Tosi: la Repubblica è una e indivisibile. Ma Zaia dice altro…

di GIANMARCO LUCCHI

“Il referendum veneto non ha nulla a che vedere con la questione Crimea”, ma rappresenta un “segnale forte” perche’ e’ una “sfida allo Stato centrale”. Cosi’ il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha parlato dell’iniziativa veneta, anche se, stando ai lanci di agenzia, non s’è capito se parlasse del referendum digitale promosso da Plebiscito2013 oppure se del progetto di legge 342 che per il momento giace ancora sepolto in Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale Veneto.  “Il referendum e’ piu’ simile alla vicenda catalana oppure scozzese – ha spiegato Tosi -, ma e’ ovvio che parliamo di Italia e quindi di una Costituzione che prevede che la Repubblica sia unica e indivisibile. Quindi il risultato finale non sara’ quello della secessione dal resto del Paese, ma vuole essere una sfida allo Stato centrale”.

La consultazione di Plebiscito ha riacceso il confronto politico sul tema dell’indipendenza del Veneto e c’ha pensato anche una televisione russa che ha fatto un accostamento con il referendum per l’indipendenza della Crimea. Domani, il governatore Luca Zaia è stato invitato dalla stampa estera, a Roma, proprio per spiegare cosa sta avvenendo in Veneto, anche con riferimento ai provvedimenti giacenti in consiglio regionale. «È la conferma – commenta il governatore Luca Zaia – che noi veneti guardiamo al tema con modernità». Secondo Zaia, è l’indicazione del fatto che il sentimento indipendentista è «ormai ubiquitario in Veneto. Ben vengano iniziative come questa che riprendono lo spirito di altre organizzate in passato, sempre nate e gestite dal basso».

Il governatore, però, guarda anche alla concretezza e la speranza è che il risultato della consultazione online «sia uno stimolo affinchè il consiglio regionale approvi il progetto di legge di indizione del referendum e quindi dia il via formale alla procedura». La proposta di un referendum consuntivo per l’indipendenza, infatti, giace sul tavolo della commissione affari istituzionali in consiglio regionale veneto. Il consigliere di Futuro Popolare Stefano Valdegamberi esprime l’auspicio che la proposta venga portata già nei prossimi giorni in discussione «in maniera di arrivare all’approvazione della sua indizione prima delle elezioni europee. La consultazione in rete fino al 21 marzo certo è positiva, per Valdegamberi, ma quello che ha valore di sostanza sarebbe la consultazione popolare referendaria e i numeri per approvare la proposta ci sarebbero in consiglio, visto -dice – »il recente sostegno assicurato dal gruppo consiliare del Nuovo Centro Destra«.

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20 Comments

  1. gianni says:

    traditore della ( veneta patria ) il tipico italiota veneto.

  2. Gianmarco says:

    TOSI E’ VENDUTO AI POTERI FORTI ITALIOTI!!
    Lo tengono per le palle a causa degli affari sporchi che ha fatto in conbutta con la ndrangheta a Verona.
    La magistratura gli ha fatto fuori i vertici delle case popolari di Verona e il suo vicensindaco con moglie.
    Il prossimo sulla lista è lui (oltre ad altri suoi portaborse), ma lo stanno ricattando. Lui lo sa e sta buono a far la parte dell’italiota per non finire anche lui in galera.
    Ha distrutto la Lega Nord in Veneto per compiacere i suoi padroni ITA-NATO e adesso stanno facendo fuori il traditore.
    TOSI è “condannato a morte” non avrà alcun futuro se non continuare a fare il sicario per la Lega Nord e servire fedelmente lo stato italiano fantoccio!

  3. giangiovanni says:

    Tutto può succedere, basta crederci

  4. Gianfrancesco says:

    ESPULSIONE PER TOSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    CACCIATELO VIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Piero says:

    Tutti si riempiono la bocca straparlando dell’Art. 5 della Costituzione, dimenticando che lo stesso Stato Italiano è andato contro alla carta costituzionale con il trattato di Osimo cedendo parte del territorio italiano alla ex Yugoslavia. Come sempre…… due pesi due misure. Piero

  6. zisp says:

    la volontà espressa in massa dal popolo spazzerà via Tosi, se vorrà coltivare le sue ambizioni di careghe le soddisferà in territorio italico, in quanto a Zaia, dipende da lui giocarsi le poche chance che gli sono rimaste, nel suo caso non troverà nemmeno spazio in Italia

  7. Tito Livio says:

    Oibò che contraddizioni in casa lega? che novità.

  8. Paolo says:

    Dobbiamo essere noi veneti tutti a spingere per staccarci da fallitalia.

  9. AlbertoExp says:

    Daea Lombardia vien soeo a carestia, dice mia nonna di 98 anni riferendosi alle tempeste che vengono dal Garda. Io lo reinterpreto in senso politico,non accomuniamo quella foglia striminzita al nostro glorioso Leone.
    I Venetisti non vuol dire leghisti,siamo su diversi piani,anche culturali..

  10. L'ingegnere del falso consenso says:

    UN MOTIVO IN PIU’, PER IL QUALE L’EUROPA NON FAVORIRA’ MAI, L’INDIPENDENZA DEL VENETO, SE NON DOPO UN FALLIMENTO TOTALE !!

