Torniamo alla Magna Carta: tasse solo col consenso di tutti

di GIULIO ARRIGHINImagna carta2

Li possiamo invidiare anche per questo. Non solo perché hanno un premier che ha detto chiaro e tondo che prima vengono i cittadini britannici, e poi se c’è posto, anche i profughi. La Gran Bretagna, pur tra le sue mille contraddizioni, resta baluardo di molti principi inviolabili.

E ora si appresta a celebrare gli 800 anni della Magna carta, principi che sono ancora attuali e “devono essere ribaditi in questo momento storico”, ha dichiarato il primo ministro britannico David Cameron nel corso delle celebrazioni. Il documento che fu siglato il 15 giugno 1215 dal re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra è considerato all’origine dei diritti degli uomini liberi di fronte al potere e anche della democrazia parlamentare.

Ma leggiamo cosa afferma Cameron:  “E’il momento giusto per ribadire i principi della Magna Carta – ha detto Cameron – E’ un documento segno di libertà, di cui tutti i cittadini britannici dovrebbero essere orgogliosi. La carta su cui sono scritti forse si è ingiallita con gli anni, ma gli ideali trasmessi continuano a brillare. Questo è il momento storico giusto per ribadire i principi della Magna Carta. Quello che faremo oggi servirà a plasmare il mondo per gli anni a venire”.
Interamente in latino la Magna Carta ha tra i suoi articoli più importanti il divieto per il sovrano di imporre nuove tasse ai suoi vassalli diretti senza il previo consenso del commune consilium regni, il consiglio comune del regno. Oggi vorrebbe dire solo attraverso il consenso di chi amministra i territori; la garanzia, valida per tutti gli uomini di condizione libera, di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo; la proporzionalità della pena rispetto al reato; l’integrità e libertà della Chiesa inglese.

Insomma, anche sul fronte giudiziario ce ne sarebbero di cose da scrivere, così come dell’autonomia della Chiesa rispetto al potere dei governi. Peccato, noi siamo qui sugli scogli di Ventimiglia a discutere il da farsi, loro sono a celebrare i principi che abbiamo cancellato dal diritto per far spazio ai diritti di altri.

Segretario Indipendenza Lombarda

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4 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Lo Stato non paga i suoi debiti e i creditori falliscono perché non possono pagare le tasse. Cos’altro occorre vedere per ribellarsi? Eppure niente si muove, evidentemente sono ancora troppi quelli che hanno da perderci nel buttare la carte per aria.
    Oggi, i guadagni degli autonomi che eccedono i 28000 euro lordi annui vengono sanguisugati per il 65% e oltre (38%irpef, 23%inps, 4%irap e altro….), presto i contributi arriveranno al 27% (senza cassa malattia e senza alcun impegno inps riguardante la futura pensione), la pressione complessiva supererà il 70%, forse qualcuno dirà qualcosa al 80% o magari al 90. E perché non al 100%?

  2. Carlo De Paoli says:

    l’Istituto Comunale, e quindi la democrazia, è nata qui da noi, nella Penisola, eppure a distanza di tanti anni dobbiamo andare a scuola di democrazia dagli angli, i quali come ci istruivano a scuola, nell’ora di poesia, ricordando la storia romana e degli antichi grandi Condottieri, si citava:
    Cesare taccio, che dove pose il suo “ferro” fece, agli angli, un c..o così.
    Ora abbiamo un Presidente del Consiglio che prende ordini da inglesi e francesi tutti agli ordini dei banchieri.
    Siamo forse arrivati alla fine del Mondo e dell’Umanità?

  3. Antonio says:

    Concordo con Dan.
    Noi? Attendiamo la Mana dal cielo.

    Antonio

  4. Dan says:

    Sì certo ma perchè gli inglesi hanno ottenuto la Magna Charta ? Perchè ai tempi hanno menato duro. Non hanno chiesto, hanno preso. Gli italiani che fanno invece ?

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