Torna la guerra del latte: Agea-Equitalia a caccia di chi non paga le multe

di GIANMARCO LUCCHI

Sta per riesplodere una guerra che da mesi si era praticamente addormentata, quella delle quote latte. Il governo, infatti, ha deciso che non è più tempo di traccheggiare e vanno perciò incamerati nelle casse statali i 780 milioni di crediti immediatamente esigibili nei confronti dei produttori di latte cosiddetti “splafonatori” che non hanno regolarizzato le proprie posizioni aderendo alle due leggi che hanno negli anni consentito la “rateizzazione”, la Alemanno (119) e la Zaia (33). Si tratta di somme esigibili in quanto conseguenza di cause già passate in giudicato, perché in realtà i soldi che lo Stato pretende dagli allevatori sono molti di più. Per procedere sulla strada della riscossione il governo ha ridato ad Agea – l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, deputata a incassare le multe – la facoltà di utilizzare Equitalia, opportunità che era stata tolta ai tempi del governo Berlusconi, quando ministro dell’Agricoltura era Saverio Romano, depotenziando in pratica le capacità dell’Agenzia.

Il primo a lanciare l’allarme è stato il parlamentare leghista Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia (ma anche titolare con i fratelli di un’azienda agricola inserita nell’elenco dei multati), il quale stigmatizza la decisione del Governo di affiancare Equitalia ad Agea nelle procedure amministrative di riscossione delle cartelle esattoriali legate al presunto splafonamento delle quote latte dando però alla Guardia di Finanza il compito di effettuare le notifiche: “Siamo alla frutta, ma purtroppo ormai a quella marcia. Questa volta Monti ha superato sé stesso – attacca Rainieri -. In pratica il governo ha deciso di usare la Guardia di Finanza per andare contro i Carabinieri. Un paradosso”.
“Fingendo di non sapere che esiste una relazione del nucleo politiche agricole dei Carabinieri che chiarisce tuti gli errori commessi durante l’introduzione del regime delle quote latte e soprattutto che nel nostro Paese non esiste un numero di vacche da latte sufficiente a produrre la quantità che ci viene contestata, Monti sceglie di inviare le Fiamme Gialle nelle stalle”.
“Gli allevatori, caro Monti – attacca Rainieri – non sono evasori. Invece di continuare sula strada sbagliata, mandando la Guardia di Finanza nelle aziende agricole a fare le funzioni dei ‘postini’, il governo farebbe meglio a verificare una volta per tutte l’effettiva produzione di latte andando così a smascherare chi, in tutti questi anni, ha continuato a fare il furbo alle spalle degli altri. E furbi, sia chiaro, non sono gli allevatori”.
“La paura – conclude Rainieri – è che ancora una volta si cerchi di insabbiare e nascondere quello che la Lega era riuscita far venire a galla ma che subito dopo la consegna della relazione da parte dei carabinieri, i soliti poteri forti hanno cercato di nascondere scaricando le colpe, come speso avviene , sull’anello debole della catena: quello dei produttori”.

Il riferimento di Ranieri al possibile scontro Carabinieri-Guardia di Finanza riguarda una famosa relazione dei Cc presso il ministero delle Politiche Agricole (datata 2010) che metteva in discussione l’intero sistema delle quote latte, una relazione i cui contenuti sono per altro sempre stati contraddetti dalle controrelazioni dei tecnici del Ministero e della stessa Agea. Inoltre il documento dell’Arma è stato utilizzato da numerose Procure, sparse per l’Italia, come base per aprire indagini sulla materia, inchieste che per altro non hanno portato finora a sviluppi clamorosi.

I produttori di latte che saranno “perseguiti” dall’accoppiata Agea-Equitalia sono essenzialmente della pianura padana, e in buona parte rappresentano il drappello di “duri e puri” che negli anni si sono sempre affidati alla “protezione politica” della Lega e di Umberto Bossi per tutelare le proprie posizioni, salvo comunque ritrovarsi a volte condannati in alcuni processi. Bisognerà verificare se anche il neo-segretario Roberto Maroni terrà lo stesso atteggiamento, anche se la presa di posizione di Ranieri, uno dei colonnelli maroniani, potrebbe indurre a una risposta affermativa.

