Torna l’asse Budapest-Varsavia contro Berlino. Renzi si allei, la Merkel verrà giù con la Ue

renzi merkeldi MAURIZIO BLONDET – Il titolo qui sopra è copiato da Deutsche Wirtschaft Nachrichten. Andrebbe unito ad altri:  “Juncker attacca Renzi e Renzi risponde”, “Schauble studia un piano B per far uscire la Germania dalla UE” (ossia: “Non gioco più, kattifi”).

Riprendiamo con ordine: da quando il partito di Kaczyński (PiS, ovvero Diritto e Giustizia) e il governo della premier Beata Szydło (la sua creatura) ha vinto le elezioni in Polonia, la Germania lo ha attaccato come “fascista e putinista”, Standard & Poor ha declassato il suo debito pubblico da A- a BBB+ (facendo svalutarlo zloty e rendendo più caro servire il debito), e Juncker – quest’alta figura – ha aperto una procedura d’infrazione contro il governo di Varsavia, minacciando sanzioni e di togliere il diritto di voto alla Polonia nelle sedi UE.

 

Tutti i poteri forti terrificati da quel che sta facendo PiS: affermare la propria sovranità per esempio nella scelta dei giudici costituzionali, la prerogativa dello Stato nelle nomine di radio e tv di Stato, soprattutto l’aumento della tassazione sui profitti delle banche (l’aveva già fatto Orban) e preparando un progetto di legge per liberare i poveri debitori polacchi dal peso dei mutui in franchi svizzeri: una geniale idea di banche straniere (fra cui Unicredit): “Così pagherete meno interessi, dicevano ai polacchi quando i mutui in zloty esigevano, che so, il 12 per cento. Peccato che siccome il franco svizzero s’è rivalutato dell’85%  sulla moneta nazionale, di altrettanto è cresciuto il capitale da restituire dai debitori. Il ministro competente ha proposto: benissimo, le banche accettino il pagamento in FrCH, ma al valore che avevano al momento della contrazione del mutuo…Da quel momento S&P ha trovato che “il nuovo governo polacco indebolisce l’indipendenza di istituzioni-chiave come la corte costituzionale e le emittenti pubbliche”,   che le libertà sono in pericolo e il paese aveva bisogno di una cura di demokràtia, di una primavera polacca di un cambio di regime. Insomma una motivazione spudoratamente politica per valutare il debito…

 

S&P, agenzia di rating internazionale,   ha colpito subito dopo che Juncker ha aperto l’infrazione, segnale inequivocabile di coordinazione dell’offensiva. Ma era da settimane che, “un giorno si’ e l’altro pure, interveniva minaccioso il Kapo’ Martin Schulz (presidente dell’europarlamento), invitando la Polonia (accusata di perseguire una politica di “putinizzazione” dell’Europa) ad attenersi ai “valori democratici europei”, e alla fine ha aperto una discussione formale che tra qualche giorno si terrà al Parlamento Europeo, dove all’ordine del giorno sarà lo stato di salute della democrazia polacca (sic)”. Insomma un processo in piena regola.

I malfidenti dicono che Schulz è stato “attivato” nell’offensiva dalla Cancelliera, rimasta orfana dal prezioso alleato nella UE che è stata la Polonia negli ultimi otto anni, quando a Varsavia governava Donald Tusk,   gestito dai neocon israelo-americani dal’11 Settembre, il cui partito PO (Piattaforma Civica) è affiliato al PE europeo ossia al servizio della CDU, fedele vassallo e soggetto della politica internazionale della NATO e della Merkel.

S’è forse intimorito il governo di Kaczyński (PiS)? Macché. “Il ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro e il collega degli Interni Mariusz Błaszczak hanno risposto per le rime – mi scrive l’amico Ciabattini che vive là – : il primo con una lettera secca al vicepresidente della Commissione europea, l’olandese Frans Timmermans, ha respinto ogni indebita ingerenza nel processo legislativo polacco, il secondo ha ironicamente invitato la Commissione ad aprire una procedura d’infrazione contro la Germania, dato lo stato alquanto imperfetto in cui versa colà la libertà di stampa (vedi i fatti di Colonia ed Amburgo censurati per vari giorni dai media e dal governo di Berlino).”.

Quando Juncker e Schulz hanno aperto il processo al popolo polacco (che ha dato al PiS la maggioranza assoluta in parlamento) , Kaczynski ha detto in un’intervista che l’azione è “ridicola per non dire altro”, perché “non ci sarà unanimità” nel tribunale speciale in cui si è trasformato l’euro-parlamento. Ne è sicuro perché, come ha rivelato AFP, l’ungherese Orban ha promesso a Varsavia il suo appoggio, fino all’uso del diritto di veto contro le sanzioni.

