Lega, torna la Dc o l’indipendenza?

di ROBERTO BERNARDELLI*

Ma gli indipendentisti con chi potrebbero dialogare meglio? Con Matteo Salvini o con Umberto Bossi? O con nessuno di loro due? In ogni caso, la Lega come soggetto politico calante o crescente, deludente o apparente, è una sponda o un oggetto vago del desiderio per chi ambiva a sogni di libertà?

Noi diciamo solo, come osservatori esterni, che chiunque parli di indipendenza e lo faccia seriamente, merita un secondo di ascolto. Un secondo, non un minuto. Dopo le solenni fregature, le pugnalate, le delusioni, si osserva. E a volte anche si ignora.

Ma un fatto politico come un congresso che si sta ora consumando, ci invita a curiosare, a guardarci dentro.

Al posto dell’Alberto da Giussano, cosa apparirà? Secondo noi rischia di comparire lo scudo crociato.

Rileggiamo le dichiarazioni d’agenzia del segretario uscente. “Bossi  rappresenta la gloriosa storia della Lega, ma io mi auguro   che ci sia il Renzi della Lega, che io sosterrò”. Cosi’ ha  risposto il presidente della Regione Lombardia e segretario  federale della Lega, Roberto Maroni, ai giornalisti che gli  chiedevano un commento sulla candidatura di Umberto Bossi alla segreteria del Carroccio. “Lo sapevo che l’avrebbe fatto  – ha aggiunto Maroni – immagino che ci saranno altri  candidati. Dovremo deciderci se affidarci al passato o  investire sul futuro”. “Penso che la Lega alle prossime  elezioni potra’ ancora candidarsi con Forza Italia, con il  Pdl o quello che sara’ a condizione che ci siano le primarie  per tutti” ha detto Maroni che ha aggiunto: “Mi e’ piaciuta  l’idea di ieri di Alfano (vice presidente del Consiglio)  delle primarie di centro-destra. Mi sembra un’ottima idea e  abbiamo gia’ pronto il nostro candidato che e’ Flavio Tosi“.  

C’è qualcosa che abbia a che fare con l’indipendenza? Con l’autodeterminazione? C’è un candidato leader per il nord, il centro e il sud. Della Lega. O meglio, di una fondazione. Poi c’è un milanese, giovane, rampante, che porta con sè i giovani padani, anche oltre i 40 anni. Si sa, si resta a casa dei genitori anche oltre l’età della scuola. Dunque tutto in regola.

E Bossi? Lo conosciamo, l’abbiamo visto. Con Berlusconi. Ma chi è arrivato poi, che ne ha fatto della Lombardia e del suo sogno di autodeterminazione? Ma… occorre trovare la quadra… ma occorre dialogare con gli alleati in regione… ma occorre cambiare lo statuto e poi portare la riforma in commissione… ma bisogna cambiare nomi, simboli… In una parola, rimuovere l’identità. Da una delusione alla rimozione.

Una giusta via di mezzo no? Insomma, se il nuovo è il tricolore, che dire? Se il nuovo è Renzi, o persino un renzino padano, insomma, che dire? Se il nuovo è affermare che ci sarà un candidato per tutti, della ex Lega, per noi è come vedere spuntare all’alba lo scudo crociato democristiano. O è la Dc o è l’indipendenza. Ci dicano che cosa vogliono fare da grandi, ammesso che ai lombardi rimasti, interessi ancora qualcosa della politica generata da questa classe dirigente.

*Presidente Indipendenza Lombarda

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8 Comments

  1. LUIGI says:

    La Lega stà percorrendo il viale del tramonto. Onore ai combattenti, veri. Ognuno li può individuare e festeggiare o, in caso, “sputtanarli”. Ma il tempo non si ferma e permette l’evoluzione di altre idee, progetti, gruppi, o partiti (se così si voglia chiamarli). Gli INDIPENDENTISTI si stanno annussando per far branco o intraprendere iniziative varie. Tempo al tempo che lui si’ è galantuomo.
    Io intanto propongo il censimento dei Veneti (VAGO) dato che l’ONU prevede che sia fatto. (Federazione del Lombardo-Veneto-Mantovano: anno domini 1840).
    WSM.

  2. L'incensurato says:

    Caro Bernardelli,perche’ Lei fa finta di stupirsi dicendo “la nuova dc”? E’ adesso la nuova dc,bisogna decidere se toglierle l’acqua, cosi’ magari sta maledetta balena schiatta,oppure fingere che Tosi e gli altri sponsorizzati dal liquidatore 2.0 (Salvini,Giorgetti e c. brutta) siano la svolta; la vera maniera di arrivare all’indipendenza. Per ora i fenomeni sono in grado di attribuirsi meriti non loro (macroregione di E. Durnwalder,che peraltro non intacca l’unita’ di banania) e chiedere l’applauso perche’ grazie a Bobolo hanno riverniciato l’ospedale di Bollate o asfaltato la statale varesina. Tutte cose che se non sanno di presa per il c. ci vanno molto vicino. Padania Libera

  3. Giuseppe says:

    Caro Bernardelli,
    visto che per intendersi occorre incontrarsi e parlare, ne discuta con Salvini, che mi sembra il più vicino alle antiche aspirazioni leghiste. Ha ragione Giorgio: stare alla finestra non serve assolutamente a nulla, e fa il gioco dei culoni partitanti delle tessere ovvero i democristian-deretan-fintoleghisti, detti anche calderol-pedrettisti….

  4. giorgio says:

    Sono d’accordo con Enzo che dice, ci informi del suo partito, perchè in effetti, noi che seguiamo qualcosa sappiamo, ma la stragrande maggioranza non sà nulla del movimento ” indipendenza lombarda “.
    Io sono un’ammiratore di Bernardelli di Arrighini, di Gilberto Oneto e di tutti gli attivisti in generale, ma la gente non ci conosce, la gente ci confonde coi leghisti inconcludenti, almeno facciamoci conoscere. Io continuerò a ripetermi all’infinito, sciendiamo in piazza una volta per tutte, non serve rimanere sempre alla finestra a vedere cosa fanno gli altri ,e criticare. Giorgio.

    • ALTEREGO says:

      Certo facciamoci conoscere o continueranno a confonderci con calderoli, borghezio, tosi, maroni, e forse anche con belsito.
      Dobbiamo darci un obiettivo mediatico far capire ai Padani che una nuova lega può nascere, sia che sia segretario Stefanazzi, sia che lo sia Salvini.

  5. carla 40 says:

    La Lega ERA LA SPERANZA, naufragata nel nulla. Chi e’ Renzi, chi e’ Tosi? Giovani vecchi democristiani… per carita’. Salvini non si capisce bene cosa vuol fare da grande. Che delusione…

  6. enzo says:

    Signor Bernardelli, della lega lei ci informa in modo esauriente, però la prego, ci informi pure del suo partito….

  7. Paolo says:

    La lega nord è centralisti, altro che indipendentista.

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