Tosi, l’italiano, mette la Lega in un taschino. E Maroni fa finta di niente…

di GIANMARCO LUCCHI

Tosi oltre la Lega, anzi cancellando la Lega e ogni riferimento al Nord. Quel che resta a Mantova, alla presentazione della sua fondazione “Ricostruiamo il Paese” è un fazzolettino che quasi non si vede nel taschino della giacca. Il segno distintivo adesso è un faro e il colore il giallo. Il sindaco di Verona  prova ad esportare a livello nazionale la formula con cui ha vinto nella sua città, una formula che va oltre la Lega Nord. Non a caso ipotizza che alle prossime elezioni politiche insieme al Carroccio si possano presentare anche «simboli non strutturalmente legati ai partiti», insomma liste civiche come quella che lo ha appoggiato nella sua corsa a sindaco o che ha permesso a Roberto Maroni, il segretario della Lega, di diventare presidente della Lombardia. Maroni non c’era iri alla presentazione della fondazionee della sua candidatura alle primarie del centrodestra e non c’erano neanche altri big del partito come Luca Zaia, Roberto Cota o Matteo Salvini. Nessuna polemica, secondo il sindaco, che ha detto di averli sentiti e ringraziati perchè «hanno capito lo spirito dell’iniziativa», ovvero l’idea di presentare un progetto che va oltre il partito. Un candidato premier o candidato sindaco, ha spiegato, lo è di tutti i cittadini e non solo una parte. Per questo Tosi aveva chiesto di non portare bandiere o simboli al Palabam. Unica eccezione la pochette verde che ha fatto timidamente capolino dal suo taschino.

Questo non significa che il sindaco escluda di poter diventare il nuovo segretario del Carroccio dopo Maroni. Si è limitato a dire che la candidatura al congresso dovrebbe «essere unitaria». Intanto ha iniziato a chiedere le primarie del centrodestra. Il suo progetto non riguarda solo il Nord, come dimostra lo slogan “Ricostruiamo il Paes”. «Non è una questione di Nord contro Sud ma di chi spende bene i soldi delle vostre tasche» ha spiegato ai cinquemila arrivati a Mantova, in pullman o auto. Esempi? La Puglia ha i conti in ordine e meno dipendenti in rapporto al numero di abitanti di quanti non ne abbiano Trentino Alto Adige o Val d’Aosta. «Il buon governo e la riduzione degli sprechi – ha aggiunto – lo vogliono tutti». E allora andrà a raccontare la sua idea in tour anche nelle regioni meridionali. «C’è voglia di cambiare – ha detto – dopo vent’anni in cui le cose nel Paese non sono cambiate, non si sono fatte le riforme per veti incrociati, guerra fra bande, chi era con Berlusconi e chi contro, chi ha cercato di mettere il Nord contro il Sud».

La sua ricetta include: una nuova legge elettorale, un ricambio generazionale (che il Pd nella leadership, con Letta e Matteo Renzi, ammette, ha fatto), meno burocrazia, spese tagliate. Non si parla di uscire dall’euro perchè «tantissimo è costato entrarci e certo non ci fanno uscire gratis». Quello che bisogna fare è «rinegoziare» i patti con la Ue, far pesare la nostra voce perchè «l’Italia all’Europa regala 8 miliardi di euro». E una volta eletti bisogna pensare solo a dare risposte ai cittadini. Per questo ha apprezzato la posizione di Alfano, Lorenzin e degli altri che nel Pdl si sono opposti al capo per tenere in vita il governo, scelta non facile con cui «hanno messo a rischio la loro carriera politica» per l’interesse dei cittadini. Con loro si potrà discutere e in qualche modo anche con Renzi – rottamatore della sinistra – con cui sente qualche affinità, soprattutto perchè entrambi soni sindaci e fra sindaci ci si capisce.

I punti programmatici della nuova ondazione? Eccoli: «In Parlamento massimo due mandati», dice, «poi serve una nuova legge elettorale per reintrodurre le preferenze, con premio di maggioranza per assicurare stabilità al governo. E poi riforma della Costituzione: trasformare il Senato a Camera delle Regioni, dare più poteri al presidente del Consiglio e alle Regioni. Poi, basta senatori a vita». In questo, precisa il sindaco, «Berlusconi aveva ragione: a volte i dirigenti statali contano di più del presidente del Consiglio». Altro strumento da correggere: i referendum. «Va tolto il quorum. Se uno non va a votare, non è giusto che renda inutile il voto di chi vota». Poi, «i 15 membri della Corte costituzionale costano 63 milioni all’anno. Basta stipendi e pensioni d’oro alle cariche statali e piuttosto di alzino quelli dei cittadini alla fame, che non riescono a pagare l’affitto». Manco si parla più di federalismo…

Resta un interrogativo di fondo, se questo non è un nuovo partito, di certo è un progetto che punta a liquidare la Lega (la potentissima, come ama chiamarla Maroni, quella che non morirà mai) per scioglierla dentro un qualcosa che assomiglia molto all’ennesimo contenitore neodemocristiano: tutto ciò avviene con l’avallo dell’attuale segreteria federale? E come mai gli aderenti a tale percorso non dovrebbero subire lo stesso trattamento di quello minacciato per chi si iscrive a Padania Libera o a Oltre il Veneto., cioè l’espulsione dal Carroccio?