 

Così li vedono in Polonia
Così li vedono in Polonia

Il fatto è che il 6 gennaio, in una località di villeggiatura invernale nel Sud della Polonia, Kaczyński e Orban si son parlati a quattr’occhi per 6 ore. Un lunghissimo colloquio   in cui “hanno rinsaldato la storica amicizia polacco-ungherese e gettato le basi di una stretta collaborazione politica tra i due governi”, ossia riconosciuto il comune nemico e deciso di coordinare la reazione contro di esso nel quadro dei rispettivi, e convergenti interessi nazionali.

 

C’è una differenza fra i due: Kaczyński è ostilissimo a Mosca (l’accusa di aver prodotto la morte del gemello, nella tragedia aerea di Smolensk nel 2011). Ma anche Orban, nota Emanuele Ciabattini, “fino a qualche anno fa aveva fama di russofobo, ma poi le ragioni della politica lo hanno portato a coltivare un rapporto costruttivo con Zar Vladimir”. Può persino fare da mediatore tra Varsavia e Mosca. Kaczynski ha ben chiaro che per la Polonia non c’è salvezza nel campo UE   – difatti è piuttosto per la NATO e le armi Usa – ma la situazione della stessa America è tale, che per la Polonia può essere il momento di una svolta geopolitica storica. Intanto e’ programmata per il 22 gennaio a Mosca la visita del nuovo ministro degli Esteri  Waszczykowski. Vedremo.

Una cosa è già certa: la secca sconfitta della UE e dell’egemonia Merkel sulla UE. E’ ancHe una utile lezione, se vuole impararla, per il governo Renzi. I “grandi media” italiani non fanno che ripetere che “Renzi è isolato nella UE”, che non ha alleati; i peggio sono i partiti concorrenti, Grillo e il patetico residuo dei Berluscònidi (ma anche Salvini), che ci godono, – la vecchia tradizione italiana dI stare col nemico estero contro l’avversario interno.

Ora, se questi non fossero accecati dal vizio italiota, vedrebbero che se c’è qualcuno  che si sta isolando,  è la Cancelliera. Polonia, Ungheria, Italia (che è grossa, se non grande) non le obbediscono più; piaccia o no, Renzi ha silurato il furbesco progetto tedesco di farci pagare a noi “europei” i 3 miliardi di euro che ha scelto di dare alla Turchia perché trattenga i profughi; l’Austria ha sospeso Schengen, dopo Svezia e Danimarca, segno che il blocco germanofono si sta sgretolando; all’interno, la CSU bavarese è in rivolta sulla crisi degli immigrati, la polizia reprime con la violenza manifestazioni di piazza di tedeschi contro gli immigrati; l’ex giudice costituzionale Udo di Fabio ha dichiarato che il governo federale è “costituzionalmente obbligato a chiudere i confini della Germania” ad entrate illegali perché “la democrazia può funzionare solo quando un cittadino con i corrispondenti diritti civili chiaramente definiti, praticamente in grado di agire nelle elezioni e nei referendum, è identificato”.

Pronuncia   importantissima, perché (ri)conferma che “certezza del diritto” si ha solo dentro confini statuali, un principio basilare del diritto  che la “normativa UE” sta da decenni violando e stuprando – non senza il nostro consenso.

UE, ultimo soldatino pro-Kiev

Adesso, la Merkel rischia un processo, fa capire il giudice. “La Procura federale di Karlsruhe ha ricevuto oltre 400 lettere che chiedevano di aprire un’indagine formale per stabilire se il cancelliere tedesco ha commesso alto tradimento. Le lettere sostengono che, secondo il diritto tedesco, chiunque tenti di cambiare la Repubblica tedesca con la forza o la minaccia della forza è colpevole di tradimento, e che lasciar entrare centinaia di migliaia di migranti soddisfa questa condizione poiché cambiano proprio l’identità della Repubblica”.

Nuland ha incontrato SUrkov...
Nuland ha incontrato Surkov…

E non basta: il 15 giugno, alla chetichella, Victoria Nuland, la finanziatrice ebreo-americana del golpe di Kiev, s’è incontrata con Vladislav SUrkov, l’assistente speciale di Putin per a questione ucraina. A Kaliningrad, nella enclave russa della Polonia. Hanno parlato, si dice, di come mettere fine alla rivolta del Donbass con un piano di con federalizzazione.

E’ notevole che il vice presidente Usa Jo Biden (il cui figlio, si ricordi, ha interessi in Ucraina) abbia detto, davanti alla Rada di Kiev che gli ucraini devono prendere esempio “dalla guerra di secessione”, ossia dal modello federale: le provincie russofone potrebbero essere riunite pro forma all’Ucraina in una “federazione”. Sembra incredibile, ma forse Washington ne ha abbastanza dei corrotti nazisti che costano miliardi e miliardi, e sta cercando di disimpegnarsi? Se questo è vero, la Merkel è ancora più isolata.

