Tornano ad aumentare gli immigrati in Veneto. Nonostante Salvini. E fanno Pil

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Dopo 3 anni di calo, la presenza immigrata torna a crescere. Record a Mansuè, San Bonifacio e Lonigo. Il contributo economico vale un decimo del PIL regionale.

Le dinamiche sull’immigrazione in Veneto all’interno del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della FONDAZIONE LEONE MORESSA, pubblicato con il contributo della CGIA di Mestre e con il patrocinio di OIM e MAECI[1] e presentato Martedì 20 Novembre al Campus di Treviso dell’Università Ca’ Foscari.

 

In aumento gli arrivi. Dopo 3 anni di calo dovuto alla crisi, gli immigrati in Veneto tornano ad aumentare. In particolare, tornano a crescere i nuovi arrivi: 25 mila dall’estero e 28 mila da altre aree d’Italia. Allo stesso tempo calano le acquisizioni di cittadinanza italiana (20 mila) e diminuiscono le partenze per l’estero.

Tuttavia, tra i nuovi arrivi solo un decimo è per motivi di lavoro (2 mila permessi); quasi la metà è per ricongiungimento familiare (9 mila) e un terzo circa (6 mila) è rappresentato dai motivi umanitari (richiedenti asilo e rifugiati).

 

Caratteristiche e presenza degli immigrati in Veneto. Gli stranieri in Veneto sono 487.893, pari al 9,9% della popolazione totale. Le principali nazionalità sono presenti in Veneto da oltre 10 anni: oltre un quarto viene dalla Romania (123 mila). Seguono Marocco (45 mila), Cina (35 mila) e Moldavia (34 mila). Verona è la provincia con più stranieri (105 mila), seguita da Padova e Treviso (rispettivamente 94 mila e 91 mila).

A livello comunale, in termini assoluti il Comune con più stranieri è Venezia (36 mila), seguito da Verona e Padova. Osservando l’incidenza sulla popolazione residente, il primato spetta a Mansuè (TV), con il 18,9%. Seguono San Bonifacio (VR) con il 18,6% e Lonigo (VI) con il 17,0%. Tra i Comuni capoluogo, spicca Padova con il 15,9%.

 

A San Bonifacio record di nascite. Nel 2017 si sono registrati in Veneto 7.361 nati stranieri, pari al 20,1% del totale. L’incidenza maggiore a San Bonifacio (VR), con il 42,4% di nati stranieri sul totale nascite. I nati stranieri sono oltre un terzo del totale anche a Mestrino (PD) con il 37,4% e Vazzola (TV) con il 36,7%. Ad ogni modo, in molti Comuni la quota di nati stranieri supera il 30%.

Per quanto riguarda la scuola, nel 2017 si registravano in Veneto 91.870 alunni stranieri, pari al 13% del totale. di questi, quasi il 68% è nato in Italia.

 

Un decimo del PIL regionale. La presenza degli stranieri non ha modificato solo l’aspetto demografico, ma anche quello economico. Nel 2017 gli occupati stranieri in Veneto sono 238 mila, pari all’11,2% del totale. Ad essi si può ricondurre il 9,9% del Valore Aggiunto complessivamente prodotto, ovvero quasi 14 miliardi di euro.

Non è da sottovalutare nemmeno l’apporto degli imprenditori stranieri, che rappresentano l’8,9% del totale imprenditori: dato in crescita negli ultimi cinque anni (+12,2%), in controtendenza con la diminuzione degli italiani.

A livello fiscale, nel 2017 gli immigrati in Veneto hanno dichiarato mediamente 14.843 euro annui, circa 8 mila euro in meno rispetto alla media degli italiani. Ad essi comunque si possono ricondurre circa 355 milioni di euro di Irpef versata.

 

Secondo Michele Furlan, Presidente della Fondazione Leone Moressa “i dati evidenziano la dinamicità del Veneto e il suo potenziale di integrazione, confermato anche dalla presenza di lavoratori immigrati regolari e dal loro contributo economico”.

[1] Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

 

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