Di certo c’è la conferma di un sospetto che era ormai una certezza: Tosi è italiano e tale vuole restare, nei secoli dei secoli. Amen.

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20 Comments

  1. simona says:

    Ma Tosi proviene da Alleanza Nazionale cosa mai ci si può aspettare. È stato un buon sindaco punto è fine

  2. alfa 70 says:

    Sono meridionale e leghista da venti anni. Sentire Tosi del suo progetto, mi fa venire in mente i partiti italiani che si spolpano il sud ed il nord. Praticamente non cambiare nulla. Solo tagliando i fondi a fiumi si farà saltare il banco a roma. Ed investire in pubblicità cattiva ma vera sul nostro,e dei nostri figli,il nero futuro.. Tosi sui milioni di nuovi itagliani non dice nulla?. MAH!!!

  3. Gino says:

    L’articolo di Lucchi descrive bene lo svolgimebto della presentazione di “Ricostruiamo il paese” di Tosi, ma per la cronaca sarebbe interessante conoscere , oltre a chi non c’era, come Cota, Zaia e Maroni, quali deputati o consiglieri regionali erano presenti.
    Grazie se qualche lettore presente al PalaBam di Mantova ci informa.

  4. Aquele Abraço says:

    Dopo che ha iniziato a frequentare i talk show politici di regime, sbiascicando con cadenza veneta un italiano stentato e incomprensibile, dove tutti lo elogiavano perché, nonostante le difficoltà linguistiche, s’intendeva che era un “diversamente leghista” (terminologia molto in voga) e che disprezzava il Berlusca, si è progressivamente montato la testa e adesso si manifesta per quello che è sempre stato, un opportunista cadregaro, pronto a gettarsi nella mischia, sgomitando a destra e a centro-destra con qualche occhiolino di cortesia a sinistra. Una vera puttana, in senso politico ovviamente. Si tolga dalle palle per cortesia, coerenza e decenza da quel poco che resta ancora della Lega Nord, per lo meno finché essa manterrà questo nome che è patrimonio di chi ancora aspira veramente all’indipendenza dall’Itaglia e si faccia il suo simbolo e partito o approdi nella colombaia di Alfano che ammira tanto. Magari poi gli allegri compagni lo chiameranno la Colombina di Verona e lo useranno a piacere per i loro sollazzi e sarà giusto così.

  5. Gianni says:

    Tosi sta facenmdo la cosa giusta, ci siamo rotti e c’è calata la cadrega dietro indipendenza ed indipendenza, che tanto non avremo mai.Allora che il nord governi il paese, e che i nostri politici ripuliscano il sud.

    • gianluca says:

      Il Nord è minoranza numericamente, mettetevelo in capa

      • Giancarlo says:

        Marchi, ma lei insiste con i meridionalismi! Prima il congiuntivo imperfetto al posto del presente per le esortazioni (es. “andassero” invece di “vadano”), adesso la “capa”, poi sarà la volta di una sfilza di “vabbè”, e poi cos’altro ancora? Proprio vero: non ci sono più i direttori nordici di una volta 🙂

  6. Gianfrancesco says:

    ripeto: ESPULSIONE, BUTTATELO FUORI!!!!!!!!!

  7. Rodolfo Piva says:

    Bello l’esempio della Puglia che ha i conti in ordine….peccato che abbia il cancro dell’Ilva. Se questo poi non conta nulla per il tricolorito Tosi sono affari suoi e per i gonzi che gli danno corda.

  8. l'eretico says:

    Tosi è italiano perchè almeno ha il coraggio di non spacciarsi per autonomista o secessionista come gli altri ras belleriani che per dare il contentino alla base ogni tanto tirano ancora fuori qualche slogan “indipendentista”. Meglio l’itaglionismo sincero di Tosi del padanesimo patacca di Maroni, Salvini, Borghezio, Calderoli e Cota. Tosi almeno non prende in giro i militonti e non tratta da scemi gli elettori rimasti promettendo macroregioni o indipendenze in cui al federale nessuno crede nè ha mai creduto. Meglio un belleriano che dice ciò che realmente pensa che uno che si spaccia per “indipendentista”.

