Tosi, il Renzi del centrodestra. Ma se lui puntasse a scalzare Zaia?

di ANONIMO PADANO

In questi mesi di “rivoluzione” (forse è parola troppo grossa, ma fatemela passare…) al vertice della Lega Nord ci siamo abituati a sentir parlare e ripetere – soprattutto da parte del segretario Roberto Maroni – del cosiddetto “modello Verona”. Cosa si intenda con questa definizione è presto detto: Flavio Tosi ha rivinto alla grande le elezioni amministrative del capoluogo scaligero aggregando, intorno alla Lega, alcune liste civiche, a cominciare da quella che si riferiva direttamente a lui (risultata di gran lunga di maggioranza relativa), alcune delle quali formate da pezzi interi di partiti che hanno lasciato le antiche casacche per appoggiare il sindaco uscente. Il “modello Verona”, dunque, è stato venduto in questi mesi come l’arma strategica che dovrebbe consentire al Carroccio di diventare, secondo la visione del suo nuovo capo, il partito “egemone” – quantomeno in fatto di iniziativa e propulsione politiche – in tutte le Regioni del Nord. Tale modello, che tra l’altro vedremo se sarà o meno perseguito alle prossime elezioni regionali della Lombardia, non può comunque prescindere dall’avere un uomo solo al comando in grado di essere catalizzatore come e più di quanto lo possa essere il movimento dei “lumbard”.

Per Verona Flavio Tosi ha funzionato senza dubbio da catalizzatore e così è stato creato questa sorta di “marchio depositato”. Ma se quello veronese è diventato un modello da esportazione, il suo mentore/ispiratore, cioè il sindaco scaligero, non poteva rimanere confinato nella sua città e al ruolo di segretario della Liga Veneta. Ed ecco che ora per Tosi è arrivata l’investitura politica da leader nazionale: “E’ Flavio tosi il leader del centrodestra”. Parola di Roberto Maroni. Il segretario federale della Lega Nord ha raccolto la proposta lanciata dal quotidiano “Libero” e sempre sulle pagine del giornale diretto da Maurizio Belpietro ha dato l’avvallo ufficiale in vista della coalizione del futuro: “Già un paio di mesi fa avevo detto che Tosi era il nostro Renzi. Se ci fossero delle primarie allargate lo voterei senz’altro”. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader lombardo del Carroccio, Matteo Salvini: “Quello che ha scritto “Libero” è vero. Tosi ha grandi capacità e saprebbe guidare il centrodestra. Soprattutto, il sindaco di Verona è molto più concreto di Renzi”.

Insomma, il trio-forte uscito vincente dal dopo Bossi potremmo dire che “fa quadrato” per assicurarsi negli anni a venire il controllo del partito e delle principali amministrazioni territoriali a cui il Carroccio aspira. E qui va tolto il velo a una aspirazione di cui molti parlano dietro le quinte, ma che non esce mai ufficialmente allo scoperto e cioè quella che vorrebbe Flavio Tosi intenzionato a dare l’assalto alla presidenza della Regione Veneto nel 2015. Ma come, si dirà, Tosi punta a scalzare il governatore più amato dai suoi concittadini, cioè Luca Zaia? In tanti giurano che l’ufficio con finestre sul Canal Grande sia il vero obiettivo del sindaco di Verona, il quale deve far crescere in maniera inarrestabile il proprio ruolo per raggiungere l’obiettivo. Gioca in maniera spregiudicata l’abile Flavio, fino al punto da minacciare, di recente, l’esportazione della Lista Tosi anche fuori dai confini del Veneto, un’ipotesi che farebbe contorcere le budella a molti dirigenti leghisti lombardi, per non parlare del povero Roberto Cota, alle prese con i conti disastrati del Piemonte. E così il sostegno di Maroni e Salvini al ruolo di candidato leader del centrodestra sembra alla fine una buona tattica per assecondare il disegno tosiano di conquista della Regione Veneto.