    Il Trattato di Lisbona (di seguito chiamato il Trattato) non è una Costituzione europea, ma ne mantiene esattamente tutti i poteri. Esso non è neppure un trattato in sé, visto che nella realtà si tratta di una colossale mole di modifiche apportate ai due trattati fondamentali della UE, che sono: il Trattato dell’Unione Europea (TEU) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU). Ad essi viene aggiunto il Trattato di Nizza del 2003. Ogni singolo articolo del Trattato, inclusi gli annessi e i protocolli, assume una forza enorme, spessissimo sovranazionale, cioè più potente di qualsiasi legge nazionale degli Stati membri della UE.

    Il potere al super Stato, e gli Stati odierni esautorati.

    Il Trattato crea le basi legali per la nascita di un grande Stato unico europeo con poteri sovranazionali a tutto campo, cioè con leggi che saranno superiori a qualsiasi legge degli Stati membri (dichiarazioni 17 & 27). Questi poteri del nuovo super Stato d’Europa saranno estesi a 68 nuovi settori dove oggi gli Stati singoli hanno la possibilità di veto, che sarà perduta. Il Trattato sottolinea il ruolo subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa, dove essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che i propri (Art. 8c, TEU). Nel Consiglio Europeo, che sarà la sede della presidenza del nuovo super Stato, i partecipanti di ciascuna nazione dovranno rappresentare l’Unione presso gli Stati membri, piuttosto che rappresentare gli Stati membri presso l’Unione come accade ora. Essi poi, dovranno “interpretare e applicare le loro leggi nazionali in conformità con quelle dell’Unione”. La Commissione Europea assieme al Consiglio dei Ministri sarà l’esecutivo del super Stato d’Europa. Vi sarà come oggi un Parlamento e la Corte di Giustizia Europea sarà il sistema giudiziario.

    Nel capitolo immigrazione le cose staranno così: la nuova Unione avrà frontiere esterne comuni, e deciderà a maggioranza chi potrà entrare e risiedere nei nostri territori, mentre i singoli governi perderanno il potere di decidere su ciò. Di nuovo, nessuno di noi cittadini potrà influenzare i criteri di quelle politiche, che potranno essere troppo permissive oppure disumane.

    Si comprende già da questi primi aspetti del Trattato in quale misura drastica i poteri che oggi appartengono ai governi e ai Parlamenti che eleggiamo saranno trasferiti al nuovo super Stato europeo. Non è eccessivo dichiarare che siamo sulla strada per rendere Montecitorio e Palazzo Madama delle marginali rappresentanze di facciata. Le uniche aree dove ancora i Paesi europei manterrebbero autonomia decisionale sono la politica estera comune e la sicurezza. L’europarlamentare danese Jens-Peter Bonde ha dichiarato: “Non ricordo un singolo esempio di legge nazionale che non potrà essere influenzato dal Trattato di Lisbona”.

    Cittadini… di che?

    Siamo italiani, tedeschi, olandesi o spagnoli, ma col Trattato diventeremo “in aggiunta” cittadini del super Stato d’Europa (Art. 17b.1 TEC/TFU). Attenzione qui: finora, le regole della UE stabilivano che noi eravamo cittadini europei “come corredo” alla nostra cittadinanza nazionale. Il termine “aggiunta” è usato nel Trattato per esprimere una doppia nazionalità a tutti gli effetti, con però un gigantesco ma: dovete sapere che i diritti e i doveri di questa nostra nuova nazionalità saranno superiori a quelli stabiliti dalle nostre leggi nazionali in ogni caso dove vi sia un conflitto fra di essi, e questo per la sancita superiorità delle leggi dell’Unione rispetto a quelle nazionali e persino rispetto alle nostre Costituzioni. Al di là del merito, è inquietante sapere che potremmo essere obbligati a fare cose non previste dalle nostre leggi, senza aver avuto alcuna voce in capitolo, come al solito.

    In campo internazionale.

    Il Trattato creerà uno Stato superiore agli Stati membri esattamente come gli Stati Uniti sono superiori ai singoli Stati americani. Esso avrà il potere di firmare accordi internazionali con altri Paesi del mondo, e questi accordi saranno vincolanti su ogni Paese membro anche se i suoi parlamentari sono contrari, e avranno precedenza sulle sue leggi. Avrà il potere di entrare in guerra come Europa e senza l’autorizzazione dell’ONU, lasciando ai singoli Stati il solo potere di “astenersi costruttivamente” (che significa poi collaborazionismo), e imporrà inoltre agli Stati membri un aumento delle spese militari. Il Presidente della nuova Unione non sarà eletto dal popolo come negli USA, ma potrà rappresentarci nei rapporti con Paesi cruciali come l’America, la Russia o la Cina, che non dialogheranno più con i nostri attuali governi su una serie di importanti affari internazionali.

    http://www.portaldiritto.com/il-trattato-di-lisbona-e-la-vera-morte-della-costituzione-italiana.htm

  11. loris says:

    tosi benchè segretario della lega in veneto (????) dovrebbe essere espulso da movimento…se ne ha letto lo statuto, significa che non ha capito una sega….se invece lo ha capito, significa che soffre di crisi d’identità….secondo me il suo posto è altrove!

  12. leandro says:

    TOSI parla solo per la sua opinione, quella della maggioranza dei Veneti è ben diversa.

  13. Moray says:

    Tosi almeno è sincero, non vende fumo di pessima qualità come Salvini. Cè ancora qualche dubbio sul fatto che perchè rinasca qualcosa di indipendentista sia indispensabile prima affondare la bagnarola verde popò?

  14. orazio bortoluzzi says:

    campa cavallo……che l’erba muore

  15. Marco Green says:

    E’ ormai evidente che, a parte l’ipocrisia del personaggio, il cervello di Tosi viaggia a targhe alterne: inutile cercare coerenza e senso nei suoi ragionamenti.

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