A margine della vicenda c’è da registrare anche la situazione kafkiana in cui è venuta a trovarsi Agea, fino all’estate scorsa presieduta dal professore leghista Dario Fruscio e che, a seguito del decreto governativo sulla spending review, è stata in parte smembrata con il passaggio del settore “coordinamento” direttamente al Ministero. Ciò ha consentito di cancellare gli organi statutari – presidente e consiglio di amministrazione – e di sostituirli con un direttore generale di rappresentanza legale, nella persona di Guido Tampieri, ex assessore Pd all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna ed ex sottosegretario all’Agricoltura dle governo Prodi,  fortemente voluto dal ministro tecnico Mario Catania (il quale si dice in questo modo abbia voluto accreditarsi presso il segretario Bersani per una candidatura in vista delle prossime elezioni politiche). Ebbene, in sede di conversione in legge del decreto, sia le Commissioni che l’Aula, hanno rigettato la nomina di Tampieri in quanto la stessa non è avvenuta seguendo il percorso previsto per legge nei casi di enti pubblici non economici come Agea. Il governo e il ministro Catania hanno risposto revocando l’indicazione di Tampieri come direttore generale e nominandolo contestualmente commissario straordinario. Ma l’assurdo è questo:  che Tampieri sarebbe commissario di un direttore generale che non c’è mai stato, in quanto la mancata conversione in legge di questa parte del decreto riporta la situazione allo stato originario, quindi all’Agea pre smembramento. L’ennesimo pasticcio intorno a un’Agenzia che in  questi ultimi anni è stata letteralmente massacrata da commissariamenti di pura ispirazione politica.

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20 Comments

  1. lory says:

    non siamo autosufficente a riguardo della produzione di latte e quelli ci danno la multa ci sono stati accordi è vero! però entra i questa maledetta repubblica delle banane di tutto e di più senza controlli e senza dazi e senza contare la grande risorsa dei sinistri maledetti ,i clandestini !!!!!!!!!!!!!!!

  2. Santo Spavetti says:

    Ma che quote latte, ma se in Italia anche prima del 1982, anno dell’ assalto ai produttori It da parte dei grossi che anno corrotto i funzionari italici e i politicucoli facendo addirittura uccidere i nostri bovini anche di razze tipiche come dalle mie parti la Bruna Alpina, con tanto di contributo di 1.000.000 di lire ogni capo,per esportare i trattori del solito tiratore; si produceva molto meno latte del consumato; che beneficio ne ha il consumatore italiano se il latte anzichè dal produttore italiano viene dalla Lituania a 32 cent.mi di euro al lt, e l’ ambiente : quanto consuma di carburante un camion dalla Lituania , non deve andare Equitalia dai produttori ; deve andare la GDF dai politicocoli di allora a verificare i versamenti a loro o parenti e amici nelle Banche Austriache e Lussenburghesi e altre. E la GDF deve verificare anche i patrimoni degli zeloti che insistono in merito.
    Un contadino allevatore di bovini.
    Geom. Santo Spavetti
    P.S. : deve anche verificare la filiera e se le aziente Lituane non siano passate alla nco.

    • Santo Spavetti says:

      L’ AGEA va commissariata e va messo ai vertici un PREFETTO come la Dottoressa CANCELLIERI con ….. . E ora di finirla con incapaci che non anno mai zappato la terra ma solo poppato dai fondi pubblici.
      Geom. Santo Spavetti

  3. Crapa de legn says:

    SE CHI HA PRODOTTO LATTE IN ECCESSO
    NON PAGA LE MULTE RELATIVE,

    CHI LE PAGA ??????

    NON LE PAGHEREMO PER CASO NOI CITTADINI CHE NON MUNGIAMO LE MUCCHE E CHE PAGHIAMO REGOLARMENTE IL LATTE CHE ACQUISTIAMO ?????

    GENI DELLA LAMPADA CHE QUI SCRIVETE,
    DATEMI UNA RISPOSTA !!!!!!!

    • gianluca says:

      esatto le multe sono già state pagate all’Europa dall’erario pubblico, quindi con soldi dei contribuenti

      • Dan says:

        Il discorso è già stato fatto: ai contribuenti piace pagare, piace prenderlo nella giacca, si realizzano nel prenderlo in quel posto allora fa bene l’europa attraverso l’artiglio dell’erario a spolparci con ogni scusa le passa per la testa che si tratti di bottiglie di latte o dimensioni delle zucchine. Fino a quando saremo disposti ad accettare l’azione di questi briganti il nostro destino non potrà mai migliorare.
        Invece di farci la guerra tra poveri dobbiamo coalizzarci e spazzare via questi farabutti.

  4. Lombard says:

    Ma la famosa stalla in piazza Navona c’è ancora?

