Tosi declama l’inno di Mameli: “E’ di tutta Italia”

di REDAZIONE

“Io non canto nemmeno allo stadio perché sono stonato”. Ma alla fine lo ‘declama’. Il sindaco di Verona Flavio Tosi, al contrario di molti colleghi leghisti, non ha un giudizio negativo nei confronti dell’inno italiano. E per dimostrarlo ne ha ‘recitato’ una parte a ‘Un Giorno da Pecora’, programma di Radio2 condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro.

I conduttori lo incalzano chiedendo cosa ne pensa della proposta del governo di studiare l’inno di Mameli nelle scuole: “Dal punto di vista del Paese e dell’Unità nazionale, non vedo nulla di scandaloso nell’inno – dice Tosi – è di tutta Italia in fondo. Ma di certo non è che cantare l’inno risolva i problemi di tutto il Paese”.

Poi, alla richiesta dei conduttori di cantarlo, Tosi chiarisce: “Io non canto nemmeno allo stadio perché sono stonato”. Ma alla fine recita il testo. “Le parole le so: Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, dell’Elmo di Scipio s’è cinta la testa… insomma – afferma orgoglioso Tosi – lo so tutto!”

FONTE ORIGINALE: http://www.adnkronos.com

 

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12 Comments

  1. Bagolona says:

    Ora e sempre: obiezione canora.

  2. Federico says:

    Tosi è un politico: e lo stato italiano è la grande greppia dei politici. Ma ora quello che conta è il referendum per l’indipendenza. Grazie a Sandri, grazie a Indipendenza veneta, grazie alla mobilitazione di molti (compresi Veneto Stato e i giovani della Lega) presto in Veneto si potrà votare: esattamente come in Catalogna. E la speranza di un Veneto indipendente inizia a farsi concreta

    • franco says:

      Il problema è che in Catalogna ci sono molti sponsor che sono il governatore, una grossa fetta di opinione pubblica, la tv catalana, i giornali, etc etc…in veneto purtroppo c’è solo un piccolo gruppo indipendentista. Basterà???

  3. Marco says:

    Tosi ha fatto carriera in una lega teoricamente padanista e federalista ma in realtà è ormai chiaro da un pezzo come riguardo a certi temi non abbia alcun coinvolgimento; il punto è che col suo modo di fare rappresenta purtroppo il politico leghista medio: tra quelli come lui (che manifestano chiaramente il proprio patriottismo italico), quelli che se ne stanno furbescamente zitti e quelli che fingono (faticosamente) indignazione e fastidio, in realtà non sembra esserci molta differenza.

    Tutti difendono quel pezzo di potere politico che hanno conquistato e tutti continuano a prendere per il culo quei pochi che ancora si illudono che una casta di politici demotivati, impreparati e menefreghisti possa e voglia davvero ottenere qualcosa.

    I risultati, del resto, si vedono giornalmente: Roma si rafforza, il centralismo – nazionalismo italico ha raggiunto livelli che 20 anni fa erano impensabili e il padanismo, che se diffuso seriamente (e da persone serie) ora sarebbe stato il necessario scudo popolare per difendersi da decisioni fasciste come questa dell’inno di Mameli nelle scuole, non trova reale rappresentanza e sostegno.

    Oggi ho provato a comprare il quotidiano la Padania per vedere un po’ come affrontavano la questione:
    la prima pagina l’hanno azzeccata (“Lezione di regime” e bambini balilla marcianti), poi però bisogna andare a pagina dieci con articoli di Giovanni Polli e Iva Garibaldi grazie alla quale apprendiamo il commento di Roberto Maroni: “Quando si canta (l’inno), purchè non sia stonato, per me va sempre bene…”
    Che coraggio…che coinvolgimento: probabilmente se gli avessero chiesto una presa di posizione più seria l’avrebbe buttata in vacca parlando del modulo del Milan…

    A pagina 14 la rubrica delle lettere si apre con un intervento così titolato: “Grazie a la Padania per aver ricordato El Alamein”; è la classica lettera di un nazionalista italiano, della quale riporto il finale, dove si esalta il “solo quotidiano che ha ricordato, con un’intera pagina ed un bellissimo articolo, l’anniversario di quell’evento costato la vita a molti nostri connazionali. Questa Italia, purtroppo, ha due facce. Una vicina alla nostra gente e che peraltro ricorda e riconosce il volere e il desiderio dell’intera comunità di onorare chi ha perso la vita e di cambiare in meglio questa nostra Italia”

  4. Unione Cisalpina says:

    Oneto…. te gà visto il to amato “esperimento politico veronese” !? 😀 e ankòra kontinui a dar kredito a kuesti ciarlatani italioti (Maroni in primis…)

  5. marco says:

    Siamo nel 2012 e siamo ancora a parlare di inni patriottici?

    mamma mia come siamo messi …

  6. franco says:

    Questo in poco tempo sta distruggendo tutto ciò che è stato fatto in decenni da Liga e Gian Paolo Gobbo per riscoprire l’identità veneta….spaccherà la Liga Veneta…non riesci a capire come hanno fatto a votarlo!

  7. Beppe says:

    Io non sono leghista, ma non mi identifico con l’inno di Mameli che considero stupido e nazionalista.
    Mi spiego…” che schiava di Roma Iddio la creo’…..”
    credo che Iddio non voglia nessuno schiavo di un’altro, e Roma non è migliore di Berlino, Bucarest o Parigi…….
    quindi TUTTI gli inni nazionali che inneggiano ad essere migliori degli altri mi fanno schifo !

  8. Giacomo veneto says:

    Grazie Tosi. Se qualcuno dubitava ancora di te e del tuo odio per il Veneto ogni dubbio è svanito.

  9. Albert1 says:

    Bisogna essergli grati: leggo di troppa gente desiderosa di “riscoprire” la lega, di darle un’altra chance… promemoria migliori di questo non ce ne sono!

  10. berg says:

    che tristezza

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