E il buon Luca Zaia? Nelle ultime settimane non sono mancate scintille fra il governatore e il sindaco di Verona, scoccate soprattutto in alcune riunioni di partito. E il nervosismo dell’ex ministro è stato letto anche come la punta dell’iceberg  sotto il quale crescerebbe l’insofferenza lighista nel confronti del segretario Tosi – anche da parte di alcuni che l’hanno votato nella gara vincente contro Massimo Bitonci – per la gestione un tantino dispotica del movimento. Zaia il “temporeggiatore”, al quale viene riconosciuta un’abilità manovriera e mediatoria di antico sapore democristiano, stavolta non potrà temporeggiare a lungo se non vorrà farsi schiacciare in un angolo, ancorché privilegiato.

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22 Comments

  1. camy says:

    Marò e Reguzzò ovvero il gatto e la volpe (e lo stesso si potrebbe dire per Salvino e Bastone, Porchezio e Fontano e tante altre belle coppie apparentemente in lotta..è il solito gioco delle parti belleriano)

  2. Aquele Abraço says:

    E’ tanta fantapolitica che l’autore ha perfino vergogna di rivelarsi.
    e gl’indipendentonti a ricamarci sopra, pure con qualche romanaccio di supporto.
    Sembra di leggere i commenti del Messagiero, ma siamo sicuri che questi sono nordisti?

  3. mauro danese says:

    se el ghe prova… el scapussa!

  4. Franco says:

    Tosi leader? Ma non scherziamo,appiattito come è sulle posizioni di sudditanza alla “repubblica italiana”,non ha progettualità,non possiede alcun carisma,probabilmente è uno fra i leghisti più “furbi”,ma per “sfondare” ci vuole intelligenza,esattamente la stessa cosa che è mancata all’italico “umberto magno”,che essendo soltanto un furbastro ha raccolto ciò che ha seminato:dissenso,disgusto ma soprattutto tanto rancore per il TRADIMENTO verso il popolo del nord.Tosi è troppo “democristiano e troppo poco nordista,la sua agonia politica sarà un pò più lunga,ma seguirà la sorte dei suoi “colleghi” di lega(che non è mai stata nord),cioè la giusta scomparsa dal panorama politico e l’inevitabile condanna della storia,assieme a tutti i suoi compagni di questo breve viaggio verso l’oblio!

  5. Ferruccio says:

    Gent.mo ANONIMO PADANO

    nussuna “RIVOLUZIONE” le rivoluzioni non sono mai nate con le scope e con gli occhialini rossi….

    Ma solo la presa della CASSA (tesoretto) della Lega Nord da parte dei MARONITI per un consolidamento delle CADREGHE ed una GRANDE RESTAURAZIONE

  6. stefano says:

    Ma c’è qualcuno che riesce a spiegarmi come fa ad essere salito così in alto nella scala gerarchica della lega uno che a casa sua ha ridotto il partito al 10%?

  7. renzulli says:

    Ma caro Pier dove lo mettete il più grande? il presidente dell’Upi e di Sondrio, il celeberrimo Sartori che è amico di Salvini (o non più…?) Ecco l’uomo che sta scaldando la Lega e porterà a nuovi e terribili…tonfi.

  8. beciot says:

    che bea foto, son cuèa , son bei, bravissimi! Dominatori del globo! Orgoglio del Veneto !

  9. erbarbara says:

    Aò ma è vera che su ar Nord ce stanno le file fuori dalle libbrerie per accaparrasse le copie der libro de Bob Maroni che sembra si er bestseller mondiale dell’anno? Si è vero ditemelo che me ne pijo na copia puro io!

  10. elvira rubattino says:

    Tranquelli che in Lombardia le cose sono nelle mani giuste, visto che Podestà fa dire in giro che lui metterà d’accordo Pdl e Lega e quindi si cabdiderà a presidente! E ppoi pian piano si mangerà Cota e Zaia e sarà imperatore del Nord, secondo le ultime strategie del grandissimo tecnico Radic!!!!