E la UE resta da sola a fare la faccia feroce a Putin in difesa di Porochensko e “Yats”, ultimo soldatino dell’esercito americano in ritirata..

E’ in questo quadro, penso, che va intesa la voce, fatta filtrare dagli uffici del ministr Schauble, secondo cui  il governo tedesco Cdu-Spd guidato da Angela Merkel starebbe lavorando in gran segreto a un “piano di emergenza” in caso di disgregazione dell’Unione europea e ovviamente anche della moneta unica. Ufficialmente nessuno a Berlino è pronto ad ammetterlo, ma una pattuglia nutrita di deputati del Bundestag, soprattutto della Csu bavarese, sarebbero al lavoro – con l’ok della Cancelliera – per studiare come muoversi nel caso in cui la situazione precipitasse” (Affari italiani). Schauble voleva effettivamente cacciare la Grecia dall’euro per dare “terrorizzare gl altri”. L’idea è sua, ma oggi, non è una vittoria. Ha piuttosto il senso di una sconfitta: noi tedeschi non ci guadagnamo più a stare in Europa, quindi vi lasciamo soli, torniamo al marco. Sì, tornare al marco – rivalutato al 30 per cento – farà un bel buco nell’export tedesco, che ha goduto finora dell’euro sottovalutato.  E ciò, mentre la catastrofe mondiale – deflazione e recessione in misure mai viste – si sta abbattendo sul sistema globale – esito ineliminabile di quando il capitalismo viene applicato con la perfetta efficienza (ossia massima retribuzione del capitale a spese della minima retribuzione del lavoro) ingigantito adesso dalla Cina nel disordine economico più colossale. Il Sistema si sta sfracellando, e l’egemonia tedesca che ne fa parte come sottosistema. Sarà un disastro per tutti noi, ovvio: una nuova fase della crisi de 2008, mai curata, aggravata. Esattamente come n Usa alla crisi del 1929 successe l’aggravamento della crisi deflattiva del 1937, con milioni di disoccupati in più.

Stiamo a vedere

Come ha notato sornione il noto George Friedman di Stratfor, “La UE sta affondando felicemente nell’insignificanza”: Non si spaccherà secondo lui, “perché non può prendere nessuna decisione significativa, figurarsi quella di sciogliersi”. Ciò che accadrà “è quel che sta già accadendo adesso: i paesi membri le daranno sempre meno retta. Le istituzioni UE le visiteranno come si visita un museo”.

Aggiungo alcuni  sondaggi utili per capire meglio “cosa siamo” noi europei. Alla  domanda: siete pronti a battervi per la vostra patria? Ecco il risultato

tabella blondet

I paesi in verde sono i musulmani. Azzurri, gli europei….

 

http://www.maurizioblondet.it/budapest-con-varsavia-contro-la-ue-veto-alle-sanzioni/

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1 Commento

  1. Giancarlo says:

    Quando scrivete certi articoli come questo, dico che siete dei veri buongustai dell’informazione.
    Infatti quanto scrivete non fa altro che riportare la realtà in cui l’europa si dibatte e….lentamente dovrà pur morire per come è stata concepita da coloro che l’hanno creata dopo le speranze , gli ideali e le illusioni che alla prima ora erano le basi costituenti…poi tradite clamorosamente quando è diventata solo un apparato finanziario-bancario -valutario e basta !!!!
    Al toscano Renzi riconosco che volersi opporre nel voler dare soldi alla Turchia quando all’italia non venne riconosciuto nulla nei mesi più turbolenti dei molteplici sbarchi sulle nostre coste/confine è doverosamente condivisibile.
    E’ CHIARO ORMAI che la Germania essendo abbastanza forte ( non so per quanto ancora…..) sta con i banchieri ed i finanzieri mondiali perché sia l’euro che l’andazzo generale è confacente ai propri interessi.
    L’italia che fa? Esiste? Si fa sentire e cerca di contare ?
    Sinceramente non lo so ma mi pare che strategicamente Renzi, perché tutti gli altri sono vuoti assolutamente di idee, non ha ancora capito che deve trovarsi degli alleati se vogliamo che l’europa cambi.
    E un’europa dei popoli è l’unica che potrà salvarsi dallo strapotere della finanza in generale.
    Quindi perché non capire che allearsi con chi sta facendo muro contro questa europa è confacente anche ai nostri interessi come paese italia ??????
    Misteri della politica italiota.
    WSM

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