    Che poi il movimento sia superato in quanto FINITO è un dato di fatto, sopravvive qualche sezione semi-attiva in Lombardia animata dalla corte dei miracoli che scodinzola intorno a Bobo. Fuori dalla Lombardia e in molte province lombarde non è rimasto nulla, nè i vecchi militanti storici (gli ultimi se ne sono andati con i mancati rinnovi di massa del 2013) nè i neo-leghisti ex-alleanzini infiltrati negli ultimi anni (che negli ultimi mesi sono tornati all’ovile del centrodestra in fase di riorganizzazione).

    Si deve ripartire da zero.

  9. Giulio says:

    Attenzione bergamaschi che avete una serpe in seno!
    Il Calderoli da buon democristiano, sta nascosto, e al momento opportuno salterà dalla parte di Tosi.
    Da perfetto poltronaro senza alcun risultato in vent’anni di politica, punta solo al mantenimento della cadrega, lui come il suo codazzo della dirigenza bergamasca.
    Occhio che a questi, a differenza della base, non gliene frega niente dell’indipendenza.
    Bergamaschi siete avvisati, non fatevi fregare!

    • Gianfrancesco says:

      Ma magari!!!!!!!! ma quale fregatura? Che vadano pure con Tosi, sarebbe un sano repulisti.

      • Giovanni says:

        Infatti, Calderoli e i suoi discepoli fino adesso ci hanno solo preso per il c..o.
        L’importante è che la base sappia di questo tradimento e che non ascolti più nessuna indicazione che provenga da Calderoli e company.
        Fino adesso hanno sfruttato la nostra buona fede e le nostre attese, non aspettiamo che utilizzino ancora i seri e bravi militanti per avallare le loro porcherie, con vuoti proclami e assemblee cammellate, per mentenersi cariche e poltrone.

    • fran says:

      vedremo se si avvera quel ke dici …forse un po meglio di altri ::

  10. Gino says:

    Nessuno nega che Tosi possa essere un Leader della politica italiana, e magari anche un buon ministro.
    Solo che con la Liga Veneta non c’entra più nulla.
    Fondi il suo nuovo partito italiano, come fece Berlusconi, Di Pietro,La Meloni. Ci può stare , ma lasci liberi i veri indipendentisti del Veneto.
    Zaia è l’ora della chiarezza.!! Sarebbe questo il tuo segretario politico? Tutto il gruppo della Liga veneta ha votato per il referendum per l’Indipendenza del veneto.
    Tosi ha evidenziato di essere lontano mille miglia dal progetto dell’indipendenza.
    Non si può andare contemporaneamente al mare e in montagna. Tosi chiarisce e Zaia e gli Zaiani cosa aspettano?

  11. Marco Veronesi says:

    Sono stato ieri al Palabam e posso confermare le impressioni di Lucchi.

    Poichè Tosi si è messo in testa di andare a prendere voti al SUD, presentandosi come candidato alle primarie del centrodestra, deve necessariamente rinunciare a qualsiasi aspirazione indipendentista del NORD

    Speriamo che ZAIA in Veneto ne prenda atto e a questo punto ci guidi lui all’indipendenza con la risoluzione 342 !

  12. Diego Tagliabue says:

    Fascistello del cazzo, riciclato di Forza (non tanto) Nuova.

  13. BRUNO DOLFINI says:

    IL VENTO DEL NORD (………..)
    DA TEMPO IMMEMORABILE I MANTOVANI HANNO
    SEMPRE RIPETUTO :— I VERONESI SONO FALSI–
    IO NON CREDO CHE I VERONESI SIANO TUTTI
    FALSI. PURTROPPO UNA BUONA PARTE DI
    ESSI HANNO CREATO QUESTA IMPRESSIONE
    NEI MANTOVANI :–I VERONESI SONO FALSI–
    PROBABILMENTE TUTTO DERIVA DA UN MODO
    DIVERSO DI ESPRIMERSI .AD OGNI MODO SIAMO
    ARRIVATI AL PUNTO CHE PROPRIO IL ” PRIMO
    CITTADINO DI VERONA”,IL SINDACO,COLUI CHE
    RAPPRESENTA IL POPOLO VERONESE SI E’
    DIMOSTRATO “FALSO” E TENTA DI TRASCINARE
    TUTTI I LEGHISTI,SOPRATUTTO I LEGHISTI
    MANTOVANI SULLA STRADA DELLA FALSITA’.
    MA I MANTOVANI,NEL LORO IMMAGINARIO
    COLLETTIVO RIPETERANNO :– ERA DA
    ASPETTARSELO : IL SIG.R FLAVIO TOSI E’
    IL CHIARO RAPPRESENTANTE DI TUTTI I
    “VERONESI FALSI” !!!
    Saluti.

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