparini di Media, Web e Comunicazione; Mara Bizzotto di Europa dei Popoli e Rapporti tra partiti europei; Stefano Candiani sarà direttore dei dipartimenti e delle consulte dell’ufficio politico della Lega. Nominati oggi anche i responsabili delle consulte dell’ufficio politico federale: Federico Caner sarà responsabile Identità-Lingue-Culture locali; Elena Maccanti sarà responsabile degli amministratori locali.

Maroni ha nuovamente difeso il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e le sue posizioni critiche nei confronti del Governo. “Se poi oggi viene introdotto il reato di lesa maesta’, per cui non si puo’ neppure criticare il Governo e chi governa, se no c’e’ la catastrofe, mi pare che qualcuno deve preoccuparsi: perche’ non siamo piu’ in un sistema democratico, siamo tornati ai tempi bui di una dittatura che non vogliamo certo ritorni”, ha aggiunto il neo segretario della Lega Nord, con riferimento alle questioni tra Palazzo Chigi e il numero uno di Viale dell’Astronomia. “Io apprezzo chi parla chiaro, chi non ha la lingua biforcuta chi dice le cose che pensa”, ha detto Maroni, rispondendo alle domande dei giornalisti, al termine del consiglio federale del Carroccio. “Giorgio Squinzi – ha proseguito – ha parlato molto chiaro, sia sulla riforma del lavoro, che ha giudicato una ‘boiata’, e condivido il giudizio, sia sul Governo Monti, dando un voto un voto fin troppo generoso, cioe’ del cinque e mezzo, io darei meno di quattro”.

Il neo segretario ha annunciato che la Lega Nord presentera’ in settimana una “contromanovra alla spending review” varata dal governo. La contromanovra sara’ elaborata, ha affermato, in una conferenza stampa al termine del Consiglio federale, “con le proposte raccolte sul territorio, in Lombardia, Veneto e Piemonte”. “Chiederemo alle regioni dove siamo al governo di rielaborare” la spending review, ha sostenuto, sara’ “una contromanovra fatta dal territorio, che tradurremo in emendamenti da presentare quando il provvedimento arrivera’ al Senato”.

Bene il monito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in merito alla legge elettorale e no ad accordi sottobanco. Questo, in sintesi, il pensiero del segretario federale della Lega che ha detto di condividere “la richiesta del Presidente Napolitano” auspicando tuttavia che le discussioni sulla riforma della legge elettorale “si facessero alla luce del sole, in Parlamento e non in qualche recondito ufficio o dimora privata di qualcuno a Roma. Noi -ha sottolineato Maroni- non abbiamo fatto accordi con nessuno ne’ vogliamo farli e siamo interessati a vedere cosa verra’ proposto. Siamo disponibili e non abbiamo paura della legge elettorale anche perche’ i sondaggi dicono che qualunque soglia di sbarramento noi la supereremo ampliamente”. Lunedi’ prossimo alla segreteria politica “ne parlero’ ma secondo me la legge elettorale deve garantire da una parte meccanismi di governabilita’, anche il premio di maggioranza, ma dall’altra parte aumentare il grado di rappresentativita’, introducendo ad esempio le preferenze”.

Sulle espulsioni dalla Lega Nord fara’ fede in futuro il nuovo statuto. E’ quanto ha tenuto a sottolineare  Maroni dopo che nei giorni scorsi il presidente Umberto Bossi aveva ipotizzato la possibilita’ che alcuni degli espulsi potessero rientrare a far parte del movimento. “Per le espulsioni che sono state fatte in questi anni cosi’ come prevedeva il vecchio statuto e che qualcuno ha considerato illegittime si poteva ricorrere agli organismi interni. Adesso -ha precisato Maroni- e’ cambiato lo statuto e ci sono nuove regole”. “Dal 1 luglio c’e’ una nuova procedura e quindi per i provvedimenti disciplinari che saranno presi a partire da quella data in poi -ha spiegato Maroni- si applicheranno le nuove regole compresa quella che consente al presidente federale Umberto Bossi di essere giudice di appello per chi e’ stato espulso e ha piu’ di 10 anni di militanza. Per chi e’ stato espulso pero’ prima del 30 giugno le regole sono quelle del vecchio statuto. Si poteva fare ricorso al collegio dei probiviri e se qualcuno lo ha fatto il collegio se ne occupera’. Se pero’ non l’ha fatto rimane espulso e non potra’ ricorrere alla procedura nuova. Le nuove regole -ha concluso Maroni- non hanno effetto retroattivo”.

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3 Comments

  1. Jesse James says:

    Purtroppo Bobo sta dimostrando poco coraggio. Avrebbe dovuto evitare di mettere una scherani dell’albanese Kota come vicesegretario. Avrebbe dovuto premiare chi ha rischiato la ghirba per difenderlo sempre e comunque, invece ci sono mezze tacche all’interno dei dipartimenti. Ci vuole gente di coraggio, non controfigure.

  2. Unione Cisalpina says:

    kambia nulla… kome dice Maroni:”tutta fuffa…”

  3. ALESSANDRO says:

    Hei Maroni e tutti quelli che sono statti buttati fuori per te cosa fai li lasci fuori, e si che ti hanno permesso di diventare segretario federale non ti ricordi quando in fb urlavi che ti volevano buttare fuori e tutti siamo insorti per proteggerti ora sei tu che devi proteggere tutti gli espulsi solo perché ti sono stati vicini, è da vigliacchi ora abbandonarli solo perché hai raggiunto il tuo obbiettivo.

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