Tosi: Maroni candidato con una Lega “modello Verona”

FONTE ORIGINALE: corrieredelveneto.corriere.it   di Lillo Aldegheri

«Esportare il modello Verona? Certo che si può, Maroni ha ragione. E per la Lega del futuro potrebbe essere la strada giusta». Flavio Tosi legge e rilegge le parole del suo leader federale, che a più riprese, in queste torride giornate ferragostane, ha ribadito che vuole «creare qualcosa che vada oltre la Lega, seguendo il modello che ci ha fatto vincere a Verona, anche con un nome nuovo, che potrebbe essere Prima il Nord, unificando il fronte nordista». Un progetto slegato da accordi con altri partiti tradizionali, a partire dal Pdl. E che Tosi, detentore del copyright in materia, considera concretamente attuabile. «A patto – dice – che ci siano due condizioni indispensabili».

Quali? «La prima è che ci siano candidati con una credibilità e un consenso trasversali, che vadano al di là del puro e semplice voto leghista. E credo che da questo punto di vista la figura di Maroni, stimato e apprezzato anche fuori dal nostro partito, sarebbe perfetto. E di figure del genere ne abbiamo anche altre».

E la seconda condizione? «L’esistenza di liste di natura civica, che possano allargare la base di consenso per poi portare a casa risultati importanti per il nostro territorio».

Lei ne vede già, fuor di Verona, di liste del genere? «La prima che mi viene in mente è quella che potrebbe nascere dal manifesto di Oscar Giannino. Non so se è stato solo un insieme di idee o se davvero nascerà qualcosa di politico: ma una persona come lui, con le idee che ha, è sicuramente vicina a noi; molte delle cose che dice lui, noi le diciamo da sempre. E allora ecco che il modello Verona sarebbe immediatamente riproponibile ».

Lei sarebbe disposto anche a spendere il nome della Lista Tosi, in un progetto del genere? «Il problema è quello di massimizzare il risultato. Alle elezioni politiche servirà un programma serio e concreto di riforme, partendo dal federalismo ma ovviamente non fermandosi a quello, aggregando su di esso tutte le forze che con buon senso e buona volontà ci possono stare. A quel punto, nomi e liste andranno decisi in base al consenso sul territorio. A Verona può esserci una connotazione, a Vicenza un’altra, a Treviso un’altra ancora, e così in Lombardia e in Piemonte».

A proposito di programmi: Maroni parla anche di euro e lancia l’idea di un referendum. Lei è d’accordo? «Cerchiamo di essere chiari: Maroni non propone di abolire l’euro, ma parla di un referendum consultivo, per capire cosa pensa la gente, che su questo tema non è mai stata sentita, neanche quando l’euro è stato creato. Dopo di che la sua idea è quella di ristrutturare il modo di essere di questa Europa, andando verso un’Europa dei popoli e non delle nazioni. In questo quadro, si può valutare l’ipotesi di usare l’euro in un’area omogenea, non indiscriminatamente e ovunque. Non è un tema semplice, ma va affrontato ».

Un euro per le zone più forti: dividendo l’Italia, con l’euro al nord e la lira al sud? E’ un modo per rilanciare la secessione? «No, no, io parlo di un’Italia che resta unita. Anzi, proprio questo potrebbe essere il vero modo per mantenerla unita. Valutando se possa essere conveniente un rilancio delle aree più depresse dell’Europa e quindi anche dell’Italia, con una valuta diversa. Non parlo solo del nostro Meridione; parlo di tutte le aree europee che sono in difficoltà. Un’Europa che è già a due marce e che, prendendone atto, possa decidere di avere due monete: una più forte e una meno. E’ un tema delicato e complesso, ma su questo stiamo ragionando».

Tornando ai possibili rapporti con il mondo non leghista: agli Stati Generali di Torino, la Lega ospiterà il ministro Corrado Passera, con cui lei ha avviato un dialogo già da qualche tempo… «Ho letto. Non sono cose che organizzo io, ovviamente: ma dico che invitare un ministro stimato e intelligente, sia un’iniziativa senz’altro positiva. Tra persone intelligenti ci si confronta sempre volentieri ».

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3 Comments

  1. identità lomellina says:

    visto che i parlan piò dla festa di popul padan a Venesia, l’è l’ucasion buna da spunsurisà la festa dl’ Unione Padana a Linarolo Po.
    Saludi dla Lumlina

  2. Arcadico says:

    Noto con curiosità che non si parla del tradizionale raduno di Venezia!

    Vuoi vedere che a forza di imbarcare opportunisti la gente non ci mette più la faccia?

  3. Marco says:

    Che pena vedere politici che pretendono di rappresentare e quasi monopolizzare politicamente un’area geografica che non hanno nemmeno il coraggio di chiamare per nome; pur di non pronunciare “Padania” o “padani” si mettono a fare i salti mortali.

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