    Itaglia che paès de merda

  5. marco says:

    Mi fanno tutti schifo,un governo che non ha mai fatto niente per l agricoltura,sbandiera la bandiera italiana e poi lascia che entri tutto il latte che si vuole dall estero e bloccano noi,neanche ste cavolo di quote fossero il problema dell italia paese di merda corrotto fino all osso dove solo i ladri vivono bene e vengono solo premiati i delinquenti.Io con mio padre mia madre e la mia famiglia tiriamo cinghia ogni giorno per pagare tasse a sti ladri farabutti lavoriamo 24 ore al giorno nella nostra azienda e mungiamo latte che non vale piu’ niente perche’ quello estero vale ancora meno e agli industriali conviene farlo arrivare da li,ovviamente pero’ sulle etichette di quello che producono scrivono MADE IN ITALY questo e il nostro vero problema non di certo le quote che non sono mai servite a niente….fosse per me preferirei una dittatura a sti delinquenti ignoranti almeno ne avremmo solo uno da mantenere

    • gianluca says:

      Prova a raccontarlo a Dan che non è vero che il latte non vale niente…

    • Dan says:

      Il tuo latte potrà anche valere poco ma preferisci pagare multoni o poterlo rivendere anche a poco ma comunque venderlo fuori ?
      Se il problema delle quote latte riguarda il mercato interno quale problema c’è ad esportarlo ?
      E poi vuoi proprio prendertela con qualcuno ? Prova un po’ il latte di produzione franco tedesca e dimmi se più che latte non sembra latte allungato in acqua ?
      Non sarà forse per quello che i prezzi crollano ? Producono cento litri di latte ma ne allungano almeno il doppio se non il triplo ?

  6. Albert Nextein says:

    Il sistema delle sovvenzioni va abbandonato.
    Chi ce la fa va avanti,gli altri chiudano e si riconvertano.

    • gianluca says:

      guardi che le sovvenzioni ai peoduttori di latte sono finbite molti anni fa…, qui si parla di multe per aver prodotto troppo

      • Dan says:

        Vorrei capire alcune cose banalissime.

        1° Alla mucca che fa troppo latte ci schiaffiamo un tappo in culo ? Se la gallina fa un uovo al giorno e qualche burocrate europeo stitico non è d’accordo, ci mettiamo il cemento alla pennuta, rea di non aver montato il tassametro alla papera ?

        2° Ogni anno il Fao rompe l’anima con la fame nel mondo, con i bambini che muoiono di fame e pretende soldi da tutti. Non sarebbe più logico caricare tutto questo latte in eccesso, farne eventualmente anche del formaggio e spedirlo nel terzo mondo corrispondendo alla peggio un prezzo politico ai produttori invece di mortificarli perchè fanno semplicemente il loro lavoro di produttori ovvero producono ?

        • gianluca says:

          Le quote furono introdotte in Europa per sostenere il prezzo del latte, altrimenti i produttori sarebbero andati in malora. E comunque nel 2013 andranno in soffitta. Gli allevatori che producevano troppo rispetto alle quote possedute, o acquistavano nuove quote da altri, oppure vendevano o abbattevano i capi. Questo per la cronaca…

          • Dan says:

            I produttori sarebbero andati in malora ?
            Ma quando mai. Da sempre gli allevatori tengono le mucche che da sempre mangiano l’erba che cresce da sola sui pascoli e da sempre producono il latte che riescono e non è mai andato in malora nessuno.
            Curiosamente solo da quando è venuta fuori sta cazzo di europa i produttori “vanno in malora”.
            In malora ci vanno di sicuro ma certo non perchè la povera bestia s’è fatta crescere una pompa di benzina al posto della tetta.

            Comunque sia bella roba: l’abbondanza di produzione sarebbe utile a garantire condizioni di vita migliori per tutti, invece si prende tutto questo ben di Dio e lo si butta nei campi o si ammazzano gli animali.

            Qui deve veramente tornare una pandemia, un qualche tipo peste bubbonica che azzeri di nuovo un bel po’ di cose e dopo voglio vedere chi ha ancora il coraggio di aprire bocca sui surplus di produzione.

            Veramente, bisogna andarsene dalla ue. Si fotta bruxelles e chi le da ancora corda

  7. gibuizza says:

    Perché il governo non cerca di incassare i 90 miliardi (MILIARDI) di euro dovuti dalle società che gestiscono il gioco (le macchinette) in Italia per non avre pagato la quota dovuta allo stato ele relative tasse in 4 anni di attività ?

    • Dan says:

      Tranquillo che li ha incassati: sono finiti in qualche centinaio di Azimut di politici e ministri attraccati in giro per il pianeta e fondi finanziari rischio zero (non certo la merda di bot “salva italia” che cercano di appioppare a noi)

  8. FrancescoPD says:

    La vedo male, molto male per il governo.
    Gli agricoltori non devono assolutamente cedere, anche perchè qualche notte fà, oltre alle quote latte, i delinquenti di governo hanno CAMBIATO LA NORMATIVA SULLE SOCIETA’ AGRICOLE, equiparandole a tutte le altre società.
    Ma vi rendete conto che questi delinquenti sono passati con il diserbante sulle teste degli agricoltori??

    Non credete che ci possa stare anche un bell’articolo su questa nefandezza comminata dai nostri carnefici?

    • Dan says:

      Un articolo ? Qui è ora che partano veramente i forconi, previa affilatura alla mola.
      Falangi di contadini a Roma con le spargi letame ad aprire la strada

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