    • pier says:

      Albertini non ha interesse a vincere, vuole costituire il PPE italiano, quindi è disposto a sacrificare la poltrona lombarda; per i belleriani invece si tratta di vita o di morte, o prendono la Lombardia o finiscono sotto un ponte.

      • Veritas says:

        Sbagli: Albertini è quello che non voleva entrare in politica ma che adesso ne è diventato affamato. Grandissimo arrivista e strangande vanesio.

    • Don Ferrante says:

      Gent:ma signora Elvira,
      mi permette una domanda ?

      Lei è per caso discendente del genovese Raffaele Rubattino, fondatore dell’omonima Compagnia, che fornì a Garibaldi, fingendone il furto, i piroscafi Piemonte e Lombardo che trasportarono i Mille a Marsala ?

      La ringrazio anticipatamente !

      Ossequi !

  11. anonimo pagano says:

    Qualcuno in queste pagine lo disse già mesi fa: Tosi pian piano tutti si inchiappetterà. E i lombardi come tonti si sono fatti fiocinare pur di avere un alleato per abbattere Bossi…Che tristezza che pochezza, Bruto e Cassio la vostra fine si avvicina.

    • pier says:

      E’ l’implosione dell’ala maroniana: salviniani contro maroniani di stretta osservanza, tosiani contro salviniani (vedi patto fra fontaniani e borgheziani a bruxelles contro i zalviniani)

  12. Luca says:

    Quando nacque la Lega, la DC capì che l’unico modo per distruggerla era mettere un cuneo all’interno e farla implodere. Non ci riuscì perchè Bossi lo intuì e creò la Lega Nord prima che le varie leghe la facessero implodere. Oggi non ce n’è bisogno. Maroni sta facendo proprio quello che non riuscì alla DC. Il modello Verona farà pian piano scomparire l’identità leghista. Un partito identitario che si fonda sui simboli, sul nome. Infatti a Verona la lega ha preso l’11%. In Lomardia succederà lo stesso. Crollerà al 10-15% e magari vincerà Maroni con la sua lista civica, ma sarà la fine della Lega. Ma per qualche poltrona in più val pure la pena. Senza una poltrona Salvini dovrebbe cominciare a lavorare e se è schizzinoso….

    • pier says:

      Ma non scherziamo, la lista civica maroni non andrà oltre l’1%, voti ovviamente proveniente rigorosamente dall’ala maroniana della Lega e sottratti al partito belleriano: chi nella società civile non avendo mai votato Lega sarebbe ora disposto a votare Maroni? Confondete Maroni con Miglio.

    • Don Ferrante says:

      In Lombardia il PdL è alla frutta, i ciellini sono arrivati agli insulti, la Lega è nella melma….verde!

      Come cacchio fantasticano di vincere con le liste civiche ?
      Pensano che qualcuno che non ha mai votato Lega possa farlo per Maroni o Salvini ?

      Ma quando mai ?

      Una possibilità di successo è legata a Gabriele Albertini, purché doppiato dalla Finocchiaro !

  13. Carmen says:

    Bozzi aveva ragione,dopo di lui il diluvio….ormai è un tutti contro tutti per spartirsi le briciole rimaste….la nuova gestione belleriana ha brutalmente fallito già alle ultime comunali e i sondaggi parlano di disastro…..sarà un bagno di sangue ben meritato da un partito le cui uniche argomentazioni si riducono ormai al sostenere l’esistenza degli ufo

    • pier says:

      Già, almeno nella vecchia Lega un po’ di Miglio e Ciola saltavano fuori ogni tanto, adesso oltre al “famoso” Lissoni non si va. Complimenti Maroni.

      • Veritas says:

        L’argomento riguardava Tosi e Zaia, invece, tutti (s) parlano di Lega.
        Sono due personalità di grande carisma ma diverse, secondo me Tosi sarebbe maggiormente carismatico ma Zaia possiede maggiore maturazione e grande equilibrio, tanto che piace anche agli italioni.

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