REGIONE TOSCANA: REGALATI 2 MILIONI DI EURO PER 4 FILM

di ARTURO DOILO

Il pubblico di qua, lo Stato di là, il bene collettivo in primis e avanti con la tiritera infinita di chi loda e imbroda le virtù pubbliche italiane. Ma se per Shakespeare c’era del marcio in Danimarca, chissà cosa scriverebbe oggi se fosse un cittadino italiano.

Lo spreco immane di denaro dei contribuenti è la regola in questo paese. A volte la scusa è la giustizia sociale, altre volte, i servizi al cittadino, non di rado la cultura. Così, la regione Toscana ha appena approvato lo stanziamento di nuovi fondi regionali per il cinema. Un vizio, non certo locale ma tutto italico. Si legge sul blog “Mani bucate”: “Non c’è regione italiana che non finanzi società produttrici di lungometraggi, a patto che le loro produzioni avvengano sul territorio. così non solo c’è una gara tra le amministrazioni locali a chi dà più soldi ma soprattutto, i produttori non sono liberi di scegliere dove andare, di scegliere la location migliore, perché attirati come api sul miele dei soldi pubblici. Nel libro Mani bucate raccontiamo decine di casi di film prodotti qua e là in Italia solo per approfittare degli aiuti regionali.

Ecco, ora, i film che la Toscana produrrà, la casa di produzione e l’importo assegnato. Il totale in soldoni? 1.946.473,20 euro pubblici. I film? Acciaio (Palomar) 196.300; Una bella estate (Cattleya) 493.300; Senza ritorno (Kaos) 557.486,60; La mia amica Greta (Progetto Immagine) 699.386,60. Sul numero degli spettatori, basterà avere un pallottoliere per contarli.

Ecco a cosa servono le tasse, alla faccia di quelli che vengono a raccontar barzellette sul fatto che se le pagassimo ripagherebbero tutti.

 

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4 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Zitti, altrimenti inveisce Benigni, perché la Toscana non finanzia la “cultura”.

  2. Diego Tagliabue says:

    Zitti, altrimenti inveisce Benigni, perché la Toscananon finanzia la “cultura”.

  3. FrancescoPD says:

    Ora appoggio totalmente l’evasione “produttiva” che crea o mantiene a galla aziende e lavoro.
    Ma se va avanti così mi tornano simpatici anche gli evasori meno virtuosi che hanno l’incrociatore marino e la residenza all’estero!

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