TOSI CE L’HA DURO: E LA SUA LISTA SI FARA’!

di REDAZIONE

Sebbene Umberto Bossi gli abbia intimato di non presentare una lista col proprio nome e nonostante le rampogne del segretario nazionale della Liga Veneta Gianpaolo Gobbo, il sindaco di Verona Flavio Tosi si è detto ieri ottimista sulla possibilità di trovare «una soluzione di buon senso». «La mia lista è una civica vera, che rappresenta uno spaccato di Verona e non un partito politico», ha spiegato il sindaco scaligero alla vigilia della riunione del “Parlamento della Padania” (oggi a Sarego, nel Vicentino). Tosi, parlando nel corso dell’ufficializzazione del sostegno alla civica da parte del circolo culturale L’Officina, ha risposto così a Gobbo che giovedì aveva ribadito il suo no alla civica personale tosiana considerandola «fatta non da leghisti , ma da gente di altri partiti».

Da parte sua, l’ex senatore di Alleanza Nazionale Paolo Danieli ha lanciato la candidatura nella lista di Tosi del segretario dell’Officina, Michele Croce, finora vicino al Pdl con il Movimento per l’Italia. «Il presidente del consiglio comunale di Verona, Fratta Pasini, si era proposto di candidarsi a sindaco – ha detto Croce – ma probabilmente non apparteneva a quelle logiche romane. Si vincono i congressi, ma le scelte si fanno altrove. Tosi ha amministrato bene e per noi è il candidato giusto». Rispetto ai niet di casa leghista, Tosi ha detto: «Ne parleremo in questi giorni, ma sarei abbastanza ottimista che si possa trovare una soluzione di buon senso, perchè è in gioco l’interesse della città, che è prevalente».

«Questa civica rappresenta trasversalmente la città a livello politico e a livello di professionalità, iniziative come questa dell’Officina ne sono la conferma», ha aggiunto il sindaco. «Si tratta di una parte politica importante nell’area di centrodestra di Verona che cerca di abbracciare tutta la città: vuol dire ampliare non solo il consenso – ha concluso – ma anche il gruppo delle persone che lavorano ad un progetto».

ACCORDO TROVATO: LA LISTA DI TOSI CI SARA’

 «Finalmente abbiamo trovato la quadra, perchè nella nostra soluzione non c’è uno che prevarica l’altro e nessuno cede. Ci siamo parlati e abbiamo trovato l’accordo».

Il sindaco di Verona Flavio Tosi ha commentato così l’intesa trovata oggi con i vertici del partito sulle liste che sosteranno la sua ricandidatura. Non ha però ancor svelato come si chiamerà la civica che a questo punto, potrebbe sostituire la ‘Lista Tosì, che già è presente nel consiglio comunale. Tosi l’ha giudicata «una soluzione di buon senso» l’intesa raggiunta durante la riunione del Parlamento della Padania a Sarego. Il sindaco di Verona, partendo dal riferimento fatto stamane dal governatore Luca sulla situazione di un altro comune veneto, Conegliano, dove Lega e PdL si ripresenteranno insieme, ha spiegato la diversità della partita scaligera: «a Verona – ha detto – il PdL ha il suo simbolo la sua lista e corre in antitesi e in concorrenza rispetto a noi». «Fermo restando che – ha concluso, dicendosi felice di questo – molti esponenti del PdL scaligero non correranno sotto il simbolo dello stesso PdL ma con il sottoscritto, perchè abbiamo amministrato bene e perchè forse la dirigenza del Popolo della Libertà qualche errore l’ha fatto». 

«Questa è una vittoria della Lega. Gli altri possono avvantaggiarsi solo se la Lega litiga». Umberto Bossi ha commentato così l’annunciato accordo raggiunto dal partito con il sindaco Flavio Tosi per le liste che sosterranno la sua candidatura a Verona. Lasciando la riunione del ‘Parlamento della Padanià, Bossi ha risposto ad una domanda su eventuali deroghe per il comune veneto di Conegliano, dove Lega e Pdl dovrebbero correre insieme: «in settimana decideremo – ha detto – e vi faremo sapere».

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7 Comments

  1. pinoauriemma says:

    A LEGHISTI DE MERDA! MA NON VE FATE SCHIFO DA SOLI? I VERI PADANI….AHAHAHAH…. SIETE LA FECCIA DELL’ITALIA, IL PEGGIO DEL PEGGIO! IL PROSSIMO CONVEGNO FATELO A FUKUSHIMA BRUTTE MERDE

  2. barbara says:

    c’è chi pensa che Tosi abbia lavorato bene, altri dicono che avrebbe potuto fare di meglio, di fatto comunque lui non sarà mai INDIPENDENTISTA, gira con l’auto blu e la scorta tutto il giorno e se la tira di qua e di la’…come una primadonna, parla parla ma conclude poco…ha tolto i rom dalla zona chievo e li ha messi nella bassa, si ha inaugurato fiere ed eventi.. sempre col tricolore al petto..ma i bilanci sono sempre in rosso e gli sprechi gli stessi…booh sarà che ai veronesi va tutto bene…

  3. kkk says:

    Bossi và in leto che l’è ora.

  4. ingenuo39 says:

    Bene! Adesso non bisogna votare piu la lega, ma la lista civica, cosi che le vecchie cariatidi leghiste si ritirino dalla scena politica cessando di fare ulteriori danni ai veri Padani.

  5. Cucu' la lega non c'e'piu' says:

    Sono d’accordo con Mauro VIVA L’INDIPENDENZA !!!!!!

  6. Mauro says:

    Molti non hanno ancora capito che il “Colore politico” ormai ha perso ogni valore…..e meno male….Anche i leghisti “Sono stati”, almeno gran parte della dirigenza. Quindi perchè non aggregarsi fra persone per raggiungere un obbiettivo comune? Perchè non secedere tutti insieme? Perchè questo l’ho inventato io, quello è mio ecc.? Le idee e le intenzioni ci sono, non abbiamo bisogno di nuovi “Colori”. Uniamoci per un unico obbiettivo: INDIPENDENZA!!!!!!!
    Mauro

    • kmatica says:

      …poveretti, se si pensa che il Nord, di cui ne faccio parte, è stato la culla dell’innovazione, se si pensa che nel dopoguerra, al referendum per scegliere quale sistema adottare, il Nord optò per la Repubblica a differenza del Sud, arretrato che voleva ancora la monarchia. Se si pensa ai tanti giovani tutti del Nord che hanno combattuto per avere un’Italia libera e le croci quasi tutte al Nord lo ricordano. Se si pensa che gli extracomunitari sono quasi tutti al Nord e lavorano per ditte del Nord, i quali imprenditori si sono arricchiti alle loro spalle, poiché se non li volevano avevano solo da non assumerli e/o usarli assumendo italiani del Nord, ed ora sbraitano accusando lo stato se li ha fatti arrivare. Se si pensa che ora fanno liste civiche sponsorizzate da ex fascisti ed pseudo-imprenditori che auspicherebbero che gli operai del Nord (perché anche loro sono Padani) lavorino in condizioni peggiori dei Meridionali di un tempo…ebbene quando si pensa a tutto questo viene spontaneo pensare che non esistono i furbi ma bensì gli sciocchi, e che senza di loro i furbi sarebbero condannati ad andare a lavorare per non morire di fame.
      W la Padania quella vera libera e con i valori di un tempo.
      Di ammucchiate ne abbiamo già viste e straviste di cui Roma ne è un esempio.

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